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L'acquedotto di Imperia tra i punti all'ordine del giorno del Consiglio regionale - Riviera24
La seduta

L’acquedotto di Imperia tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio regionale

Affrontati diversi temi

Consiglio regionale

Genova. Nella mattina di oggi si è svolta una seduta del Consiglio regionale. Sono stati affrontati diversi temi:

Peste suina
Il presidente della giunta Giovanni Toti ha illustrato la situazione in Liguria relativamente alla peste suina e sulle iniziative che saranno assunte dalla giunta in stretto raccordo con i ministeri della Sanità e dell’agricoltura. Toti ha ricordato che dopo una prima carcassa di cinghiale trovata nei giorni scorsi, sono state recuperate altre 8 carcasse di cui 5 in Piemonte e 3 in Liguria all’interno delle aree di contenimento. Il presidente ha spiegato che le recenti restrizioni sono state adottate dal Governo per evitare che l’Unione Europea faccia scattare misure restrittive sull’export della carne suina italiana. «Avremo maggiore visibilità di quello che sta accadendo fra 3 settimane quando l’Istituto zooprofilattico fornirà una relazione sui canali di espansione del virus e di emigrazione della fauna selvatica nelle aree prese in esame». Toti ha annunciato: «Gli uffici del vicepresidente Piana con lo Zooprofilattico, ANCI e il Servizio Veterinario di Alisa stanno predisponendo un’ordinanza che, salvo un rapido confronto con il Governo, intenderei adottare già nelle ore di domani, sarà un’ordinanza – ha detto – di tipo
esplicativo perché, nella fretta e utilizzando quello che si definisce il principio di massima precauzione in questi casi, è stata emessa un’ordinanza governativa molto ampia e talvolta di difficile intelligibilità da parte del singolo cittadino sui doveri e i diritti sui territori nel perimetro dell’ordinanza». Il presidente ha aggiunto: «Immagino, poi, che il Tavolo di monitoraggio alla fine delle analisi produrrà un’ulteriore ordinanza con i caratteri definitivi che ci trascineremo almeno per alcuni mesi».

Armando Sanna (Pd-Articolo Uno) ha chiesto la convocazione di una Commissione seconda e terza congiunta, per informare il Consiglio sulla situazione da un punto di vista sanitario e sulle decisioni che saranno assunte dalla Regione. Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno) ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno sull’argomento. Stefano Balleari (FdI) ha ringraziato il presidente della Giunta Giovanni Toti per avere aggiornato l’assemblea sull’evolversi della situazione.

Mancata convocazione del Comitato regionale di coordinamento
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha presentato un’interpellanza in cui ha chiesto alla giunta i motivi per i quali il presidente della Giunta non convoca il Comitato regionale di coordinamento sulla sicurezza sul lavoro – che presiede – e che deve riunirsi almeno ogni tre mesi mentre, in realtà, non si riunirebbe da due anni. Il consigliere ha rilevato che in Liguria le denunce da gennaio 2021 ad agosto 2021 sono 12.022 e sono aumentate del 7.5% rispetto allo stesso periodo del 2020 e che gli incidenti mortali sono stati sedici.

Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti in una lunga e articolata risposta ha ricordato che il Comitato è stato ricostituito nel settembre scorso per includere anche la figura del Prefetto e che è stato convocato il 5 novembre per la presentazione del “Tavolo tecnico provinciale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”. «C’è stato – ha aggiunto – un secondo incontro operativo il 14 dicembre. Nel Comitato sono stati presentati, oltre al Tavolo, anche i Programmi per la sicurezza e il lavoro e – ha ricordato Toti – il 23 dicembre scorso è stato approvato il Piano regionale di prevenzione 2020-25 e ha illustrato nel dettaglio il Piano».

Costi delle 6000 prestazioni delegate dal Sistema sanitario pubblico ai privati
Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha presentato un’interrogazione in cui ha chiesto alla giunta quali sono e quanto costano le 6 mila prestazioni che verranno affidate ai privati per rimediare alle condizioni in cui sono ridotte da tempo le numerose troppe liste di attesa della Sanità pubblica. Pastorino ha dichiarato che la Liguria in dieci anni ha perso 6420 unità di personale e che questa percentuale è in assoluto la più alta d’Italia raggiungendo circa il 30% di diminuzione a fronte di una media nazionale del 6,56%.

Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti il tema delle liste di attesa ha ricordato le normative di contrasto al Covid avviate dal Governo e ha illustrato gli obbiettivi e il modello del Piano Restart, anche per quanto riguarda la dotazione del personale rilevando le ormai note carenze di professionisti a livello nazionale. Toti ha poi illustrato nel dettaglio l’iter con cui la Regione ha adottato il Piano per la definizione dei fabbisogni e degli indirizzi alle aziende sanitarie rilevando che, circa la disponibilità delle risorse, è stata data priorità al settore pubblico.

