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Imperia, il porto turistico torna a scaldare il consiglio comunale - Riviera24
Consiglio comunale

Imperia, il porto turistico torna a scaldare il consiglio comunale

«Il porto, negli anni, ha condizionato in diversi modi gli amministratori e i funzionari. Questa è la verità storica e questa annosa vicenda va conclusa».

Imperia. Si torna a parlare di porto turistico in consiglio comunale ad Imperia, in particolare del suo indirizzo e del differimento a titolo concessorio per il 2022, ovvero del rinnovo per un anno alla GoImperia.

E’ il sindaco Claudio Scajola ad introdurre l’argomento «Ciò che siamo chiamati a votare è il rinnovo di un anno alla GoImperia, che altrimenti scadrebbe naturalmente il 31 dicembre 2021. Ciò in attesa che si possa giungere al progetto definitivo, che potrà permetterci di arrivare in tempi brevi, prima dell’inizio dell’estate, ad affidare la struttura con una concessione ultradecennale. In questo modo potrà ricominciare la ripresa dei lavori e la definizione di questa annosa vicenda».

Puntuale la critica di Luca Lanteri che commenta «E’ necessario fare presto, prendere decisioni e mettere mano al progetto, stando attenti ai numeri del piano finanziario». Il problema paesagistico e quello economico, pur essendo d’accordo sull’affidamento deciso, sono i principali timori sollevati dalla minoranza.

Un appello fuori programma prima dell’intervento, arriva da parte del consigliere Antonello Ranise «Mi sembra doveroso, come coscienza civile e come medico, intervenire lanciando a tutti l’appello di vaccinarsi. Il Covid ha fatto perdere non solo tante vite ma anche tanti posti di lavoro. Imperia è una città che non deve morire e il porto può dare lavoro a tanta gente. Mi fido del sindaco quando dice che la pratica andrà avanti e in maniera spedita».

Una discussione accesa che ha portato all’approvazione della pratica sebbene con una discussione verso altre polemiche non direttamente collegate alla votazione, a cui il sindaco ha risposto: «Sono sicuro che prima dell’estate avremo riaperto il porto con un piano ultradecennale, facendo chiarezza anche con i proprietari delle barche. Il porto, negli anni, ha condizionato in diversi modi gli amministratori e i funzionari. Questa è la verità storica e questa annosa vicenda va conclusa».

 

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