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Carcere

Imperia, detenuto ricoverato per sospetta overdose. Pagani (Uil Pa): «Per il personale di polizia penitenziaria è un calvario»

«La solitudine e l’abbandono in cui versano gli operatori delle prime linee penitenziarie non possono che favorire la deriva di morte e violenza che è possibile constatare in quasi tutte le strutture penitenziarie»

riviera24 - Carcere di Imperia

Imperia. «Ieri mattina, un detenuto, alla casa circondariale di Imperia, di origine italiana S.O. di circa 40 anni, che scontava una condanna con fine pena al 2025 per tentata estorsione e tentato omicidio, entrato in carcere da un giorno per “Sospensione Affidamento”, è stato ricoverato con urgenza per sospetta overdose di sostanze stupefacenti». A darne notizia il segretario regionale della Uil Pa Penitenziari, Fabio Pagani.

«L’agente di servizio in sezione ieri mattina, nel giro di controllo, si è reso conto che il detenuto accusava malori. Immediatamente ha allertato il servizio sanitario del carcere e le prime cure sono state essenziali, grazie alla prontezza e alla professionalità del poliziotto di turno, il detenuto è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso cittadino. Dalle prime e sommarie informazioni che filtrano dagli ambienti penitenziari parrebbe poter essere ascrivibile ad overdose di sostanze stupefacenti, molto probabilmente metadone. Stamani alla casa circondariale di Imperia – informa Pagani – sono ristretti ben 71 detenuti, dove il personale di polizia penitenziaria è ridotto all’osso con turni anche di sedici (16) ore continuative. E’ bene sottolineare che il personale di Imperia, pur essendo gravato dalle croniche carenze organiche, cerca di gestire la situazione come meglio può. Purtroppo la solitudine e l’abbandono in cui versano gli operatori delle prime linee penitenziarie non possono che favorire la deriva di morte e violenza che è possibile constatare in quasi tutte le strutture penitenziarie».

La Uil Pa Penitenziari si appella, ancora una volta, al Ministro: «Il calvario cui è sottoposto il personale e l’inefficienza dell’intero sistema dovrebbero imporre al Ministro della Giustizia quella giusta attenzione verso il problema che allo stato non c’è. Si rivolge alle istituzioni, al Comune di Imperia, al sindaco in particolare – commenta Pagani – non ha mai dato un contributo a questi poliziotti eroi, anzi oltre ai doppi turni, a Imperia i poliziotti debbono pagarsi anche il parcheggio per lavorare. Possiamo solo auspicare conclude il sindacalista della Uil – che il Ministro, il Governo, il Parlamento decidano di porre nelle loro agende il dramma che si consuma, ogni giorno, nelle nostre galere. Ci riferiamo all’impossibilità della polizia penitenziaria di assolvere alle proprie funzioni istituzionali in relazione alla sicurezza, all’ordine e alla disciplina negli istituti penitenziari; all’impossibilità per gli operatori del trattamento di operare ancora in funzione della rieducazione e del reinserimento. Ci riferiamo all’inadeguatezza delle risorse finanziarie che determineranno a breve l’impossibilità per l’amministrazione penitenziaria di far fronte alle spese correnti (luce, acqua, gas, telefono), di garantire l’acquisto dei carburanti per i mezzi di trasporto, di poter garantire sinanche il vitto ordinario alla popolazione detenuta. Questo non è allarmismo gratuito, piuttosto lo scenario reale del prossimo futuro. Ne consegue che il, sempre più scarso, personale sarà costretto a lavorare con turni straordinari (che non saranno pagati) e a dover far fronte alle emergenze quotidiane nella solitudine e nell’abbandono».

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