Provvedimento

Imperia, CNA Costruzioni e Installatori Impianti: «Il Dl Antifrode rischia di soffocare la ripresa dell’edilizia»

«Il mancato confronto che ha portato alla frettolosa introduzione del provvedimento sta creando degli effetti pericolosissimi nel mercato»

Costruzioni CNA

Imperia. I recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate in merito agli adempimenti introdotti dal Decreto anti-frode e la retroattività, anche se parziale del provvedimento, gettano nel caos imprese, professionisti e cittadini colpiti dall’ennesima norma che interviene in corso d’opera. L’Agenzia delle Entrate dapprima con il provvedimento 312528 del 12 novembre e ora con la nuova circolare 16/E del 29 novembre desta ancora più sconcerto, in quanto sembra impedire l’utilizzo dei prezzari DEI per asseverare la congruità delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione edilizia, antisismica, restauro e tinteggiatura delle facciate.

«Prevenire gli abusi e l’uso distorto degli incentivi del settore casa è sicuramente corretto per tutelare i tanti contribuenti e le innumerevoli imprese, che operano con correttezza sul mercato e che rappresentano la stragrande maggioranza», dichiara Luciano Vazzano, Segretario territoriale CNA Imperia – «L’obiettivo di contrastare frodi e scorrettezze nel mercato della riqualificazione si persegue però arginando e punendo chi opera in modo scorretto con una maggiore capacità di controllo da parte degli organi preposti, non intervenendo indistintamente con la modifica, per l’ennesima volta, delle regole del gioco».

E continua, «Ribadiamo che è assolutamente necessario intervenire subito per prevedere una precisa individuazione dei prezzari di riferimento per la congruità delle spese sostenute e definire una soglia per piccoli interventi al di sotto della quale non si applichino visto di conformità ed asseverazione. Il mancato confronto che ha portato alla frettolosa introduzione del provvedimento sta creando degli effetti pericolosissimi nel mercato e rischiano di soffocare la ripresa che il settore stava vivendo dopo anni di pesantissima crisi. E l’incertezza sta di fatto bloccando i lavori e paralizzando i cantieri, anche per la paura di fare qualcosa che non va».

«C’erano molte strade da percorrere, ma ancora una volta si è scelta quella della burocrazia, anziché quella della semplificazione, di penalizzare le imprese oneste e di restringere l’offerta del mercato della riqualificazione», conclude Vazzano.

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