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La situazione

Sanremo, Borea saturo di casi Covid. L’appello dei primari a vaccinarsi

L'intervista ai dottori Giancarlo Abregal e Giovanni Cenderello a margine della visita del sottosegretario alla Salute Andrea Costa

Sanremo. Continua a crescere il numero dei positivi in provincia di Imperia e il peggioramento della situazione sanitaria pesa inevitabilmente su medici e strutture ospedaliere. L’ospedale Borea di Sanremo, in particolare, risulta saturo di pazienti che si trovano a lottare contro il Covid-19. L’unica arma a disposizione restano i vaccini, come dichiarano i primari della struttura i dottori Abregal e Cenderello, a margine della visita del sottosegretario alla Salute Andrea Costa, avvenuta questa mattina.

«Il pronto soccorso regge, ma è necessario che aumentino il numero dei vaccini perché la diffusione del virus è grossa e più numeri ci sono di infettati, più numeri ci sono di malati quindi non ha più nessun senso non vaccinarsi – afferma Giancarlo Abregal, direttore del pronto soccorso di Sanremo – . Soprattutto chi non ha fatto il primo, andate a farlo e anche i richiami. Zone rosse, gialle: onestamente i criteri sono poco significativi, posso dire quello che vediamo noi – prosegue il dottor Abregal – . Abbiamo ancora qualche posto però siamo in difficoltà».

«Per quanto riguarda il mio reparto in questo momento siamo quasi completamente pieni, saturi, sopratutto nell’area di sub intensiva che è l’area più importante dove gestiamo i pazienti più gravi  – ha dichiarato Giovanni Cenderello, primario di Malattie Infettive di Sanremo – . Ce n’è una da nove posti letto a Sanremo e un’altra gestita dagli pneumologi di dieci posti letto a Imperia; queste due aree registrano quasi sempre il tutto esaurito. É importante riuscire a lavorare lì perché quelle sono le aree dove veramente si riescono a salvare le vite delle persone e ad evitare che le persone vadano in rianimazione. Noi vorremmo vedere meno persone ricoverate lì e per non arrivare lì bisogna vaccinarsi».

La fascia di età più colpita dai 50 ai 75 anni anche se iniziamo a vedere pazienti giovani in gravi condizioni non vaccinati, anche giovani di 40/42 anni. É necessario che le persone si vaccinino, non basta essere in buona salute, non basta essere giovani, purtroppo questo virus morde e morde in maniera violenta», ha concluso il dottor Cenderello.

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