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Sciopero del trasporto pubblico locale, sindacati ascoltati alla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale della Liguria - Riviera24
L’audizione

Sciopero del trasporto pubblico locale, sindacati ascoltati alla conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale della Liguria

Illustrate le ragioni della vertenza

Presentazione autobus Riviera Trasporti

Genova. Si è svolta oggi l’audizione con la conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale della Liguria, richiesta dalle segreterie regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal sullo sciopero di 24 ore del settore del trasporto pubblico locale su gomma proclamato a livello nazionale per il prossimo 25 febbraio.

Il sindacato ha illustrato le ragioni della vertenza spiegando che «il CCNL è scaduto da oltre 4 anni e che la trattativa risulta bloccata da mesi per l’indisponibilità delle associazioni datoriali a riconoscere a lavoratrici e lavoratori importi sufficienti a recuperare il potere d’acquisto perso a partire dal primo gennaio 2018 e ad affrontare adeguatamente l’esplosione inflazionistica del biennio 2022/23».

«La vertenza risulta complicata dalle condizioni del contesto determinate dalla pandemia. La fine dei ristori alle imprese combinata con il calo del 35% dei viaggiatori e quindi degli introiti, l’incertezza della ripresa della mobilità, visti anche i cambiamenti intervenuti con lo smart working, l’insufficienza strutturale del fondo nazionale trasporti, mai indicizzato dall’anno della sua costituzione, sommata all’inadeguatezza dei provvedimenti di finanza pubblica a sostegno dei servizi di trasporto pubblico locale, inaspriscono i rapporti con le controparti a causa della difficoltà di molte aziende di chiudere i bilanci in attivo» – aggiungono i sindacati.

«Il rischio che si corre, se non viene rinnovato il CCNL in tempi brevi, è di generare una pesante vertenzialità in un settore che deve garantire quotidianamente la mobilità pubblica di cittadini e studenti, e che attraverso le risorse del PNRR su mezzi e infrastrutture, avrebbe l’ambizione di incrementare le sue quote di utenti, in una logica di sostenibilità non solo ambientale, ma soprattutto sociale. Ma le nozze non si possono fare con i fichi secchi. Aziende e istituzioni devono tenere nella giusta considerazione il contributo del lavoro al settore, riconoscendo finalmente il rinnovo del contratto a chi, anche durante la pandemia, non si è mai sottratto alle proprie responsabilità» – sottolineano.

Prevedendo il rischio dell’escalation della mobilitazione per l’assenza di risposte concrete alla categoria, le segreterie regionali hanno chiesto alla Regione e ai capigruppo di intervenire sui propri riferimenti nazionali perché il Ministero della Mobilità sostenibile divenga parte attiva nella vertenza, per una sua rapida soluzione. I capigruppo e l’assessore regionale ai trasporti hanno accolto la richiesta e si faranno carico di trasmettere le motivazioni della protesta ai propri riferimenti nazionali e alla conferenza stato regioni, con apposito ordine del giorno.

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