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L'intervento

Rivieracqua pubblica, CimAP: «Fuori i privati, lo chiede anche il Consiglio comunale di Sanremo»

«Di fronte a tutti gli amministratori pubblici si pone la grande sfida dei fondi del PNRR»

CimAP

Sanremo. «Accogliamo come un fatto di grande rilevanza l’approvazione da parte del Consiglio comunale di Sanremo di un ordine del giorno in favore del mantenimento nelle mani dei Comuni del capitale sociale di Rivieracqua. L’atto di indirizzo votato dalla maggioranza dell’amministrazione Biancheri il 28 di ottobre, dimostra che ci sono le prerogative per salvare la società provinciale dallo sciagurato ingresso di soci privati, in palese contraddizione con l’esito referendario del 2011» – dichiara CimAP.

«Ci rivolgiamo al commissario ad acta Gaia Checcucci e al presidente di Rivieracqua Gian Alberto Mangiante, affinché entrambi rivedano le proprie posizioni al fine di salvaguardare Rivieracqua. Di fronte a tutti gli amministratori pubblici si pone la grande sfida dei fondi del PNRR. Che per una volta essi dimostrino di essere all’altezza della storia, sfruttando queste ingenti risorse per risolvere le criticità che affliggono l’acquedotto imperiese, senza tradire la volontà popolare che ieri come oggi è fermamente convinta che l’acqua debba rimanere un bene comune, sottratto alle logiche del mercato e del profitto. Soprattutto quando si parla di servizio idrico integrato, settore foriero di esperienze di privatizzazione sparse per il mondo che hanno portato a colossali fallimenti ricaduti sulle spalle della collettività. Senza andare troppo lontano, un esempio evidente è rappresentato dalla gestione di Amat Spa, società del Comune di Imperia, partecipata da un socio privato che nel territorio di riferimento ha lasciato solo debiti e condotte colabrodo. Si scrive acqua, si legge democrazia» – dice CimAP, il Coordinamento imperiese Acqua Pubblica.

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