Il presidio

Sanremo, la galassia della sinistra e associazioni in piazza per la pace fotogallery

Un centinaio di persone hanno sfilato per le vie del centro con striscioni e bandiere. Non pervenuta la comunità ucraina, che ha dichiarato di non essere stata invitata

Sanremo. Sono state circa un centinaio le persone scese oggi in strada a Sanremo per manifestare a favore della pace in Ucraina, chiedendo un avviamento immediato delle trattative per una risoluzione pacifica del conflitto. Esponenti politici, membri di associazioni e dei sindacati con striscioni e bandiere hanno sfilato per le vie del centro della Città dei Fiori, partendo da piazza Mameli, urlando slogan contro la guerra e l’invio di armi nel paese attaccato da Vladirmir Putin.

“Dopo 77 anni la guerra è tornata nel cuore dell’Europa. Ogni giorno ci vengono trasmesse immagini di sofferenza, distruzione e morte. Una realtà straziante in cui ci sentiamo coinvolti non solo perché si tratta di un paese europeo, ma anche perché ci spaventa l’idea che arrivi nel cortile di casa nostra, ma in realtà in questi decenni le guerre non sono mai cessate anche se non abbiamo voluto vederle – si legge nel manifesto realizzato per l’occasione – . La guerra è criminogena per l’effetto pervasivo della violenza sui rapporti sociali di entrambi i belligeranti. Sovverte i valori e le regole sociali, perfino la tortura può farsi patriottica. I tassi criminali si impennano, le zone di guerra diventano enormi mercati illeciti, lo stupro diventa un’arma di guerra”.

Non pervenuta invece la comunità ucraina, che ha dichiarato nella giornata di ieri non essere stata invitata dagli organizzatori: «Ci hanno detto che possiamo partecipare, ma non possiamo parlare. Se loro vogliono parlare della guerra e dell’Ucraina devono sapere tutta la storia del mio Paese, perché non possono commentare e giudicare le vicende di un popolo senza sapere nulla, questa è ignoranza e superficialità. Questa manifestazione non ha senso senza la comunità ucraina, sono solamente dei finti pacifisti», erano state le parole di Olha Charka, cittadina ucraina di 42 anni, organizzatrice della manifestazione “Stop Putin” dello scorso 27 febbraio in piazza Colombo.

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