Modifiche al Programma Restart Sanità
Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interpellanza, sottoscritta da tutto il gruppo, in cui ha chiesto alla giunta perché è stato tolto il tetto al budget contrattuale per le prestazioni erogate da privati anziché procedere ad assunzioni a tempo determinato di personale del comparto e della dirigenza medica, sanitaria, veterinaria e delle professioni sanitarie e i motivi per cui non sono stati comunicati i fattori di produzione per il periodo ottobre-novembre 2021 del sistema regionale in linea con le previsioni di ALISA.

Il presidente della giunta con delega alla sanità Giovanni Toti ha spiegato: «Lo sforamento del budget per le prestazioni erogate dai privati riguarda solo la diagnostica e la capacità di risposta del pubblico rispetto al Piano Resart è stata definita sulla base del potenziale produttivo delle aziende sanitarie». Toti ha precisato, inoltre, che l’andamento negativo della pandemia non ha consentito alle aziende di raggiungere gli obbiettivi previsti e che, in via prioritaria, sono state accertate le capacità produttive del sistema pubblico e solo in via residuale è stato determinato il volume di prestazioni da contrattare con il sistema privato.

Acquedotto di Imperia
Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo, in cui ha chiesto alla giunta come intende agire, qualora il posizionamento del tubo del nuovo acquedotto di Imperia nell’area dell’ex sedime ferroviario dovesse naufragare definitivamente, e quanto è stimato, in questo caso, l’aumento dei tempi e della spesa di realizzazione. Il Consigliere ha ricordato altre due interrogazioni presentate sull’argomento nel dicembre 2020 e nel luglio 2021.

L’assessore al ciclo delle acque Giacomo Giampedrone ha annunciato che la Regione è stata individuata, nell’ambito degli investimenti del Pnrr, quale soggetto attuatore che beneficerà di un finanziamento di 27 milioni di euro destinati all’acquedotto del Roja. Rispetto al posizionamento dell’acquedotto del Roja rispetto alla pista ciclopedonale a Imperia saranno avviate dal commissario ad acta tutte le attività per garantire l’avvio degli interventi per rimuovere il pericolo di una interruzione del pubblico servizio.

Potenziamento della Cava di Montanasco
Sergio Rossetti (Pd-Articolo Uno), ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo in cui ha chiesto alla giunta di convocare un tavolo di concertazione con Città Metropolitana, Comune di Genova, Municipio IV Media Bisagno. ARPAL, ASL 3, COCIV, il commissario straordinario Scolmatore Torrente Bisagno e le aziende coinvolte per dare risposte ai cittadini in merito alla salute e alla viabilità relativo al potenziamento della cava a “Montanasco” nel Comune di Genova.

L’assessore all’ambiente Giacomo Giampedrone ha spiegato, rispetto alla variante, che il traffico dei camion sarà organizzato tenendo conto del periodo più favorevole da un punto di vista ambientale e che nell’ambito della procedura di Via non sono stati ravvisati impatti negativi e non mitigabili circa la variante e sulle lavorazioni nella cava. Rispetto ad una eventuale sovrapposizione fra il trasporto dei materiali derivanti dal Nodo ferroviario e quelli provenienti dallo scolmatore, Giampedrone ha illustrato le prescrizioni che sono state inserite.

Utilizzo smarino presso la Cava Cavalletti, a Genova
Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta da tutto il gruppo e da Gianni Pastorino (Linea Condivisa) in cui ha chiesto alla giunta di prendere in considerazione le proposte pervenute dal Municipio IV Media Val Bisagno, a Genova, sul monitoraggio ambientale e sull’utilizzo dello smarino, derivante dal cantiere per lo snodo ferroviario e dallo Scolmatore, per mettere in sicurezza la paleofrana del Geirato e realizzarvi un parco urbano.

L’assessore alle infrastrutture Giacomo Giampedrone ha spiegato: «Lo smarino derivante dal canale scolmatore del Bisagno presso la cava Cavaletti è solo un sito di stoccaggio temporaneo» e ha annunciato che è stato istituito un Osservatorio per valutare il monitoraggio ambientale proponendo eventuali correttivi e che esaminerà le criticità evidenziate dal Municipio Media Val Bisagno. Rispetto al conferimento dello smarino che proviene dai lavori del Nodo ferroviario, Giampedrone ha rilevato che la VIA ha avuto esito positivo mentre non ci sono ancora elementi utili per valutare positivamente il suo utilizzo nella paleofrana di Geirato. In ogni caso questa ipotesi dovrà essere sottoposta alla Via».

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