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Piano territoriale, patrimonio immobiliare sfitto ed infrastrutture verdi tra i punti del Consiglio regionale - Riviera24
La seduta

Piano territoriale, patrimonio immobiliare sfitto ed infrastrutture verdi tra i punti del Consiglio regionale

Affrontati diversi temi

Consiglio regionale

Genova. Nel pomeriggio di oggi si è svolta un’altra seduta del Consiglio regionale. Sono stati affrontati diversi temi:

Piano Territoriale regionale
Con 16 voti a favore (maggioranza) e 8 contrari è stata approvata la Proposta di deliberazione 34 relativa alla “Adozione del Piano territoriale regionale”. Il Piano, che era atteso da oltre 20 anni, delinea la strategia regionale di lungo periodo per l’assetto e lo sviluppo del territorio ligure, affidando alle comunità locali le azioni per conseguire gli obiettivi. Il PTR costituisce il passaggio fondamentale per attuare la riforma approvata all’inizio del 2021 della vecchia legge urbanistica regionale del 1997 e porre al centro dell’attività urbanistica dei Comuni la pianificazione della Città pubblica. Gli obbiettivi del Piano sono il contrasto dello spopolamento dell’Entroterra semplificando le procedure, individuando i “poli attrattori dell’entroterra” e favorendo l’insediamento di nuove imprese, il recupero del territorio rurale e dei suoi insediamenti storici quindi e la residenzialità stabile. Rispetto alle città, gli obbiettivi del Piano sono il miglioramento della qualità degli insediamenti, la rigenerazione delle parti degradate, il potenziamento dei servizi locali e del sistema infrastrutturale e dei servizi territoriali, la riduzione del rischio idrogeologico, con una particolare attenzione ai corsi d’acqua, ai versanti e ai boschi per ridurre l’esposizione a tali rischi della popolazione. Rispetto alla Costa gli obiettivi sono la salvaguardia dei valori naturalistici presenti, la riduzione della pressione insediativa, la difesa dei litorali e la rigenerazione urbana del sistema insediativo presente. Per favorire le azioni propositive degli attori locali sono previste forme di collaborazione fra i Comuni dell’ambito “Entroterra” con la Città Metropolitana di Genova le Province e gli Enti parco per la redazione sia dei Piani Urbanistici sia per la redazione del Piano dei Servizi e delle Infrastrutture (PSI) dei “Poli attrattori dell’entroterra” in modo da fornire anche un supporto tecnico-operativo. La stessa forma di collaborazione è prevista fra le città e le conurbazioni costiere e della valli urbane con la Città Metropolitana di Genova le Province e gli Enti Parco per la redazione del PSI.

