Il rilancio

Villa Regina Margherita, strategia turistica affidata al Comune di Bordighera

In preparazione bando per gestire struttura, altrimenti scatterà il "piano b"

Bordighera. E’ stato approvato all’unanimità dal consiglio provinciale di ieri l’accordo tra Provincia e Comune di Bordighera in merito alla gestione di villa Regina Margherita. In pratica, come spiega il consigliere provinciale Armando Biasi, sindaco di Vallecrosia, «con questo accordo si sancisce la volontà di dare atto che è il Comune di Bordighera che deve stabilire gli indirizzi della strategia turistica per la villa. La Provincia sarà a fianco del Comune per quelle che possono essere le azioni di strategia del territorio e marketing turistico».

«Non posso che ringraziare il presidente Claudio Scajola per la volontà di affidare al Comune di Bordighera le iniziative relative alla villa – commenta il sindaco di Bordighera Vittorio Ingenito -. Ci attiveremo immediatamente per individuare i soggetti più autorevoli per gestire gli eventi museali che la villa proporre».

Dopo l’alluvione del 2014 che aveva portato alla chiusura del polo museale, gestito dalla fondazione Terruzzi, la villa di proprietà della Provincia per il 70 per cento e del Comune di Bordighera per il restante 30 per cento, è rimasta chiusa in attesa che venisse messo in sicurezza, con un intervento di circa 1milione di euro, il muro danneggiato dalla pioggia. Ora che i lavori sono terminati, Palazzo Garnier dovrà cercare un gestore. «L’idea di base – spiega Ingenito – E’ quella di fare un bando per individuare un soggetto che possa gestire l’intero edificio, non solo da un punto di vista museale, ma anche per quanto riguarda il bar e il laboratorio di restauro. Si tratta di un bando complesso, che il Comune sta preparando, per individuare un ente che possa portare avanti queste attività. Non è facile in questo momento, soprattutto perché tutte le realtà museali soffrono per i pochi biglietti venduti».

Per questo il Comune ha pronto un piano b: «Nel caso in cui il bando vada deserto – conclude Ingenito – L’amministrazione cercherà con proprie risorse di consentire l’accesso alla villa, magari con orari ridotti, in modo che si possano visitare giardini, struttura e terrazza».

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