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Olioliva

Mulini di Prelà, ricchezza della contea di Pietra Lata: il progetto degli studenti dell’IIS G. Marconi ad Olioliva

Il progetto degli studenti è stato in esposizione a Olioliva nello stand AIAMS e ha ricevuto dal presidente Gabriele Setti uno speciale riconoscimento per il lavoro

Imperia. Ieri alle 13 è stato presentato presso l’area incontri di Olioliva 2021 in Calata Cuneo il progetto “Adotta un Territorio”, frutto della collaborazione tra l’IIS G. Marconi di Imperia e l’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici (AIAMS). Il lavoro degli studenti, basato sulla ricostruzione della storia della molitura nell’alta Valle Prino, è valso all’Istituto delle Ferriere un riconoscimento speciale da parte di AIAMS.

Prelà è un comune tra le colline dell’alta Val Prino che non ha niente da invidiare alla storia delle cittadine medioevali toscane o d’oltralpe. Infatti la posizione geografica favorevole e l’avvicendamento delle famiglie nobiliari, che ne hanno dominato i territori fino al XVII secolo, ha lasciato a questo borgo un patrimonio di storia della molitura preindustriale invidiabile. Lo hanno riportato alla luce Giordano Mattia, Della Ferrera Manuel, Polimeno Marianna, Di Poto Davide, Kaseja Daniel, Duda Mateo, Akkous Hamza e Velotta Luca, studenti dell’IIS G. Marconi coordinati dai loro insegnanti Pulvirnenti Maria, Luigi Greco, Puleo Gian Luigi e Reichestein Alberto durante il lavoro di ricerca negli anni 2020-2021 durante l’emergenza COVID-19.

Il lavoro degli studenti è stato suddiviso in due parti: in una prima parte i ragazzi hanno affrontato lo studio e la schematizzazione della storia di Prelà a partire dai documenti reperibili su internet, la “Contea di Prelà” di Francesco Cotta (1917) e “Prelà un Contado e un Castello” di Magliani et al. (1982). In un secondo momento hanno invece affrontato la ricerca sulle mappe satellitari di tracce di mulini, frantoi e altre macchine idrauliche presenti sul territorio. E’ stato possibile identificare alcune strutture identificabili coincidenti in massima parte con i mulini presenti in una mappa del XVIII secolo lungo il corso del rio S. Giovanni, nella valle a sinistra del paese di Molini di Prelà. Queste strutture erano collegate tra di loro da un sistema tuttora esistente di bealere (i tipici canali), che assicuravano l’approvvigionamento idrico di numerosi orti e la forza di caduta dell’acqua necessaria a muovere le ruote dei mulini.

Mentre la rete idraulica opportunamente modificata resta ancora in funzione per tratti considerevoli del percorso originale, i mulini, tutti di proprietà privata, hanno cessato la produzione intorno alla fine del XX secolo. Un patrimonio demoetnoantropologico, conservato dalla buona volontà degli abitanti, che gli studenti vorrebbero aiutare a valorizzare assieme al Comune di Prelà e alla nuova amministrazione guidata dal sindaco Mattia Gandolfi con la realizzazione di un sentiero turistico che consenta la visita di questo pezzo di storia dell’alta Valle Prino.

Tra le curiosità ritrovate durante il lavoro di ricerca si possono citare il mulino del Sig. Rambaldi nel centro di Molini di Prelà e collegato all’oratorio di San Giacinto, una struttura con due ruote: ognuna della quali alimentava un frantoio diverso a più vasche, uno più antico (probabilmente tardomedioevale) e l’altro moderno (metà del XIX secolo). L’acqua in uscita di questo mulino alimentava la ruota del mulino detto “degli Amoretti”, di cui resta l’edificio e il pignone originale con un salto di acqua di circa tre metri. Pregevole e sicuramente di impatto è “la Macchina” delle famiglie Pierani e Martini, una struttura con quattro ruote poste su due lati perpendicolari consecutivi che veniva usata come frantoio e contiene al suo interno le macchine per la frangitura. Infine la famiglia Mela ha aiutato i ragazzi con il supporto del Prof. Reichstein e del sindaco Mattia Gandolfi a ritrovare, nascosto nella vegetazione in zona laghetti, un mulino per grano, di cui è stata liberata la macina di circa un metro di diametro proveniente da la Ferte sous Jouarre, un paese francese sulla Marne, famoso per essere il più importante centro per la produzione di macine da grano della Francia dell’Ottocento. Il ritrovato ha consentito ai ragazzi di fare alcune congetture sul trasporto di questo enorme manufatto attraverso Port au Moule di la Ferte fino a Le Havre e poi ancora lungo la costa atlantica, lo stretto di Gibilterra fino al porto di Oneglia. Quindi la forza animale lo ha portato fino alla finale collocazione: è sembrato un viaggio incredibile, fino all’ultimo tratto anche per non facile posizione del mulino; sicuramente questo mulino aveva un’importanza non indifferente nell’economia dell’alta Val Prino per giustificare una spesa di questo tipo.

Il progetto degli studenti è stato in esposizione a Olioliva nello stand AIAMS e ha ricevuto dal presidente Gabriele Setti uno speciale riconoscimento per il lavoro: una copia di quattro testi sulla storia dei mulini “Le Parole del Mugnaio” di Francesco Guccini, “Mulini Storici, conoscenza e modi d’uso” di Silvano Bonaiuti, “Le Ruote del Colore, Le Ruote della carta e le Ruote dell’Olio” di Anna Maria Guccini. Il presidente ha elogiato il lavoro svolto dal personale scolastico e dagli alunni dell’Istituto Marconi «per l’attenzione rivolta al patrimonio dei mulini oggetto del loro studio risultato di una sinergia da applicare anche in altri campi tra ricerca storica il rilievo dei resti esistenti e disseminati sul territorio e un’ipotesi di salvaguardia e messa in protezione di quanto di questi edifici oggi rimane. Una lettura dei segni lasciati dalle nostre vecchie generazioni che ben si prestano ad una azione di sensibilizzazione dei giovani con il monito sempre ben presente che solo conoscendo le nostre origini possiamo ben individuare ed essere sicuri nella scelta del nostro percorso futuro. Compito degli insegnanti è quello di lasciare per l’appunto dei segni indelebili nel bagaglio conoscitivi degli allievi affinchè rimanga come una scalfitura per tutta la vita».

Il Dirigente Scolastico Ing. Luca Ronco, che ha permesso la partecipazione dell’Istituto alla manifestazione, si è congratulato con gli studenti per l’iniziativa legata alla cultura e alla storia del nostro territorio in un’ottica di recupero delle tradizioni locali. I ragazzi del Marconi hanno portato nello stand anche alcuni dei loro progetti, che verranno esposti successivamente in Istituto in occasione degli OPEN DAY del Marconi, sabato 13 novembre, sabato 4 dicembre, sabato 15 gennaio 2022 e sabato 27 gennaio 2022.

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