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Invalida dopo un incidente in Francia, giovane ventimigliese non può lavorare né chiedere disoccupazione: «Chiedo giustizia» - Riviera24
Il caso

Invalida dopo un incidente in Francia, giovane ventimigliese non può lavorare né chiedere disoccupazione: «Chiedo giustizia»

La storia di Asia Manente, 23 anni: «Nel 2019 la mia vita è cambiata per sempre»

asia manente

Ventimiglia. «La vita mi ha messo sempre a dura prova e ce l’ho sempre fatta, ma questa volta me l’ha combinata grossa.
Il 9 luglio del 2019, il destino mi ha catapultata in un’altra realtà. Un incidente stupido, una caduta stupida in scooter, quel martedì mattina avevo finito prima di lavorare e la mia direttrice ci aveva mandato a casa un po’ prima come premio (che a saperlo sarei rimasta anche tutto il giorno a lavoro), mentre tornavo a casa nella mia spensieratezza di quel giorno di piena estate ascoltavo la musica nella cuffietta e ad un certo punto mi sono ritrovata a terra. Inizia l’incubo».

A raccontare la sua storia è una giovane ventimigliese, Asia Manente, 23 anni, che come tanti abitanti nell’estremo Ponente ligure, aveva guardato oltre confine per trovare un lavoro. E così, da Ventimiglia, in sella al suo scooter, ogni giorno per sei mesi, da gennaio a luglio del 2019, si è recata a Mentone per lavorare in un supermercato. Finché, un incidente che poteva sembrare banale, non le ha cambiato per sempre la vita, trascinandola in un incubo e in un impasse burocratico che non le permette, al momento, di trovare una via d’uscita.

«Era mattina, avevo finito il turno, stavo tornando a casa con lo scooter quando, per colpa di una buca, sono scivolata a terra», racconta Asia. Soccorsa dai sapeurs pompiers, che in Francia si occupano anche di gestire le emergenze sanitarie, la giovane viene portata in ospedale a Mentone. La diagnosi è chiara: frattura del piatto tibiale. «Dopo un intervento chirurgico e una decina di giorni in ospedale, sono stata dimessa e sono tornata a casa per affrontare il percorso di recupero e di fisioterapia», spiega. Ma ben presto Asia si rende conto che qualcosa non va: «La fisioterapia non dava gli effetti sperati – dice – La gamba non rispondeva agli stimoli, c’era qualcosa che non andava e così, su suggerimento anche del fisioterapista, mi sono sottoposta a ulteriori accertamenti». La diagnosi è implacabile: nervo femorale lesionato, irreparabilmente. Se la lesione sia conseguenza della caduta in scooter o di un errore medico durante l’operazione, al momento, non è chiaro. L’unica cosa certa è che da quando è uscita dall’ospedale, Asia cammina solo con l’ausilio di un tutore e di una stampella.

A quel punto, la giovane si reca in Francia chiedendo l’invalidità, ma le viene risposto che, essendo residente in Italia è quello il paese a cui deve rivolgersi. Nel frattempo, però, essendo in infortunio dal lavoro ormai da oltre un anno, Asia viene convocata dall’assurance maladie: «Mi hanno detto che da troppo tempo andava avanti l’infortunio – spiega – Ma che non potevo neanche tornare al lavoro in quanto “non atta”». Così, il 30 giugno 2021, ad Asia non resta che mettersi in malattia fino a dicembre, quando la ditta per la quale aveva lavorato la licenzia.

Terminato il rapporto di lavoro con la Francia, la 23enne fa richiesta di disoccupazione in Italia, dove da subito incontra delle difficoltà. «Nei giorni scorsi mi ha chiamata il patronato – racconta – Dicendo che visto che ero stata molto in malattia dovevo andare dal medico per farmi certificare l’abilità al lavoro, altrimenti non mi avrebbero potuto far accedere alla disoccupazione né inserire nelle liste per i centri dell’impiego». Insomma, un cane che si morde la coda. Anche perché, per l’Italia, secondo le perizie dell’Asl comunicate all’Inps, Asia è invalida, ma solo al 35 per cento: percentuale troppo bassa anche solo per sperare in un lavoro in fascia protetta, che le consentirebbe di mantenersi dignitosamente, lavorando nonostante le difficoltà motorie. Oltre ai problemi alla gamba, infatti, la 23enne ha anche due ernie del disco, causate dall’incidente: «Quindi non posso stare troppe ore in piedi per la gamba e non posso stare troppo seduta a causa delle ernie», spiega.

Tramite un legale francese, Asia è anche in causa sia con il Comune di Mentone, per la buca che ha causato la caduta in scooter, sia con l’ospedale francese, nel quale probabilmente le è stato lesionato il nervo femorale. A stabilire la causa della lesione (se imputabile alla caduta o all’errore medico) sarà una perizia medico legale, cui la giovane si sottoporrà a marzo in Francia.

Nell’attesa, la ventimigliese lancia un appello «affinché io possa avere giustizia – dice -. Avere la disoccupazione è un mio diritto, ho lavorato ed è una cosa che mi spetta. E poi facciano pace con il cervello! Non posso prendere l’invalidità perché non sono abbastanza invalida, ma non posso prendere la disoccupazione perché, secondo loro, posso lavorare al 100 per cento, e quindi mi dovrei far fare un certificato medico (falso!) in cui deve essere scritto che posso fare qualsiasi lavoro per potermi iscrivere al centro per l’impiego. E’ assurdo!».

«Non immaginate nemmeno quanto sia triste guardarsi e vedere la propria gamba non rispondere ai comandi, non riuscire a fare una passeggiata in tranquillità, fare sport, o semplicemente tenere in braccio la propria nipotina – conclude Asia – Nessuno sa, il dolore che qualcuno può avere dentro… guardarsi allo specchio e “schifare” la gamba per come è diventata. Vi immaginate? Avete sempre vissuto la vostra vita normalmente, incuranti di tutto e di punto in bianco dovete cambiare le abitudini. Lavarsi da solo non è più facile come prima, il bagno non si può fare e la doccia deve durare poco altrimenti la gamba non regge». «Chiedo almeno di avere giustizia», conclude.

 

 

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