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Acqua pubblica?

Rivieracqua, per il commissario privato necessario. Proposta alternativa dei creditori

Presentato il piano d'ambito che prevede la cessione del 35% della società pubblica. Le imprese: «Pronti a gestirla noi»

Sanremo. «L’apporto minimo indispensabile per garantire la continuità di Rivieracqua è di 25 milioni di euro, da recuperare attraverso la cessione a privati del 35% della società. Ho cercato di contenere il più possibile questa previsione». A dirlo è il commissario della Provincia Gaia Checcucci che questa mattina, a Palazzo Bellevue, di fronte ad una nutrita platea di amministratori locali, ha presentato il prossimo piano dell’ambito per la gestione del servizio idrico integrato dell’Imperiese. Riunione ancora in corso.

«Con questa ipotesi – ha continuato Checcucci – potremo sanare tutta l’esposizione debitoria in 3 anni e mezzo, ripagando i creditori nella misura del 100%. Io non posso che ragionare sull’iniezione di capitali privati, indispensabili per tenere in piedi questa situazione. Partendo da un minimo di 25 milioni che è quel che serve per camminare. Se i sindaci vogliono aumentare la quota di capitale da mettere a gara, con l’obiettivo di recuperare più liquidità da investire sulle opere infrastrutturali, possiamo considerare questa possibilità».

La proposta dei creditori. A sparigliare le carte questa mattina è emersa la proposta inviata a tutti i Comuni soci di Rivieracqua e al commissario Checcucci da parte della società Acquedotto di San Lazzaro, impresa che nell’albenganese gestisce alcune reti idriche e che figura fra i creditori più importanti del consorzio pubblico imperiese.

Una proposta che vede Acquedotto di San Lazzaro e le ditte associate ad Ance – ovvero quelle imprese che hanno effettuato negli anni i lavori di manutenzioni sulle reti locali, accumulando cospicui crediti -, proporre ai sindaci una via alternativa per mantenere Rivieracqua totalmente pubblica, scongiurando l’arrivo di una grande società privata e, quindi, il passaggio della governance di Rivieracqua nelle mani di un soggetto terzo che potrebbe non garantire più le commesse sui lavori manutentivi alle imprese del territorio.

«La scrivente Società Acquedotto San Lazzaro S.p.A. sta valutando – si legge nella lettera -, unitamente a imprese associate all’ANCE, anch’esse creditrici di codesta Rivieracqua S.c.p.a. per rilevanti importi, la possibilità di presentare una proposta diretta al superamento dell’attuale situazione di indebitamento di Rivieracqua S.c.p.a. mediante una gestione oculata del servizio, comprensiva dell’esecuzione dei pertinenti interventi di manutenzione sulle condotte e gli altri impianti, per un periodo di tempo limitato. AI termine di detto periodo, una volta risanata l’azienda e azzerato il debito, proseguirà la gestione totalmente pubblica del S.I.I.

Sono in corso di approfondimento l’individuazione dello strumento da utilizzare – si pensa a un affitto d’azienda, ad esempio per un quinquennio – nonché ie condizioni da proporre, incluso il canone di affitto. Segnaliamo che al fine di perfezionare la proposta occorre, tra l’altro, acquisire la relazione che KPMG ha avuto l’incarico di redigere per conto di codesta Rivieracqua S.c.p.a., che conterrà elementi utili e indispensabili per le verifiche di carattere economico finanziario e tecnico da porre a base della proposta.

Qualora detta relazione potesse essere usufruibile in tempi brevi, potremmo essere in grado di formulare la nostra manifestazione di interesse per la seconda metà del mese di gennaio. Ringraziando per l’attenzione, rimaniamo a disposizione e, con l’occasione, inviamo i migliori saluti».

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