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Economia e turismo

Sanremo chiude il cerchio sull’outdoor, la rete turistica raggiunge 38 Comuni

Con la definizione del comprensorio nato sette anni fa, Sanremo Outdoor si appresta ad uniformare l'offerta rivolta agli sportivi e all'entroterra

Outdoor Monte Bignone

Sanremo. Si completa con l’ingresso dei Comuni del comprensorio sanremese di Levante la rete del turismo outdoor voluta dall’amministrazione Biancheri a partire dal suo insediamento nel 2014 e promossa dal Consorzio Monte Bignone, braccio operativo costituito da Palazzo Bellevue, in qualità di ente capofila del progetto, insieme ai municipi di Ceriana, Perinaldo e Bajardo. La giunta Biancheri-bis ha approvato mercoledì scorso l’ultima delibera propedeutica alla firma del protocollo d’intesa per i Comuni di Cipressa, Civezza, Costarainera, Dolcedo, Pietrabruna, Pompeiana, Prelà, Riva Ligure, San Lorenzo al Mare, Santo Stefano al Mare e Terzorio.

Si chiuderà, quindi, nelle prime settimane del 2022, il cerchio della rete di promozione turistica dedicata ai sentieri dell’entroterra del Ponente ligure. Un progetto di sviluppo studiato per intercettare una larga fetta del cicloturismo e degli appassionati di trekking che attualmente si rivolgono, per le vacanze, a Regioni che su questo tipo di flussi hanno costruito un’economia fondamentale, come il Trentino Alto Adige che da sola registra 16 milioni di presenze l’anno. Con la definizione del comprensorio, nato sette anni fa, Sanremo Outdoor – già presente online con un suo portale – si appresta a uniformare l’offerta turistica rivolta agli sportivi e all’entroterra, riunendo in unico contenitore i sentieri montani e puntando ad offrire servizi dedicati ai possessori della Sanremo Outdoor Card. Una scommessa su cui hanno deciso di puntare 38 Comuni ma che, al momento, ha riscosso scarsissima attenzione da parte delle attività ricettive e commerciali, del tutto assenti tra i sostenitori dell’iniziativa, pur essendone di fatto i principali beneficiari.

«Il progetto è ancora tutto da sviluppare e ampliare ma vorrei esprimere grande soddisfazione, dopo anni di lavoro di preparazione. Il mio grazie ai Comuni che hanno aderito e ci hanno dato fiducia e soprattutto al Consorzio Monte Bignone per il lavoro svolto in questi anni» , – spiega il consigliere comunale e delegato alla cura del progetto Sanremo Outdoor Mario Robaldo.

mario robaldo
La storia. La storia del progetto Sanremo Outdoor, parte da lontano. Nel 2014 l’amministrazione comunale di Sanremo riflette su come allargare la propria offerta turistica e, invece che investire solamente su elementi d’attrazione come il Casinò, il Festival, il Rally, la Milano Sanremo o i Carri fioriti che, insieme all’offerta balneare, sono stati sempre il punto di forza della città e hanno permesso a Sanremo di essere conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo, inizia a guardare alle proprie spalle, verso l’entroterra  e alle attività outdoor.

L’attenzione viene rivolta a San Romolo, frazione sulle alture di Sanremo, da sempre apprezzata dai sanremesi, ma nota anche a chi pratica la mountainbike: infatti molti campioni di livello mondiale e importanti case costruttrici di biciclette da anni vengono a preparare le loro gare e a testare i materiali sui sentieri di San Romolo. Ma si fa strada da subito l’idea di puntare oltre i confini comunali e, traguardando all’indispensabile salvaguardia dei boschi e dei sentieri storici che sono la base per far fiorire il mondo dell’outdoor, dopo vari passaggi burocratici nel 2017 viene creato, in accordo con i comuni di Baiardo, Ceriana e Perinaldo,  il “Consorzio forestale Monte Bignone”.

Il Consorzio inizia ad operare sul territorio comprensoriale, che, seppur già notevolmente ampio, non risulta ancora sufficiente per dare una connotazione d’offerta importante a livello turistico. Così, la proposta dei comuni di BordigheraOspedalettiSeborga e Vallebona di creare un collegamento fisico tra il comprensorio di Monte Bignone e la zona di Montenero, viene subito accolta con favore e nel giro di pochissimo tempo viene attivato un sentiero di raccordo lungo 700 m, percorribile nei due sensi e sia in bici che a piedi. Gli orizzonti si allargano e si guarda  alla vicina Valle Argentina che, partendo dal mare, sale fino alle cima del monte Saccarello e di lì si ha il  collegamento con il Piemonte. A partire da Taggia (che fa da raccordo) anche tutti i Comuni della valle (Castellaro, Badalucco, Montalto – Carpasio, Molini di Triora e Triora) siglano un protocollo d’intesa che li collega a Sanremo, ente capofila, nello sviluppo insieme del progetto sull’outdoor.

L’obiettivo strategico  è ora chiaro e pienamente condiviso e quindi si contattano anche i comuni del territorio a ponente, nello specifico, da sud a nord, Vallecrosia, Camporosso, Ventimiglia, Soldano, San Biagio, Dolceacqua, Airole, Olivetta San Michele, Apricale, Isolabona, Rocchetta, Castelvittorio e Pigna, che aderiscono con favore al progetto.

Il Comune di Sanremo ha nel frattempo incaricato il Consorzio Forestale di fare da tramite ”operativo” con i Comuni associati al progetto, occupandosi del coordinamento degli aspetti tecnici sui sentieri e di provvedere alla realizzazione di una presenza web che renda visibile tutte le attività outdoor fruibili nei boschi del territorio, dove reperire le informazioni  utili a chi vorrà praticare dello sport all’aria aperta.

Un ultimo tassello del progetto Sanremo – Riviera dei Fiori Outdoor, la parte a est della Città dei Fiori, che comprende i paesi alle falde del monte Faudo. Il progetto  arriva così a raggruppare un numero di 38 comuni aderenti, che, coagulati da Sanremo capofila, fanno sì che questo “Distretto” sia sicuramente uno dei più estesi in Italia con la possibilità di offrire, a chi ama l’outdoor, più di mille chilometri di percorsi, tra sentieri, mulattiere e strade sterrate, ma anche, soprattutto, una bellissima pista ciclabile che collega, lato mare, tutto il territorio.

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