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In televisione

Il ventimigliese Maurizio Falone protagonista del programma “Game of Talents” di Alessandro Borghese

Arrivato al gioco finale, l'assicuratore 58enne non è riuscito a portare a casa il ricco montepremi raccolto nel corso della puntata, ben 61.500 mila euro in gettoni d'oro

Ventimiglia. Un ventimigliese è stato protagonista dell’ultima puntata della prima stagione di “Game of Talents“, programma condotto da Alessandro Borghese con Frank Matano e Mara Maionchi, in onda su Sky e Tv8, il cui scopo è quello di riuscire ad abbinare agli artisti presenti i rispettivi talenti.

Si tratta del 58enne Maurizio Falone, di professione assicuratore, che durante l’appuntamento televisivo andato in onda ieri sera, martedì 30 novembre, ha sfidato Elena, giovane appassionata di tatuaggi. Ad avere la meglio è stato proprio Maurizio che, una volta arrivato al gioco finale, non è però riuscito a portare a casa il ricco montepremi raccolto nel corso della puntata, ben 61.500 mila euro in gettoni d’oro.

«É stata un’esperienza bellissima, davvero emozionante nonostante sia andata male, ma per un momento mi è sembrato di aver vinto, ci ho creduto ed è stata un’emozione pazzesca, poi purtroppo è arrivata la delusione perché non ho indovinato il personaggio, però è stato tutto molto divertente e professionale, perfetto – racconta Maurizio – . Con le battute e gli scherzi di Matano e della Maionchi non puoi non divertiti, a prescindere dal fatto di vincere o meno. É una bella famiglia, lo staff è attentissimo a tutti i concorrenti, i conduttori fanno tutto con naturalezza e spontaneità, non c’è niente di studiato o costruito. Borghese alla conduzione non aveva un copione perché ogni cosa succedeva sul momento, ci ha messo tutto del suo».

«Sono stato l’unico concorrente a rischiara e a puntare tutto il montepremi su un solo talento durante il gioco finale, mentre altri prima di me hanno preferito andare più cauti e assicurarsi una vincita, seppur esigua – prosegue Maurizio – . In quel momento, complice le emozioni, la stanchezza e un po’ di confusione sulle dinamiche di gioco, apprese pochi istanti prima della registrazione, ho pensato “o la va o la spacca” e ho deciso di rischiare tutto perché nella peggiore delle ipotesi sarei tornato a casa esattamente come sono arrivato. Lo scopo principale per me è stato quello di divertirmi e perché no, provare a vincere qualcosa».

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