Il commento

Parto in anonimato, Ugolini: «Mozione della maggioranza sbaglia approccio, andrebbero potenziati i consultori»

«Il M5S ha espresso voto negativo alla mozione»

riviera24 - Paolo Ugolini

Genova. «La maggioranza affronta un tema oltremodo delicato e spesso doloroso con gli unici strumenti che conosce: i freddi numeri e le “campagne informative”. Dicono di voler arginare il fenomeno dell’abbandono dei neonati rivolgendosi alle donne in gravidanza che si trovano in situazione di difficoltà per motivi economici, psicologici o sociali. Puntano il dito contro chi ha paura. Ma davvero credono che gli spot e i volantini potranno aiutare le donne che vivono spesso ai margini della società e che magari temono di esporsi? Pensano che una ragazza abbia la forza di compiere una scelta basandosi su uno spot o leggendo un pamphlet? Il percorso che ha in mente la maggioranza dimentica che le persone in difficoltà hanno bisogno di essere affiancate e seguite da persone competenti, che solo i consultori possono garantire». Lo dichiara il consigliere regionale del M5S Paolo Ugolini.

«Le risorse che il centrodestra destinerà alla campagna informativa andrebbero dunque destinati ai consultori, che nella nostra regione sono assolutamente insufficienti. La normativa, infatti, prevede la presenza di 1 consultorio ogni 20.000 abitanti nelle aree urbane e 1 consultorio ogni 10.000 abitanti nelle aree rurali. Questi parametri purtroppo in Liguria non sono rispettati. Regione Liguria ancora una volta preferisce dirottare risorse altrove» – aggiunge.

«Il parto in anonimato e le culle per la vita sono strumenti vitali per scongiurare tragedie, ma perché questi possano essere attuati con successo non possiamo pensare di affidarne la conoscenza a uno slogan come ne abbiamo visti tanti in questi anni: servono semmai le persone, servono gli specialisti capaci di accogliere queste donne, spesso solo ragazze, e aiutarle a compiere una scelta nell’intimità di un consultorio. Per questi motivi, il M5S ha espresso voto negativo alla mozione», conclude Ugolini.

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