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Le dichiarazioni

Ristoratore senza Green pass a Taggia, Pignalberi (Più Italia): «Obbligo mortifica diritto al lavoro»

«Non sono contrario alla vaccinazione, ma ritengo che ogni individuo debba essere libero nell'esprimere il proprio consenso, se vaccinarsi o meno»

Fabrizio Pignalberi

Taggia. Fabrizio Pignalberi, leader di Più Italia, commenta la vicenda del titolare del locale di Taggia sprovvisto di Green pass al controllo dei carabinieri:

«Sì alla tutela del diritto alla salute individuale e collettiva. No al Green pass come escamotage per comprimere il diritto al lavoro e le altre libertà dei cittadini.

Secondo la Costituzione, il diritto più importante, su cui si fonda la nostra Repubblica è il lavoro. Se con decreto legge o con legge ordinaria, si subordina il lavoro al possesso di un lasciapassare sanitario, quale il green pass, il principio fondante della Repubblica Italiana perde efficacia e tutela. L’obbligo del Green pass mortifica il diritto al lavoro e nello stesso tempo crea delle disparità sociali ed economiche. È illegittimo garantire il diritto al lavoro soltanto a chi è dotato di certificazione verde.

Non sono contrario alla vaccinazione, ma ritengo che ogni individuo debba essere libero nell’esprimere il proprio consenso, se vaccinarsi o meno. Se ad oggi non vi è totale fiducia nella campagna di vaccinazione, ciò è dovuto alla confusione e a tutti i disastri creati dal Governo dei migliori nel combattere la pandemia.

Sono assolutamente d’accordo che il diritto alla salute individuale e collettivo vada tutelato, mediante il rispetto di tutte le normative anti-covid, ma non condivido l’utilizzo dello strumento del Green pass, come escamotage per comprimere i diritti e le libertà dei cittadini, compreso il diritto al lavoro. È sotto gli occhi di tutti che il Green pass si sia rivelato uno strumento inutile nella gestione della pandemia.

La storia del titolare e del socio di un locale sito ad Arma di Taggia che si sono ribellati alle forze dell’ordine, è andata alla ribalta nazionale. Sono stati considerati dei sovversivi, ma nessuno si è accorto che il decreto legge che istituiva l’obbligatorietà del green pass non era ancora entrato in vigore, in quanto i fatti contestati agli stessi risalgano ai primi di gennaio. Esprimo vicinanza ad entrambi e a tutti coloro che stanno difendendo il sacrosanto diritto di lavorare per mantenere le proprie famiglie, adottando le dovute precauzioni, seppur contrari a quanto imposto dal Governo».

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