“la musica che unisce“

Sanremo dice no ai boicottaggi, la coppia ucraino-russa suona per la pace

Ieri sera la commovente esibizione di Oleksandr Semchuk e Ksenia Milas

Sanremo. E’ sulle note di “melodia” di Myroslav Skoryk che Sanremo ha ritrovato la sua vocazione di città della pace. Con il brano del più famoso compositore ucraino dello scorso secolo, la coppia ucraino-russa formata dai violinisti Oleksandr Semchuk e Ksenia Milas, ha aperto, ieri sera, al teatro del Casinò Municipale, il concerto della Sinfonica per lo stop alla guerra.

Concerto fortemente voluto della Fondazione Orchestra e dal Comune, per lanciare un messaggio in controtendenza rispetto a quello delle tante altre istituzioni culturali, italiane ed europee, che hanno deciso di bandire la cultura russa in segno di protesta contro l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin. Sanremo ha reagito a questa clamorosa e sconsiderata ingiustizia, rompendo gli schemi precostituiti con l’arma bianca che le è più congeniale: la musica. Cinque minuti di esibizione della coppia ucraino-russa, unita sul lavoro e nella vita, sono bastati per portare la platea del teatro ad omaggiare i maestri con una standing ovation.

«Siamo veramente commossi della risposta immediata che hanno dato gli artisti italiani e le amministrazioni comunali di varie città, a partire da Sanremo, prima in Italia ad accogliere questa iniziativa realizzata in collaborazione con la Croce Rossa Italiana», – ha commentato, prima del concerto, il maestro Semchuk.

A proposito alle polemiche legate alle esibizioni degli artisti russi, il violinista ucraino ha aggiunto: «Se parliamo della cultura russa in generale, trovo che sarebbe una cosa assolutamente assurda vietarne l’espressione a prescindere. Lo stesso vale per le prestazioni degli sportivi. Si può al massimo accettare di limitare, in questo delicato momento storico, coloro che hanno scelto di stare da una parte ben precisa per ragioni politiche. Al contrario, non si può cancellare una cultura enorme come quella russa, solo perché c’è un pazzoiede. Lo trovo semplicemente sbagliato».

«Abbiamo fatto riflessioni molto accurate in sede di consiglio di amministrazione prima di arrivare alla decisione di invitare la coppia di violinisti SemchukMilas. La nostra decisione è arrivata in controtendenza rispetto a tantissime istituzioni culturali europee ed italiane che hanno deciso di bandire la cultura russa in segno di protesta. Noi abbiamo fatto una scelta diversa, opposta. Quando le istituzioni politiche non sono in grado di gestire, con la parola, i negoziati di pace, occorre ricreare punti di contatto, tra i popoli in conflitto, a partire dalla cultura che li unisce», – ha aggiunto il presidente della Sinfonica Filippo Biolé.

«La cultura non deve fare le spese di un conflitto bellico. Questa forma di rappresaglia nei confronti di tutto ciò che è russo non può che portare conseguenze a catena negative. La cultura ha un compito diverso. Si tradirebbe se giungesse ad utilizzare ciò di cui dovrebbe essere portatrice, valori di pace e unità, per creare fazioni e inamicizie. Noi vogliamo dimostrare al popolo russo quanto di se stesso stia tradendo con l’invasione dell’Ucraina».

A teatro, ieri sera, erano presenti il sindaco Alberto Biancheri – impegnato da giorni nell’organizzazione della macchina degli aiuti da inviare in Ucraina -, l’assessore alla Cultura Silvana Ormea e i colleghi di giunta Giuseppe Faraldi e Costanza Pireri. Ad accogliere dal palco il pubblico numeroso è stato il presidente della Fondazione Orchestra.

Generico marzo 2022

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