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"Lavanda della Riviera dei Fiori", sette anni di progetto nel segno di tradizione e innovazione - Riviera24
Eccellenze del territorio

“Lavanda della Riviera dei Fiori”, sette anni di progetto nel segno di tradizione e innovazione

Nato nel 2014 da un’idea di Cesare Bollani

Sanremo. Il progetto “Lavanda della Riviera dei Fiori” è nato nel 2014 da un’idea di Cesare Bollani per riportare in auge la coltivazione della Lavanda nei territori del Ponente Ligure. Questa coltura ha fatto parte delle tradizioni locali fino alla prima metà del XX secolo, dopodiché è stata progressivamente abbandonata. Il progetto è nato proprio per far sì che la lavanda potesse diventare un nuovo motore di sviluppo economico, agricolo, culturale e turistico per le attività del Ponente Ligure. Accanto a Bollani, fondamentale per lo sviluppo delle iniziative il ruolo di Franco Stalla, ibridatore e responsabile del settore varietale del progetto, e di Andrea Certo vivaista nonché presidente dell’associazione Produttori Lavanda della Riviera dei Fiori. Le diverse competenze dei tre soggetti capofila hanno creato le basi per una visione più ampia che è andata ulteriormente rafforzandosi e ampliandosi in questi sette anni. Il Territorio Il territorio all’interno del progetto Lavanda della Riviera dei Fiori è molto importante poiché è il punto di partenza di ogni iniziativa. Ad oggi sono 38 i Comuni che hanno scelto di aderire all’associazione, compresi nel triangolo che va da Ventimiglia a ovest, per spingersi fino a Verezzi ad est, con il vertice a Ormea, nella bassa Valle Tanaro, unendo tre province: Imperia, Savona, Cuneo. Solo nell’ultimo anno sono entrati nel progetto i Comuni di Diano Castello (IM), Rezzo (IM), Badalucco (IM), Loano (SV), Pietra Ligure (SV) e si preannunciano già altre “new entry” per i prossimi mesi del 2022 che andrebbero ad incrementare ulteriormente il numero di aderenti.

Quali specie rientrano nel Progetto Lavanda della Riviera dei Fiori e quali sono le loro caratteristiche? Una principale suddivisione che occorre fare è tra la Lavanda Angustifolia (officinale, fine, vera) e la Lavanda Hybrida (lavandino). li progetto “Lavanda Riviera dei Fiori” attualmente lavora con 6 tipi di lavanda di cui 3 valorizzano a pieno i valori stessi del progetto. Si tratta della Lavanda Officinalis Imperia, e degli hybridi Boscomare e Mareblu.

LAVANDA OFFICINALIS IMPERIA Questa tipologia è una Lavandula angustifolia, creata e brevettata da Franco Stalla, nasce dalla Lavandula angustifolia di Nava e dalla Imperial Gem. Ottima come pianta aromatica per l’uso in cucina per la preparazione di piatti dolci e salati poiché è totalmente sprovvista di canfora. È caratterizzata da tre o quattro fioriture all’anno con una resa in olio essenziale di 1,4 litri/quintale, all’incirca il doppio delle varietà attualmente coltivate.

LAVANDA MAREBLU (lavandino) La “Mare Blu” è una lavanda intermedia creata principalmente per la vendita di mazzeria fresca e/o di bouquet secchi grazie al colore molto intenso e vivace del fiore. Questa lavanda nasce dall’esigenza di avere un’essenza con sentore di profumo più delicato, meno intenso ma molto gradevole che nell’arco delia giornata sia ben tollerato anche dagli olfatti più sensibili.

LAVANDA BOSCOMARE (lavandino) La varietà di lavandino o intermedia denominata “Boscomare” ha la caratteristica di avere una resa in olio essenziale di circa 3,5 litri/quintale. Prende il nome dal territorio dove si sviluppa. Grazie alla presenza di un’alta percentuale di canfora raggiunge circa il 15% il suo olio essenziale è ottimo per la realizzazione di igienizzanti e di profumatori di ambiente. Altre tipologie di Lavande ll progetto porta anche avanti le altre tipologie di lavanda che sono state coltivate nel territorio e tuttora presenti. La Lavandula angustifolia denominata “Hidcote” è una Lavanda con fiori di diverso colore, pianta ideale in clima marino e mediterraneo; adatta per fiore reciso fresco o secco. Il Lavandino o lavanda intermedia denominata “Grosso” é una lavanda provenzale dal profumo intenso e canforato; ideale per la produzione di olio essenziale o per profumare la biancheria. Il Lavandino o lavanda intermedia denominata “Abrialis”è utilizzata per la produzione di olio essenziale. La Lavandula stoechas è un’ interessante lavanda presente in Liguria da impiegare per lla realizzazione di giardini mediterranei e bordure.

Il Centro Italiano Lavanda (CIL)
Quest’anno un traguardo molto importante della nostra associazione è stata la nascita del CIL, il Centro Italiano Lavande con sede a Nava, frazione dì Pornassio (IM). Centro italiano di Formazione Cultura Ricerca e Produzione Lavanda è nato con un Obiettivo preciso: creare un punto di riferimento per la formazione, lo studio, la ricerca nonché per la raccolta e lo scambio di informazioni ed esperienze. Una realtà in grado di fornire a livello nazionale tutto il supporto scientifico, culturale ed esperienziale necessario allo sviluppo delle attività di coltivazione, diffusione e promozione della Lavanda in quanto prodotto di pregio la cui lavorazione trova applicazione in moiteplici settori, dal cosmetico all’alimentare, e il cui utilizzo affonda la proprie radici nell’antica tradizione del nostro Paese. Lo scopo principale del Centro Italiano di Formazione Cultura Ricerca e Produzione Lavanda è la promozione, realizzazione e/o partecipazione a progetti di ricerca in ambito internazionale, nazionale, regionale e locale nonché lo svolgimento di attività di supporto per Enti pubblici e/o privati. Le attività del Centro sono volte a promuovere la Lavanda come pianta Aromatica, coordinare e realizzare ricerche attraverso l’attribuzione di borse di studio, premi e l’organizzazione di seminari e convegni, gestire e promuovere corsi di istruzione tecnico-professionale, qualificazione e perfezionamento, coordinare le attività culturali con gli Enti Locali, Regionali, Statali, Europei, pubblici e privati. Tutte le figure coinvolte nelle attività del Centro sono di elevatissimo profilo tecnico e scientifico, frutto delia selezione delle migliori professionalità sulla quale si fonda l’essenza stessa del Centro. Solo attraverso l’incontro, il confronto, la collaborazione e lo scambio delle competenze più consolidate nei rispettivi settori, infatti, è possibile costituire un valido e reale punto di riferimento per la tutela e lo sviluppo di una produzione come quella della Lavanda = una produzione di nicchia ma ricca di potenzialità e Centro Italiano Lavanda (CIL). ll CIL sarà in grado di coinvolgere molteplici settori economici — e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio di tecniche, di conoscenze e di progettualità in grado di deli neare sempre nuove direttrici di sviluppo.

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