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Giudiziaria

Maltratta la moglie e minaccia di «farle fare una brutta fine», sanremese condannato in Appello

La donna, che si è costituita in giudizio come parte offesa, era rappresentata dall’avvocato Simone Cometti di Sanremo

donna violenza

Sanremo. La prima sezione della Corte di Appello di Genova, il 1 dicembre scorso, ha condannato R.I, cinquantenne, a dieci mesi e venti giorni di reclusione (pena sospesa) e al pagamento di 7mila euro alla parte offesa, per il reato di maltrattamenti nei confronti della moglie di 47 anni. Per oltre un anno, dalla fine del 2014 all’inizio del 2016, a Sanremo dove la coppia viveva, l’uomo ha offeso la propria compagna, ingiuriandola continuamente con espressioni quali “puttana”, “bastarda” e accusandola di avere rapporti sessuali a pagamento. E non è tutto: il cinquantenne minacciava la donna di sbatterla fuori casa se non avesse portato dei soldi e che le avrebbe fatto fare una brutta fine per la quale aveva «già preparato il kalashnikov». Insulti, anche antisemiti (“ebrea di…”) minacce e percosse, tra calci e pugni e schiaffi che avevano trasformato la vita della donna in un inferno: anche solo per potersi nutrire, la 47enne era costretta a chiedere il permesso al marito, che teneva chiusi a chiave gli alimenti.

La sentenza emessa in Appello, conferma integralmente quella pronunciata il 18 dicembre 2020 dal gup del Tribunale di Imperia Massimiliano Botti, che in abbreviato aveva condannato R.I. a dieci mesi e venti giorni di reclusione.

La donna, che si è costituita in giudizio come parte offesa, era rappresentata dall’avvocato Simone Cometti di Sanremo.

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