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Migranti a Ventimiglia, profughi dall'Ucraina: «L'accoglienza in base al colore della pelle» - Riviera24
L'intervista

Migranti a Ventimiglia, profughi dall’Ucraina: «L’accoglienza in base al colore della pelle»

Dal segretario provinciale della Cgil Fulvio Fellegara un nuovo appello per la riapertura di un centro di accoglienza

Sanremo. «Vedrò il sindaco Scullino tra pochi giorni, a lui mi rivolgo nel rilanciare l’appello per la riapertura di un centro migranti a Ventimiglia. L’accoglienza non può avvenire solo per chi ha la pelle chiara e i capelli biondi, deve esserci per tutti i profughi che scappano dalla guerra». A dichiararlo è il segretario provinciale della Cgil Fulvio Fellegara, intervenuto questa sera, presso la Federazione Operaia Sanremese, dove si è presentato il libro “La leggenda del Capo di Buona Speranza”, storie di migrazioni scritto del giornalista, poeta e autore teatrale Lorenzo Allegrini.

«Il centro di transito e accoglienza è quanto mai necessario persino alla luce dei recenti fatti di cronaca di via Cavour (la rissa al coltello tra due stranieri, ndr), dimostrazione certificata che c’è un disagio nella città di Ventimiglia a cui è costretta la comunità locale. Ma non dimentichiamoci che il disagio è anche per i migranti che vivono da anni per strada, ammassati alla frontiera. Un disagio fisico e psicologico molto importante. Tutto questo è intollerabile. La politica e le istituzioni deputate devono al più presto riaprire un centro di accoglienza nella città di confine, è improcrastinabile»

La non emergenza. Continua Fellegara: «Serve entrare in un’ottica diversa nell’affrontare il problema migranti e frontiera. Non è più vero che a Ventimiglia ci sia un’emergenza. Ormai sono quasi dieci anni che si va avanti costantemente a parlare di questo tema. E’ una situazione stabile e ormai quotidiana. Si deve gestire il fenomeno, partendo dal presupposto che non solo c’è stato e c’è tuttora, ma ci sarà ancor per lungo tempo. La storia non si ferma. Non si fermano i flussi. Ci vogliono risposte strutturali».

Emergenza Ucraina. «E’ doveroso dare una risposta immediata ai profughi ucraini che scappano da una guerra ingiusta, che speriamo finisca il prima possibile. Queste persone vanno accolte immediatamente. Però non si capisce perché chi era profugo prima non ha trovato risposte, chi è profugo oggi giustamente le trova. Da questa crisi umanitaria credo si possa trovare un elemento di riorganizzazione complessiva per dare risposte ai bisogno di qualunque profugo, a prescindere dal colore della pelle».

La tragedia continua. Conclude il segretario Cgil: «Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito inermi a diverse tragedie. Dall’aggressione a Moussa Balde, culminata nel suicidio avvenuto nel Cpr di Torino. Ai tanti ragazzi morti fulminati sui convogli ferroviari, a chi è affogato nel tentativo di lavarsi nel fiume Roja, al cadavere ormai irriconoscibile trovato sul sentiero del Passo della morte. Sono tutte tragedie nella tragedia, conseguenze naturali del fatto che queste persone non si fermano e con ogni mezzo vogliono attraversare il confine. Spesso lo fanno senza conoscenza dei luoghi e informazioni pratiche. Un campo di accoglienza abbinato a un centro di informazioni sarebbe una soluzione utile per evitare morti innocenti».

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La situazione. L’ultima ipotesi approvata di centro di transito lo prevedeva in zona Mortola, nei pressi del valico di frontiera di Ponte San Luigi. La decisione era stata presa nel corso di un vertice in Comune nel novembre 2021, alla presenza del prefetto Michele Di Bari, ex capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, del prefetto di Imperia Armando Nanei, e di tutti i vertici provinciali delle forze dell’ordine. Questo prima che l’alto dirigente del ministero desse le dimissioni in seguito ad un inchiesta sul caporalato nel sud Italia che aveva visto coinvolta la moglie. Da quel momento il nulla. Di certo si sa solo che il progetto di centro alla Mortola è stato inviato dal Comune di Ventimiglia alla Prefettura di Imperia.

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