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CNA Balneari: «La riforma del demanio marittimo deve coinvolgere imprese e enti locali» - Riviera24
Le dichiarazioni

CNA Balneari: «La riforma del demanio marittimo deve coinvolgere imprese e enti locali»

«La politica ha il dovere di rispettare e tutelare le imprese balneari e tutte le famiglie che dopo tanti anni di onesto lavoro vedono seriamente in pericolo il proprio futuro»

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Imperia. «Il riordino della normativa del demanio marittimo non può essere dettato dai pronunciamenti della giustizia amministrativa: il Governo deve assolutamente attivare il confronto con le associazioni di settore, partendo dalle disposizioni della legge di Bilancio 2019 in seguito rafforzate dai Decreti Rilancio e Agosto del 2020, per definirne indirizzi, criteri direttivi e tempistiche».

È quanto sottolinea Giulia Giorgini, Presidente Stabilimenti balneari della CNA Imperia, alla luce dei recenti orientamenti del Consiglio di Stato che escludono la sussistenza di un diritto in capo agli attuali concessionari alla prosecuzione del rapporto oltre il 31 dicembre 2023, data entro la quale, anche in assenza di disciplina legislativa, essi cesseranno di produrre effetti.

«È fondamentale, dunque, che Governo e Parlamento nello scrivere la riforma del demanio tengano conto della salvaguardia dell’attuale modello balneare attrezzato italiano costituito da 30mila imprese – continua – Il pericolo di gravi ripercussioni sociali ed economiche è quanto mai vicino. Parliamo di imprese, di persone, che negli anni hanno sostenuto importanti investimenti, e contratto nuovi finanziamenti bancari per farlo, con il solo fine di rendere la propria offerta sempre più competitiva e creare un indotto in grado di attrarre migliaia di clienti e turisti: imprese che oggi rischiano essere messe in liquidazione senza appello».

Per CNA Balneari è indispensabile una riforma complessiva con la condivisione delle imprese esistenti, delle Regioni e delle pubbliche amministrazioni territoriali per individuare strumenti e misure efficaci che tengano conto dell’impatto socio economico derivante dalla decadenza generalizzata di tutte le concessioni in essere e quindi del valore complessivo dell’offerta turistica costiera.

«La politica ha il dovere di rispettare e tutelare le nostre imprese e tutte le famiglie che dopo tanti anni di onesto lavoro vedono seriamente in pericolo il proprio futuro, un lavoro fatto di passione e dedizione e condotto per la maggior parte a gestione familiare come unica fonte di reddito», conclude Giulia Giorgini.

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