L'intervento

Ospedale Saint Charles, Lorenzi (Civicamente Bordighera): «Gli amministratori chiedano all’Asl1 contenuti, piani per alternative e impegno sui tempi»

«Fin dall’inizio abbiamo contestato il progetto della privatizzazione perché non era robusto. Dopo tutto questo tempo la popolazione aspetta che le decisioni siano ben informate, robuste, difensibili anche nel futuro»

ospedale bordighera

Bordighera. «Quale consigliere comunale di minoranza a Bordighera dal 2013 ho assistito – non passivamente – alla lunga gestazione del progetto di concedere l’ospedale Saint Charles a società private per riavere un pronto soccorso e tutti i necessari reparti ancillari; dotazioni che gli ordinamenti della sanità pubblica non prevedono più dal 2015 per un bacino di utenza al di sotto degli 80.000 abitanti. Oggi non mi stupisco dell’impasse in cui il progetto versa; impasse che penso sia da usare per confrontarsi con i contenuti concreti delle opzioni disponibili per il San Charles. Dopo 3 anni in cui l’Asl1 cerca di scrivere un contratto con il privato non è accettabile che si aspetti il 30 aprile per avere un piano B per l’ospedale» – dice Mara Lorenzi per Civicamente Bordighera.

«Fin dall’inizio abbiamo contestato il progetto della privatizzazione perché non era robusto. Andava contro il regolamento ministeriale n.70 del 2015. Travisava il modello lombardo a cui si ispirava perché in Lombardia gli Ospedali privati sono nati dalla tradizione imprenditoriale che si è poi integrata con la sanità pubblica, non da cessione di ospedali pubblici ai privati. E appariva finanziariamente traballante se non illusorio. Due fatti hanno provato la nostra tesi: dopo che 9 aziende private avevano dimostrato interesse (24 ottobre 2017), solo una ha partecipato al bando; e la formulazione del contratto con quell’azienda (la GVM) si è rivelato un’impresa ad oggi incompiuta dopo aver impegnato l’Asl1 per più di 3 anni. Contratto che è l’oggetto del contendere di questi giorni tra Asl1 e Gvm. Ma intanto altre cose sono cambiate nella Sanità, quali la disponibilità di fondi del Pnrr per nuove formule che potenzino i servizi sul territorio, essenziali per la prevenzione a 360 gradi, e baluardo contro le ospedalizzazioni. Mentre mantiene aperto il dialogo con la società privata, il direttore dell‘Asl1 sembra essere interessato a non perdere le opportunità del Pnrr che si applicherebbero molto bene alle strutture del Saint Charles. E ha proposto qualche giorno fa di creare un tavolo di lavoro con i sindaci del comprensorio intemelio. Ben venga il Tavolo e la partecipazione dei sindaci. Ma dopo troppi anni di titoli di giornali che con parole magniloquenti mascheravano solo incertezze e ritardi, ora sul Tavolo deve esserci sostanza per un’analisi puntuale. Quando si parlerà dell’opzione del privato, si chieda una sintesi del contratto che si sta completando e informazioni dettagliate sui passaggi che stanno causando l’attuale contesa tra ASL1 e GVM. Questi ultimi sono chiave al monitoraggio che dovrà esser fatto in futuro. Quando si parlerà di opzioni alternative o complementari basate sul PNRR, si chieda all’Asl1 un piano articolato che motivi le scelte e illustri realisticamente le coperture finanziarie e la loro sostenibilità» – afferma Mara Lorenzi per Civicamente Bordighera.

«Per essere una controparte efficace, i sindaci dovranno parlarsi in anticipo e sedersi al Tavolo armati di concretezza e non di bandiere o rivendicazioni politiche. Dopo tutto questo tempo la popolazione aspetta che le decisioni siano ben informate, robuste, difensibili anche nel futuro» – conclude Mara Lorenzi per Civicamente Bordighera.

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