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A tu per tu

Elezioni provinciali, Fabio Natta presenta la lista “La provincia di tutti”: acqua, rifiuti ed entroterra le priorità

Claudio Scajola unico candidato presidente: «Questo significa che nessuna forza politica aveva intenzione di mettercene un altro»

Sanremo. Gestione pubblica dell’acqua, rifiuti e biodigestore, risposte concrete per l’entroterra e trasporto pubblico. Sono questi i temi principali affrontati dal progetto “La provincia di tutti“, coalizione di centrosinistra che vede capolista il sindaco di Olivetta San Michele Adriano Biancheri. Ne abbiamo parlato con Fabio Natta, già presidente della Provincia (dal 2015 al 2019), sindaco del comune di Cesio ed esponente del Partito Socialista Italiano.

«”La provincia di tutti” è una una lista di ispirazione di centrosinistra che contiene al suo interno anche candidati civici, ma con chiari riferimenti di natura politica – dichiara Natta -. Il centrosinistra riformista, progressista, con delle tematiche, credo, di interesse comune per tutto il territorio».

Argomento principe è quello della gestione pubblica dell’acqua. «E’ una cosa di cui tutti si sciacquano la bocca – dice – Ma che poi nel concreto viene perseguita molto meno di quello che dovrebbe essere. L’acqua è una risorsa che è sempre importante e che ha sempre del mercato: l’affanno dei privati a entrare nel mercato dell’acqua lo conferma. Quindi non è una cosa improduttiva, oltre ad essere essenziale. La gestione pubblica deve sia soddisfare le necessità dei cittadini che portare delle risorse per fare gli investimenti che in questo territorio mancano: questo è l’obiettivo principale».

Rifiuti. «Sui rifiuti la Provincia aveva un ritardo ventennale – ricorda Fabio Natta – Era une delle poche province italiane a non avere gli ambiti di riferimento e sono stati fatti. E’ una Provincia che portava i rifiuti fuori regione inquinando da altre parti. C’è una discarica, di proprietà dei comuni della provincia, c’è il progetto del biodigestore che è stato un po’ rallentato ultimamente ma deve essere completato. E poi c’è tutto il discorso degli ambiti della raccolta a monte che sta già dando dei risultati ed è una cosa fatta durante il mio mandato da presidente e che ora vede tanti Comuni passare dal 20 al 70 per cento di raccolta differenziata, credo che questo sia significativo».

Entroterra. «E’ molto importante e tanti dei nostri candidati vengono dall’entroterra, a partire dal capolista Adriano Biancheri, sindaco di Olivetta San Michele. Anche su questo tema si sciacquano tutti quanti la bocca: l’entroterra bisogna valorizzarlo con dei fatti concreti, come il trasporto pubblico. Bisogna chiedere alla Regione maggiori risorse per il nostro bacino, perché siamo penalizzati da decenni e non si capisce bene il motivo, e al tempo stesso dare la possibilità ai Comuni di essere raggiunti dal trasporto, valutando un’apertura ai privati, penso ai noleggi con conducente, che i Comuni insistono da anni per avere, di concerto ovviamente con il gestore pubblico: non serve parlare dell’entroterra se poi la gente non può arrivarci. Servono i servizi. Cosa manca nell’entroterra? Manca il gas metano. Abbiamo un’arretratezza di decenni. Si può fare, bisogna accelerare sotto questo profilo. E poi c’è un discorso complessivo di visione del territorio che non deve essere isolato, parcellizzato. E’ un tutt’uno la Riviera dei Fiori, brand Sanremo anche, che deve essere vincolata a livello internazionale cominciando con l’avere rapporti più stretti con i nostri vicini».

Trattato Italia-Francia. «E’ un trattato dalle potenzialità enormi: si parla di bilinguismo, di politica condivisa socio-sanitaria, di infrastrutture, di università. Le potenzialità dei rapporti con i nostri vicini francesi sull’arco alpino mediterraneo sono enormi – spiega Natta -. Adriano Biancheri ha fatto tanto in questi anni e si è molto battuto per il territorio del Ponente: parlo della ferrovia, del dramma del dopo alluvione, della questione migranti e anche dei rapporti economico turistici con i nostri vicini francesi».

Qual è l’obiettivo della vostra coalizione? «Il nostro scopo è quello di partecipare ad una politica di governo del territorio – risponde Fabio Natta -. Quello del presidente è un ruolo che esula da quello del consiglio provinciale, sono proprio due elezioni diverse, con scadenze diverse che si potrebbero fare anche in tempi separati. Uno fa il regista, eletto dai sindaci e dagli amministratori. E Scajola ha avuto anche una grande condivisione. Leggevo le dichiarazioni del segretario del Partito democratico che nelle scorse ore ha detto che nessuno mette in discussione le capacità di Scajola di guidare la Provincia, quindi superiamo un po’ le dicotomie partitiche o le dicotomie campanilistiche. Deve fare il regista, ma poi ci sono dei calciatori che giocano e che sono i componenti del consiglio provinciale e questi secondo me devono impegnarsi: tutti vogliono fare il consigliere provinciale, io ci sono passato, alcuni poi lo fanno veramente altri magari, finita la campagna elettorale, preferiscono una cena di gala al consiglio provinciale che magari deve decidere dell’affidamento pubblico dei trasporti, o dell’acqua pubblica o del bilancio dell’ente, quindi direi che sarebbe importante che i consiglieri si occupassero di temi e di progetti come fanno i consiglieri della lista “La provincia di tutti”».

Claudio Scajola unico candidato. Cosa ne pensa? «Questo significa che nessuna forza politica aveva intenzione di mettercene un altro, perché tecnicamente si può fare – sottolinea -. Anche questo è un discorso per il quale bisogna essere molto franchi ed evitare le ipocrisie. Avrei voluto un altro candidato? Ma un altro candidato non c’è. Risulta che questa candidatura sia stata supportata da oltre cinquanta sindaci, quindi non solo di centrodestra. I partiti alcuni dopo qualche schermaglia alla fine hanno detto tutti che va bene, quindi questo è un problema relativo».

Scajola nei giorni scorsi, parlando della Provincia ha detto che gli ultimi sette anni sono stati insoddisfacenti… «Non so a chi si riferisse né se si riferisse in particolar modo a qualcuno – replica Natta – Ma dal punto di vista del territorio, viste le statistiche che tutti i giornali pubblicano sulla nostra provincia, indubbiamente i dati non sono in questo momento soddisfacenti. Forse bisognerebbe andare un po’ più indietro rispetto ai sette anni. Secondo me, io credo e spero, che Scajola e coloro che saranno eletti guardino avanti, guardino alle prospettive, al futuro piuttosto che al passato. Il gap da colmare in parte è stato colmato, ma c’è ancora tanto da fare. Ritengo che ci siano tutte le condizioni per poter lavorare bene. E’ una fase che ci vede superare l’emergenza istituzionale di questa provincia, che sta meglio a livello politico, istituzionale ed economico. Ci sono delle grandi opportunità, il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) su tutte, e avere una gestione condivisa e un uomo di esperienza come Scajola alla guida di questo ente secondo me può essere una cosa importante. Tutti devono fare la propria parte, chiaramente senza rinunciare alla propria identità, senza rinunciare alle proprie idee anche quando queste idee, progetti, programmi possono essere scomodi, come nel nostro caso, sui temi più importanti quali quelli di acqua, rifiuti e trasporti».

 

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