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Rivieracqua, incontri con i creditori e piano per mantenerla pubblica - Riviera24
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Rivieracqua, incontri con i creditori e piano per mantenerla pubblica

I prossimi step spiegati dal presidente Gian Alberto Mangiante: «Decisione sul socio privato da riportare in assemblea dei sindaci»

gian alberto mangiante

Sanremo. «A breve convocheremo i creditori e le associazioni di categoria per parlare della ristrutturazione del nostro debito, contemporaneamente abbiamo incaricato gli advisor di predisporre un piano per lasciare l’acqua totalmente pubblica». Riparte da questi due step il nuovo corso di Rivieracqua, la società provinciale del servizio idrico integrato che venerdì si è vista revocare il concordato pendente in tribunale e allo stesso tempo promuovere dal giudice (vedi correlato). A confermarlo è il commercialista Gian Alberto Mangiante, presidente del Cda.

Una promozione, rimarcata tra le righe del provvedimento reso dal magistrato delegato Silvana Oronzo, che proietta il consorzio “dai piedi d’argilla” (come l’aveva definito lo stesso Mangiante nel 2018), in una nuova dimensione di possibile e auspicata sostenibilità finanziaria. Revocando il concordato, il tribunale ha fatto venire meno il suo paracadute, aprendo le porte all’accordo che dovrà essere raggiunto fuori dal palazzo di giustizia, direttamente tra Rivieracqua e i suoi creditori.

La nuova procedura individuata dal Cda per arrivare a centrare l’obiettivo salvezza è quella ex articolo 182 bis, sesto comma della legge fallimentare. Per i comuni mortali è una delle diverse forme di “ristrutturazione del debito”. Al contrario del concordato in bianco (che passa sotto la supervisione di un giudice e serve a mettere al riparo la società in crisi dalle aggressioni patrimoniali dei creditori), qui il tribunale interviene solo all’esito delle trattative tra debitore e creditore, per verificare il raggiungimento di un compromesso accettabile da entrambe le parti.

«Presto faremo il primo incontro post revoca del concordato con i vari creditori e le associazioni di categoria, a partire da Ance Imperia. A loro diremo che resta tutto invariato: la società ha ricevuto un importante riconoscimento da parte del tribunale e si impegnerà a pagare integralmente quanto dovuto, – spiega Mangiante. Visto le ultime evoluzioni positive per Rivieracqua, come Cda abbiamo incaricato i nostri advisor (KPMG, ndr) di predisporre un piano che tenga conto delle sollecitazioni pervenute dal sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, ovvero che contempli il mantenimento dell’acqua completamente in mano pubblica. Questa valutazione sarà portata all’attenzione dell’assemblea dei sindaci che dovrà conseguentemente assumere una decisione definitiva a proposito dell’ingresso del socio privato. Attualmente – conclude il presidente – il mandato conferito al Cda è quello di arrivare all’individuazione di un partner privato che avrà diritto di gestire la società, potendo esprimere il futuro l’amministratore delegato, pur acquisendo sul mercato il 49% delle quote di Rivieracqua con gara europea a doppio oggetto».

I numeri. Al 4 luglio 2018 Rivieracqua aveva accumulato un indebitamento netto di circa 30 milioni di euro. In gran parte debiti contratti con le imprese locali che negli ultimi 10 anni hanno di fatto finanziato di tasca propria e sulla fiducia i cantieri aperti per tappare le condotte colabrodo dell’Imperiese. La base d’asta della gara a doppio oggetto, su cui sta lavorando il commissario ad Acta della Provincia Gaia Checcucci, è di 29 milioni di euro. Oggi, con l’acquisizione di Amaie, Aiga e Amat (prossimamente dell’acquedotto di Bordighera), il consorzio provinciale ha raggiunto il pareggio tra costi e ricavi.

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