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Nessuno vuole le quote di Rt e così se le compra il direttore generale - Riviera24
Il caso

Nessuno vuole le quote di Rt e così se le compra il direttore generale

«Mia intenzione tutelare l'azienda dall'ingresso di soci privati che avrebbero potuto influenzare negativamente le sorti aziendali»

Sciopero Riviera Trasporti

Imperia. Il Comune di Taggia mette in vendita le proprie quote di Riviera Trasporti, nessuno le vuole e ad aggiudicarsele è il direttore generale dell’azienda pubblica: l’ingegner Sandro Corrado. Una questione risalente a due anni fa che è prontamente ritornata di attualità alla vigilia delle elezioni provinciali e alla luce di alcune interpretazioni restrittive che vieterebbero l’affidamento diretto – in house providing – di un servizio pubblico locale, a una società partecipata anche solo in parte da capitali privati.

A fare chiarezza sulla situazione interviene lo stesso direttore generale. Corrado sostiene di essere pronto a cedere le quote acquisite (lo zero virgola), a qualsiasi socio pubblico che le volesse. «Innanzitutto, a prescindere dalle motivazioni che hanno indotto il Comune di Taggia a cedere le azioni detenute in RT (n. 387 azioni, pari allo 0,0187% del capitale sociale), l’acquisto delle stesse da parte mia è avvenuto in modo del tutto regolare e trasparente, all’esito di una procedura di gara ad evidenza pubblica, seguita dalla rinuncia al proprio diritto di prelazione da parte degli altri Enti soci e previo gradimento espresso dal Consiglio di Amministrazione, come previsto dallo Statuto della Società», spiega l’ingegnere alla guida dell’azienda da molti anni.

«Il tutto, in una fase in cui l’eventualità dell’affidamento in house del servizio di trasporto pubblico locale a RT non era ancora stata neppure ventilata (2 anni fa, ndr). Nondimeno, la mia scelta di partecipare alla suddetta gara indetta dal Comune di Taggia era finalizzata a tutelare la società, cercando di evitare che potessero entrare nella compagine proprietaria soggetti che avrebbero potuto influenzare negativamente le sorti aziendali. Infatti, l’eventuale acquisto di quel pacchetto azionario da parte di un operatore del settore avrebbe potuto compromettere il futuro della Società, condizionando le possibili scelte relative al prossimo affidamento del servizio: in quel caso, l’ipotesi attualmente allo studio dell’in house providing sarebbe stata sostanzialmente impraticabile; ma anche l’eventualità di una gara per l’affidamento del servizio o per la selezione di un partner industriale con cui dare vita ad una società mista sarebbe stata resa complicata dalle asimmetrie informative esistenti tra un operatore già socio di RT e gli altri potenziali concorrenti.

Per contro, l’acquisto da parte mia del pacchetto azionario considerato garantiva, in quel momento, il più ampio ventaglio di possibilità per lo sviluppo aziendale. Essendo nel frattempo stato individuato l’affidamento in house quale soluzione preferibile e richiedendo questo la partecipazione integralmente pubblica della Società, colgo l’occasione per dichiarare la mia più ampia disponibilità a favorire tale operazione. Il che potrà avvenire mediante cessione delle mie azioni a qualsiasi Ente Locale interessato al loro acquisto o, ancor più semplicemente, non partecipando alla ricapitalizzazione di RT, comunque propedeutica all’affidamento in house ed all’attuazione del piano concordatario in via di definizione.

Quindi, la mia attuale qualità di socio di RT non ostacola l’affidamento in house del servizio ed anzi lo favorisce, rispetto ad altre soluzioni che avrebbero potuto manifestarsi», conclude Corrado.

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