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Referendum per togliere data di scadenza dai cibi, Coldiretti Liguria: «Salvaguardare qualità e sicurezza» - Riviera24
Alimenti

Referendum per togliere data di scadenza dai cibi, Coldiretti Liguria: «Salvaguardare qualità e sicurezza»

«Richiamata attenzione anche sull’etichettatura»

supermercato etichetta
Foto d'Archivio

Genova. «Con la scusa di ridurre lo spreco i Paesi del Nord Europa tentano nuovamente di livellare il cibo sulle tavole europee a uno standard inferiore al nostro: il rischio è quello di tagliare la qualità degli alimenti che, con il passare del tempo, perdono le proprie caratteristiche nutrizionali in termini di contenuto in vitamine, antiossidanti e polifenoli che fanno bene alla salute, ma anche quelle le proprietà organolettiche, di fragranza e sapore dal quale deriva il piacere di stare a tavola». E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione dell’avvio della consultazione pubblica promossa dalla Commissione Europea sulla fornitura d’informazioni sugli alimenti: «l’obiettivo è di rivedere le indicazioni presenti in etichetta “da consumare entro” (data di scadenza) e “da consumarsi preferibilmente entro” (termine minimo di conservazione). Quest’ultimo è stato introdotto a garanzia dei consumatori perché indica la data entro la quale si conservano le caratteristiche organolettiche e gustative, o nutrizionali, di un alimento, senza però comportare rischi per la salute in caso di superamento, seppur limitato, della stessa».

«Un obiettivo condivisibile solo a patto di salvaguardare la sicurezza alimentare dei cibi e la salute dei consumatori. – evidenziano Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – Il referendum chiama i cittadini europei a pronunciarsi anche su altri aspetti dell’etichettatura, a partire dalle indicazioni nutrizionali. Ribadiamo, quindi, come il Nutriscore, l’etichetta a colori adottata in Francia che si sta diffondendo in molti Paesi, sia un sistema che prescinde dalle quantità effettivamente consumate e finisce così per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle nostre tavole. In questo modo si andrebbe a bocciare ingiustamente quasi l’85% in valore del Made in Italy a Denominazione di origine (Dop) che la stessa Ue dovrebbe invece tutelare e valorizzare».

«La consultazione pubblica interessa anche l’etichettatura d’origine chiamando i cittadini a dichiarare il reale interesse conoscere la provenienza per un maggior numero di prodotti, ovvero latte, latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero caseari, carni usate come ingrediente principale in cibi trasformati, carni di coniglio o selvaggina, riso, grano duro utilizzato nella pasta, patate e pomodori contenuti nei prodotti a base di pomodoro. Al centro del referendum c’è inoltre l’etichettatura delle bevande alcoliche, dalla quale però è stata escluso qualsiasi riferimento all’eventuale introduzione di scritte allarmistiche» – concludono.

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