Sanità

Toti nell’Imperiese, punto sanità: «Il Saint Charles riaprirà con o senza privati» fotogallery

Ospedale unico di Taggia, di comunità, case della salute, punto nascite. La road map dei prossimi 4 anni

Sanremo. Visita di Giovanni Toti nell’Imperiese, oggi il punto del presidente di Regione Liguria sulla sanità locale, delega che Toti ha mantenuto per sé dalla rielezione. «Attraverso gli ospedali di comunità, delle case di comunità, dell’ospedale unico provinciale già programmato a Taggia, da qui a tre cinque anni realizzeremo una rete sanitaria territoriale più potente, ramificata e quindi vicina al cittadino», ha esordito il capo della giunta regionale nel corso del sopralluogo di questa mattina al nuovo acceleratore lineare installato presso il Borea (vedi correlato).

«L’ospedale unico di Taggia, in particolare, sostituirà quelli di Sanremo e Imperia, andando a mettere insieme le equipe e le professionalità dei due nosocomi per una maggiore capacità e qualità di cura». Toti è poi tornato a «ringraziare tutte le donne e gli uomini che lavorano nell’ospedale di Sanremo. Il Covid sta scendendo e lo sta facendo piuttosto rapidamente. Il Borea è uno dei presidi che hanno contrastato la pandemia sul territorio. E’ stato fatto il meglio, utilizzando tutte le armi a disposizioni della sanità regionale. Dai vaccini alle monoclonali», – ha continuato il presidente -. «Se guardiamo da qua a 5 anni credo che in questa provincia si dovrebbero sentire molto più che altrove gli investimenti in programma. Abbiamo messo in cantiere le case della salute per Ventimiglia (zona stazione), Pieve di Teco, Arma di Taggia e Sanremo, affiancate dall’ospedale di comunità a Imperia. Più avanti nel tempo, l’entrata in funzione dell’ospedale di Taggia porterà alla nascita di polo sanitario di eccellenza, posizionato al centro di varie strutture dislocate sul territorio. Un programma ambizioso che va concluso entro il 2026 se non si vogliono perdere i fondi del PNRR».

ospedale bordighera

Saint Charles di Bordighera. «Proseguiamo sulla via intrapresa due anni fa, prima che la pandemia devastasse il nostro territorio e che il Saint Charles diventasse un presidio sostitutivo dei repararti chiusi nel covid-hospital di Sanremo. Non appena finirà lo stato di emergenza cominceranno i lavori per affidare la gestione al privato, sulla base di un contratto ormai di molti anni fa che deve essere adeguato (ad aggiudicarsi l’appalto per la gestione era stata la Gvm, care & reasearch, ndr). Se questo non fosse possibile – conclude Toti – riaffideremo l’ospedale di Bordighera all’Asl1, a gestione pubblica, per riaprire i medesimi servizi promessi ai cittadini e ai sindaci. Questo avverrà nei tempi e modi legati alla riconversione del sistema sanitario post Covid, quindi nel corso dei prossimi mesi».

Punto nascite. «La nostra idea è di riaprire a Sanremo il punto nascite quando saranno terminati i lavori in corso nel reparto e sarà cessata l’emergenza Covid. Da un punto di vista dell’organizzazione definitiva di questa azienda sanitaria, il punto nascite è destinato a trasferirsi nell’ospedale unico di Taggia, dove avremo la neonatologia di Asl1 e la pediatria gestita dal Gaslini di Genova. Di questo argomento parliamo più volte tutte le settimane con il direttore Falco. Il tema oggi è fornire le professionalità che servono per mantenere in piedi due reparti a Sanremo e Imperia. Possiamo avere tutti i punti nascita che vogliamo, ma senza ostetriche, infermieri e medici, far nascere i bambini non è possibile».

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