Nell’entroterra le nuove start-up o PMI innovative dovranno assicurare nuovi posti di lavoro, dovranno anche privilegiare il riuso dei fabbricati esistenti e adottare materiali ad alte prestazioni di sostenibilità energetica ed ambientale. Fra le novità è previsto di incentivare con le azioni della pianificazione urbanistica locale l’agricoltura biologica e di migliorare la diffusione delle pratiche agro ecologiche. Il Piano, sulla scorta delle consultazioni svolte sui territori e, soprattutto, del parere espresso dal CAL, ha prudenzialmente individuato quali “Poli attrattori dell’entroterra” i Comuni di Pieve di Teco, Torriglia, Carasco e Brugnato: la loro collocazione può favorire azioni di coesione con i Comuni dell’ambito circostante e la condivisione di infrastrutture e servizi, questi Comuni, fermo restando che i Comuni che stabiliranno accordi operativi tra loro per realizzare infrastrutture e servizi di interesse comune, potranno assumere questo ruolo e redigere il relativo Piano dei Servizi ed Infrastrutture. Nel Piano sono inserite, in quanto ritenute strategiche per la Liguria, specifiche azioni propositive e di sviluppo a regia regionale: Aurelia bis imperiese (Ventimiglia-Bordighera) e spezzina, la nuova bretella autostradale Albenga-Pedrosa, la Gronda di ponente (Genova Vesima- raccordo A7) , la Gronda di Levante (collegamento autostradale fra la val Fontanabuona e la Val Polcevera), la strada statale di valico Armo/Cantarana e il potenziamento della linea
ferroviaria Pontremolese. Con il PTR si chiude l’era della pianificazione “vincolistica” della Regione degli anni ’90, dal PTCP sino al Piano della Costa, e si apre una nuova stagione affidata ai territori ed alle comunità locali. Nel corso del lungo dibattito sono stati respinti 11 emendamenti presentati da Selena Candia (Lista Ferruccio Sansa presidente), Davide Natale e Luca Garibaldi del Pd-Articolo Uno e da Paolo Ugolini (Mov5Stelle). Relativamente agli “Indirizzi strategici del Ptr” sono stati approvati all’unanimità due emendamenti presentati da Davide Natale: il primo, fra i servizi sui quali deve essere fornita un’informazione rapida e puntuale attraverso punti informativi sul traffico, sull’accessibilità dei servizi pubblici ecc introduce anche i servizi navetta dai parcheggi di interscambio; il secondo, sempre di Davide Natale, chiede di incentivare i progetti che comportano l’utilizzo della tecnologia a led nell’illuminazione pubblica. E’ stato approvato all’unanimità un terzo emendamento (Luca Garibaldi) che introduce una modifica di natura tecnico-formale. Relativamente agli “Indirizzi sulla pianificazione portuale”, sono stati approvati altri due emendamenti di Davide Natale e uno di Luca Garibaldi relativi agli interventi previsti per migliorare il rapporto fra porto e città e per ridurre le emissioni di Co2. Relativamente alla “Pianificazione costiera” del Piano è stato approvato un emendamento di Luca Garibaldi circa la valorizzazione della costa, inserendone anche la valorizzazione ai fini agricoli e agrituristici. E’ stato approvato, infine, un emendamento presentato da Selena Candia che prevede un aggiornamento degli interventi contenuti nel PTR sulla base di quanto stabilito dal Pnrr e una cartografia del sistema sanitario ligure, per verificare la situazione dopo la pandemia.
Dibattito finale.

Davide Natale (Pd-Articolo Uno) ha sottolineato il lungo lavoro di approfondimento fatto nella competente commissione consiliare e ha rilevato che la stesura iniziale del provvedimento non conteneva una corretta compenetrazione fra le diverse peculiarità del territorio, che si è in parte raggiunta – ha detto – solo grazie alle modifiche proposte dalla minoranza. Natale ha annunciato che alcuni temi del Piano dovranno essere ulteriormente approfonditi.

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha rilevato che è stata persa un’occasione storica in quanto è stata scelta una strada che non dà una vera svolta al tema della pianificazione territoriale. Secondo Garibaldi nel Piano la Liguria è stata spaccata in tre parti e che nel provvedimento vengono trattate in modo identico situazioni che andrebbero affrontate con approcci diversi e, infine, che non c’è una scelta strategica sulla Città metropolitana.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha rilevato che il Piano urbanistico è stato affrontato con lo spirito della riduzione del danno: «si poteva fare peggio – ha detto – ma potevamo aspettarci molto di più». Il Piano, secondo il consigliere, resta rivolto al passato e non conterrebbe nessun passo in avanti per una progressiva riduzione del consumo di suolo e contro l’abbandono dell’entroterra.

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha riconosciuto all’assessore Scajola la capacità di ascolto dimostrato durante il lungo iter del provvedimento in Commissione ma, secondo il consigliere, il testo finale mancherebbe, comunque, di lungimiranza e mancherebbe anche una fotografia reale della situazione non individuando vere soluzioni ai problemi territoriali della Regione.

Paolo Ugolini (Mov5Stelle) ha dichiarato che il provvedimento privilegia le grandi opere pubbliche, ma in modo indiscriminato e senza prevedere priorità né rispettare i principi europei. Secondo Ugolini, inoltre, «dal Piano emerge il rischio di una potenziale consumo di suolo, l’ambiente e il paesaggio – ha detto – non sono visti come una potenziale risorsa ma come un ostacolo e un vincolo».

Chiara Cerri (Cambiamo con Toti presidente) ha annunciato il voto favorevole al provvedimento e ha ringraziato l’assessore per l’impegno dimostrato e per i risultati raggiunti ricordando che nel lungo dibattito sono state anche accolte le proposte giunte dalla minoranza. Secondo il consigliere la Liguria aspettava da tempo questo Piano che getta le basi per uno sviluppo virtuoso della regione.

