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Ospedaletti, proposta dei figli di Mannini per comprare il fallimento Fin.Im. Dal tribunale secco no - Riviera24
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Ospedaletti, proposta dei figli di Mannini per comprare il fallimento Fin.Im. Dal tribunale secco no

A pochi giorni dalla sentenza di primo grado del tribunale di Genova che ha bocciato tutte le richieste di risarcimento danni da parte del fallimento Fin.Im, il Comune ottiene un'altra vittoria in sede giurisdizionale

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Ospedaletti. A pochi giorni dalla sentenza di primo grado del tribunale di Genova che ha bocciato tutte le richieste di risarcimento danni da parte del fallimento Fin.Im, il Comune di Ospedaletti ottiene un’altra vittoria in sede giurisdizionale relativa alla vicenda del porto.

Infatti, in data odierna il giudice del tribunale fallimentare di Imperia ha integralmente rigettato l’istanza di concordato fallimentare depositata a suo tempo dalla società Consulta s.r.l. con sede a Milano. Il Comune di Ospedaletti si era opposto a questa istanza di concordato facendo rilevare che il municipio stesso aveva richiesto le indennità risarcitorie per occupazione sine titolo delle aree demaniali non più oggetto di concessione a seguito del relativo annullamento da parte del Consiglio di Stato, tramite sentenza 361/2013. Le indennità risarcitorie calcolate fino al 31 dicembre 2020, e che saranno oggetto di conguaglio al corrente anno 2022, ammontano a circa 4,4 miliioni di euro. L’amministrazione ed i propri legali esprimono soddisfazione per questo nuovo importante risultato, che rappresenta un importante vittoria anche l’intera cittadinanza di Ospedaletti.

A formulare la proposta concordataria, datata 7 aprile 2021 e approvata a maggioranza dei chirografari (ovvero chi non ha diritti di prelazione), era stata la Consulta Srl, società costituita nel 2010, detenuta da Matteo e Michele Mannini, figli dell’ex patron dell’operazione Baia Verde: il geometra Mauro Mannini di Bordighera deceduto improvvisamente nel novembre scorso.

“Consulta Srl – si legge nella relazione del curatore fallimentare Massimo Montardi – precisa di aver già gestito e concluso presso il tribunale di Imperia le procedure di concordato fallimentare della società Fin.Part. Srl in liquidazione e Part.fin. Srl in liquidazione, titolari del 100% del capitale sociale della Fin.Im Srl in liquidazione. La società ha formulato la seguente proposta: acquisizione integrale dell’attivo fallimentare e di ogni altro diritto creditorio, compresa l’azione giudiziale per risarcimento danni (del valore potenziale di 38 milioni di euro, ndr), riassunta dal fallimento presso il tribunale di Genova”.

Nel dettaglio, Consulta offre: “Il pagamento integrale delle spese di procedura (compenso curatore e professionisti incaricati) per 200 mila euro. Pagamento integrale dei crediti ammessi in prededuzione e di quelli ammessi con privilegio generale per 2.579.828,21 milioni di euro. Apporto finanziario di parte dell’assuntore di 493.726,71 mila euro. Pagamento integrale dei creditori concorsuali chirografari nella misura del 3% del valore nominale del rispettivo credito. Oltre al versamento di una cauzione di 50 mila euro da considerarsi quale anticipo sulle spese di procedura in caso di omologa della proposta concordataria. Consulta Srl – continua il documento del 24 maggio scorso – si impegna a soddisfare tutti i creditori entro 60 giorni dalla data del decreto di omologa del concordato”.

Chi sono i creditori del porto incompiuto. A figurare nell’elenco dei creditori chirografari che Consulta propone di regolare con il 3% ci sono una ventina di soggetti. I crediti maggiori sono in pancia allo stesso geometra e patron del parco Marina di Baia Verde (mai realizzato) Mauro Mannini: più di 15 milioni di euro. Poi c’è il suo partner esecutivo, l’Impresa Rosso di Torino che avrebbe dovuto realizzare le opere, fallita insieme a Fin.Im: 13 milioni. Sistemi Turistici Srl (riconducibile sempre a Mannini) vanta 4,5 milioni. La Provincia di Imperia 246 mila euro. Il Comune di Ospedaletti appena 90 mila. Il resto dei creditori chirografari (di ultima istanza) è formato da studi legali, professionisti e ditte individuali.

I numeri. Secondo la relazione del curatore fallimentare, il commercialista imperiese Massimo Montardi, il totale del passivo lasciato da Fin.Im ammonta a oltre 37 milioni di euro. Di questi, 2,5 sono nella pancia di creditori privilegiati, mentre la restante parte di 34 milioni di euro è suddivisa tra i creditori chirografari.

L’attivo fallimentare è composto da più di 3 milioni di euro liquidi e da circa 180 mila euro di altri beni mobili periziati. La proposta concordataria di Consulta Srl prevede il soddisfacimento per intero dei creditori privilegiati e un taglio netto ai crediti dei chirografari, che verrebbero quindi pagati per un totale di circa 1.036 milioni di euro (+-3%) su un ammontare di 34 milioni iscritti nel passivo. In data 24 maggio 2021 il comitato dei creditori, con parere preliminare, aveva espresso il suo assenso alla proposta di Consulta pur dichiarandola “di modesta convenienza”. A tutela dei creditori chirografari, il curatore fallimentare ha chiesto alla società dei Mannini di presentare una fidejussione bancaria. Richiesta non accolta da Consulta Srl che si è resa disponibile ad alzare la sua cauzione da 50 a 100 mila euro. Ora i creditori dissenzienti, come il Comune di Ospedaletti e il fallimento ex Rosso, hanno tempo fino a dicembre per presentare opposizione.

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