La cerimonia civile

200 anni dalla nascita di Giuseppe Biancheri, Ventimiglia rende omaggio al suo cittadino più celebre fotogallery

Nato il 2 dicembre 1821, l’Onorevole ricoprì il ruolo di Presidente della Camera dei Deputati del Regno d'Italia per quasi un trentennio

Ventimiglia. “Fedele alla religione del Risorgimento si batté per la difesa delle pubbliche libertà senza accettare discriminazioni o censure intuì che il destino del liberalismo sarebbe stato inseparabile da quello del progresso. Presidente della Camera per quasi un trentennio incarnó il trapasso dall’Italia come fortezza assediata all’Italia come comunità aperta al moto delle nuove classi e al contatto con le vecchie opposizioni sempre nella coscienza di un paese in ascesa”. Sono queste le parole che campeggiano nel luogo in cui riposa Giuseppe Biancheri, Presidente della Camera dei Deputati del Regno d’Italia per oltre un trentennio, nato a Ventimiglia il 2 dicembre di 200 anni fa.

In occasione di tale ricorrenza, la città di confine ha reso oggi omaggio al suo più celebre cittadino, deponendo un cuscino di fiori sulla sua tomba, situata nel cimitero di Ventimiglia. La cerimonia civile è poi proseguita presso il primo binario della stazione ferroviaria della città, dove è presente una targa dedicata a Biancheri.

Alla ristretta cerimonia hanno partecipato il sindaco Gaetano Scullino, il vice sindaco Simone Bertolucci, il sindaco di Breil-sur-Roya Sébastien Olharan, i membri della Fondazione e dell’Associazione e della Cumpagnia d’i Ventemigliusi.

«Oggi commemoriamo i 150 anni del trasferimento del Parlamento italiano da Firenze a Roma. In quell’occasione il Presidente del Parlamento di Firenze e poi di Roma era proprio il nostro concittadino Giuseppe Biancheri che è stato presidente per diversi anni e che in città era molto conosciuto – afferma il primo cittadino ventimigliese – . Io sono andato a Roma per questa commemorazione insieme al Capo dello Stato e al Presidente del Parlamento per ricordare Biancheri che fu una figura importantissima per quanto riguarda la gestione del Parlamento negli anni del passaggio, con situazioni storiche e conflitti molto importanti. Questa mattina siamo qui a commemorare il nostro Onorevole perché è un segno di rispetto e di riconoscenza, è un grande onore che gli è dovuto. Bisogna cercare di tramandare di più la nostra storia e dare più futuro al nostro passato perché un passato importante e meraviglioso», ha concluso Scullino.

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