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Settore florovivaistico

Aromi di Liguria, firmato il primo accordo di filiera per le piante aromatiche

Rappresenta il primo passo decisivo verso la valorizzazione e l’innovazione del prodotto florovivaistico ingauno dando valore e riconoscimento al lavoro delle aziende locali

Genova. E’ stato firmato il primo accordo di filiera nella storia del settore florovivaistico. L’accordo, che stabilisce il prezzo di riferimento per il vasetto di rosmarino, la specie aromatica più importante, rappresenta il primo passo decisivo verso la valorizzazione e l’innovazione del prodotto florovivaistico ingauno dando valore e riconoscimento al lavoro delle aziende locali.

La conferenza è stata aperta con i saluti delle autorità locali, erano presenti il presidente CCIAA Riviere di Liguria Enrico Lupi, il segretario generale della CCIAA Riviere di Liguria Marco Casarino e il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis. A seguire due importanti interventi da parte del vice presidente della Regione Liguria e assessore all’Agricoltura Alessandro Piana e dell’onorevole Marco Campomenosi del Parlamento Europeo. Hanno inoltre segnalato il loro sostegno all’iniziativa il consigliere del Comune di Ceriale Rosanna Gelmini e l’onorevole Brando Benifei del Parlamento Europeo.

«La giornata di studi ad Albenga – dice il vice presidente con delega all’Agricoltura di Regione Liguria Alessandro Piana a partire dalla presentazione dei risultati raggiunti, grazie ai finanziamenti del PSR 2014-2020 sino alla firma del primo accordo di filiera, vanno nella direzione della valorizzazione di una forte identità territoriale e dell’ elevata qualità delle nostre eccellenze guardando al futuro tramite una continua ricerca, sperimentazione e comunicazione. La sinergia delle associazioni di categoria e dei principali attori della filiera, dai produttori agli intermediari commerciali, prelude ad una sempre più intensa collaborazione per conquistare fette crescenti del mercato internazionale e mostrare tutte le peculiarità del made in Liguria».

Il tavolo di confronto è proseguito con una serie di interventi chiave che hanno evidenziato le sfide attuali che il comparto florovivaistico sta affrontando: dalle novità in materia di New Green Deal, al tema dell’economia circolare fino alle richieste di un mercato sempre più competitivo. Il cuore del dibattito ha messo il focus sulle opportunità future per il territorio ingauno, opportunità che saranno rese possibili grazie all’introduzione di innovazioni e attraverso due progetti di cooperazione attualmente in corso e finanziati con il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020: “La filiera ingauna delle piante in vaso” (misura 16.04) e “Filiera 4.0: Innovazione e tracciabilità a sostegno delle filiere agroalimentari liguri” (misura 16.02).

Aromi di Liguria

«L’accordo di oggi è stato atteso per più di 30 anni, – dice Giovanni Minuto, direttore del CeRSAA – un rilevante passo avanti verso il miglioramento della gestione della produzione florovivaistica ingauna. Le aziende che a partire da oggi firmano l’accordo, accettano di partecipare all’avvio di un processo d’innovazione in termini di sicurezza, sostenibilità e tracciabilità e di perseguire obiettivi a breve e lungo termine che permettano di sostenere i prezzi alla produzione dando valore a quest’ultima, di conoscere le capacità produttive e di condividere investimenti in innovazione».

A seguire Andrea Calcagno e Paola Santini di Liguria Digitale con un focus sul sistema digitale di tracciabilità
e sul brand “Aroma di Riviera” hanno presentato lo stato di avanzamento del progetto Filiera 4.0. «Abbiamo pensato ad un brand rappresentativo di un’area, capace di comunicare il valore della produzione ingauna al consumatore ma anche agli intermediari commerciali, uno strumento per promuovere in maniera efficace i prodotti della filiera delle aromatiche in Italia e all’estero, differenziandoli da quelli concorrenti, trasmettendo il concetto di “mediterraneo temperato”, raccontando un territorio dal clima mite dove nascono e crescono prodotti di qualità» – spiega Paola Santini di Liguria Digitale.

Ha concluso la giornata Luca De Michelis, presidente del Distretto Florovivaistico, ente organizzatore, sottolineando come l’evento sia stato l’inizio di una nuova fase per l’agricoltura ingauna: «Un cambiamento importante da parte dei coltivatori della Piana, abituati storicamente a reiventarsi, una transizione verso la sostenibilità ed uno sforzo che è giusto che venga reso noto e riconosciuto dal consumatore».

Al termine dell’evento i rappresentanti delle aziende locali hanno firmato l’Accordo di Filiera che partirà proprio con lo stabilire un prezzo di riferimento per il vasetto di rosmarino, la specie aromatica più importante, per poi applicare e sviluppare in futuro lo schema anche per le altre produzioni. Questa firma rappresenta l’inizio di un percorso che avrà l’obiettivo di dare visibilità, promuovere e sostenere le imprese del territorio attraverso i valori di tracciabilità, sostenibilità ambientale, qualità e sicurezza, concetti che verranno poi raccontati al consumatore finale attraverso un vero e proprio brand. Una nuova sfida per un mercato importantissimo per la Liguria che conta oltre 150 milioni di piante in vaso prodotte ogni anno e che rappresenta circa il 20% della produzione nazionale. Hanno partecipato alla conferenza circa 200 persone tra i presenti in sala e il collegamento in streaming su Flornews Liguria. L’evento è stato organizzato da Distretto Florovivaistico, CeRSAA e Liguria Digitale.

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