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Reportage

Ventimiglia, mercato del venerdì deserto ma i commercianti non si scoraggiano: «Bilancio positivo»

«Poter lavorare è già un risultato, speriamo meglio il prossimo anno»

Ventimiglia. L’ultimo mercato del venerdì a Ventimiglia è un deserto. Pochissimi gli avventori e quasi completamente assenti i francesi, che temono di doversi sottoporre a tampone per superare la frontiera, nonostante esista una deroga per chi vive in un raggio di 60 chilometri dal confine.

Covid, vento e cielo che minaccia pioggia non aiutano il commercio, ma gli ambulanti non demordono e quasi tutti tracciano un bilancio tutto sommato positivo.

«Purtroppo i francesi probabilmente hanno paura a venire – dice il commerciante Lucio Raffaglio – Per cui senza di loro il mercato è quasi mollo il mercato. Speriamo che l’anno prossimo migliori la situazione». Perché i francesi non vengono più? «Qualche cliente francese che viene dice che hanno paura, quando ritornano indietro, di dover fare tamponi e altre cose», spiega Raffaglio, che traccia un bilancio abbastanza positivo del 2021: «Tutto sommato non è andata neanche malissimo, diciamo abbastanza bene. Si poteva fare meglio però, visto il periodo, va anche abbastanza bene».

«Quest’anno è andata, senza nessuna aspettativa, siamo stati già contenti perché siamo rimasti aperti – dichiara il collega Carlo Bruno -. Abbiamo fatto fronte alla stagione, lavorando tutti i giorni. Qualunque cosa uno sia riuscito a portare a casa è andata bene… se non ci hanno chiuso è già andata bene». I ristori sono arrivati? «Ho preso 1500 euro in un anno, dato che sono pensionato e lavoro non ho diritto ad altro». Temete nuove restrizioni? «Si vedrà. La mia opinione è che andranno a chiudere… perché in qualche maniera devi salvaguardare la salute di tutti, ma l’economia viaggia di pari passo con la salute, perché quando le famiglie sono veramente affamate e in difficoltà poi è difficile spiegare come va».

«Rispetto agli altri anni un pelino meglio, ci accontentiamo – dichiara una donna, commerciante di accessori in pelle – Decisamente i contagi ci sono, purtroppo è così. Tanta gente non si vuole vaccinare e questo è il risultato».

Bilancio negativo per Francesco Ciccia, commerciante di borse: «Non c’è lavoro – dice –  C’è un po’ di movimento, ma facendo le somme poi il risultato è negativo. Troppe spese: benzina, acqua, luce, le spese vive… poi gli aiuti sono arrivati come sono arrivati. Non c’è margine nella vendita dei prodotti. La gente vuole sempre a meno, vuole la qualità nostra al prezzo di internet. E come facciamo noi? Il covid ha dato una bella mazzata, ma la gente preferisce andare a fare l’aperitivo che comprare una borsa, lo vedono come un qualcosa di non necessario. Poi dicono che non ci sono più i banchi di una volta, ma se cercano la roba a due euro portiamo la roba a due euro». «Per il futuro? – conclude – Vedremo a febbraio e marzo se siamo aperti».

 

 

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