Alessandro Bozzano (Cambiamo con Toti presidente) ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dall’assessore, in particolare, ha sottolineato che il PTR dà spazio ai Comuni permettendo alle amministrazioni locali di svilupparsi secondo principi urbanistici più moderni e adeguati alle nuove esigenze dei tempi e della mobilità. Bozzano ha concluso annunciando voto favorevole.

Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente) ha definito «il Ptr un piano “coraggioso” precisando che il provvedimento era atteso da oltre 25 anni e che – ha sottolineato – attribuisce maggiore libertà decisionale ai Comuni nella gestione del territorio». Secondo il consigliere, inoltre, il PTR punta a contrastare lo spopolamento dell’entroterra intercettandone in modo corretto le esigenze di sviluppo e prevede uno sviluppo armonico della costa e delle città in chiave più moderna.

Patrimonio immobiliare sfitto
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 560 (Selena Candia, Ferruccio Sansa, Roberto Centi) che impegna la giunta ad individuare soluzioni innovative per rendere utilizzabile il patrimonio immobiliare sfitto per le persone in difficoltà che avrebbero diritto ad un alloggio di edilizia residenziale pubblica, anche attraverso accordi con i proprietari privati. Nel documento si rileva che, anche a causa del calo demografico, a Genova ci sono circa 30 mila alloggi non abitati e, secondo i dati Caritas, sempre nel capoluogo, a fronte di 4 mila domande, solo 100 persone nel 2019 sono riuscite ad ottenere l’assegnazione di un appartamento. L’assessore all’urbanistica e alle politiche abitative e all’edilizia Marco Scajola ha espresso parere favorevole Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha chiesto di poter sottoscrivere l’ordine del giorno.

Contratti di fiume
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 561 (Selena Candia, Ferruccio Sansa, Roberto Centi) che impegna la giunta a prevedere la conclusione dei “contratti di fiume”. Nel documento si spiega che questi contratti impegnano verso una gestione responsabile delle acque, per la tutela ambientale e una corretta pianificazione territoriale. Nel documento si rileva che il Piano Territoriale Regionale non contempla, diversamente da altre Regioni, questa programmazione. L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha espresso parere favorevole.

Infrastrutture verdi
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 562 (Selena Candia, Ferruccio Sansa, Roberto Centi) che impegna la giunta a valutare l’opportunità che le nuove infrastrutture per la mobilità sostenibile e su gomma, previste dal Piano Territoriale Regionale, siano l’occasione per prevedere nuove “infrastrutture verdi”. Nel documento si spiega che le infrastrutture verdi sono comparse nel mondo scientifico, naturalistico e ambientale negli anni ’90 ma che il PTR non ne programma la costruzione in corrispondenza delle nuove opere di mobilità sostenibile. L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha espresso parere favorevole.

Classificazione unica delle “aree dell’entroterra” e “poli attrattori”
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 563 (Selena Candia, Ferruccio Sansa, Roberto Centi) che impegna la giunta a prevedere nel PTR una classificazione unica delle “aree dell’entroterra” e “poli attrattori” in modo da rendere più omogenea la strategia delle Aree interne con le prescrizioni dello stesso PTR. Nel documento si spiega che il Piano identifica i Comuni classificati come entroterra e “poli attrattori dell’entroterra” mentre sarebbe necessaria una definizione unitaria di “aree interne” e “poli attrattori” in base alla distanza dai centri principali di offerta dei servizi essenziali. L’assessore all’urbanistica Marco Scajola ha espresso parere favorevole.

Etichetta geologica del prodotto
Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno 576, presentato da Lilli Lauro (Cambiamo con Toti presidente) e sottoscritto da tutti i gruppi, che impegna la giunta ad avviare un percorso di valorizzazione dei prodotti liguri attraverso la relazione stretta che esiste fra il suolo e il prodotto, supportato da analisi scientifiche garantendo in questo modo un marker di autenticità di provenienza del prodotto stesso. «L’etichetta geologica – si legge nel documento – permette di connotare un prodotto di qualità e a denominazione di un determinato sito».

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