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Mondiale di Formula Uno, Gp del Messico: il resoconto - Riviera24
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Mondiale di Formula Uno, Gp del Messico: il resoconto

Statistiche e curiosità

riviera24 - Formula Uno

Imperia. Statistiche, curiosità, Mercedes contro Red Bull, Hamilton contro Verstappen nel Gp del Messico: riviviamo la corsa grazie al contributo di Sebastiano Blancardi.

La gara messicana, ha fatto ritorno nel calendario Mondiale di Formula Uno nel 2015, dopo ben 23 anni e con profonde modifiche riguardo alla sicurezza, riguardanti soprattutto l’ultima curva, una parabolica veloce verso destra, la Petraltada, inserendo un breve rettilineo che passa all’interno dello stadio di baseball.

E’ lungo 4,304 metri, composto di 17 curve e due zone dedicate al DRS (Drag Reduction System): la prima, sul rettilineo dei box, mentre la seconda tra le curve 3 e 4, quindi subito dopo. La particolarità di questo tracciato è che si corre ad elevata altitudine, la più elevata di tutto il calendario corsistico: ben 2000 metri, rendendo l’aria più rarefatta, mettendo in difficoltà le Scuderie, dato che viene a mancare meno sia il carico aerodinamico delle monoposto, sia problemi riguardanti le Power Unit ibride moderne.

Per quanto riguarda il set di pneumatici, la Pirelli ne porta tre: Soft (rossa), Medium (gialla) e Hard (bianca). I set che si utilizzano per i due stint di gara sono gialla-bianca. Le velocità di punta sono tra le più elevate del Circus, con picchi fino a 370 km/h. Qui sotto, ecco a confronto la conformazione non più utilizzata ( a sinistra), a confronto con quella odierna (a destra):

La competizione sulla vecchia conformazione del tracciato, si è svolta dal 1963 al 1970, poi dal 1986 al 1992 e infine dal 2015 in avanti, ad esclusione del 2020, causa Covid.

Le edizioni più particolari da ricordare, sono principalmente tre:

la prima, nel 1964, dove John Surtees, in seno alla Ferrari, si trova a lottare per il Titolo Mondiale Piloti proprio qui, all’ultima gara, contro Graham Hill e Jim Clark. Quest’ultimo sembrava avviato verso una vittoria certa, dopo quella del 1963, che fu la prima gara che il Circus disputò nella terra dei Nachos, ma a tre giri dalla fine, il motore della sua Lotus-Climax lo tradì, facendogli perdere gara e Titolo. A questo punto, sono rimasti lo scozzese Hill e il londinese Surtees, con una vittoria del Titolo Piloti più indirizzata verso il primo dei due, nonostante l’incidente al 31esimo giro con Lorenzo Bandini, ma proprio l’italiano, al penultimo giro fa passare John, che ottiene il secondo posto e Titolo Mondiale Piloti. La particolarità della Ferrari, fu che si presentò al GP in livrea bianco-blu e non rossa, dato che Enzo Ferrari, per protesta, a causa di dibattiti burocratici per quanto riguarda il regolamento di un altro Campionato al quale partecipava il Cavallino Rampante, ovvero il Mondiale Endurance, decise di affidare le due monoposto alla N.A.R.T (North American Racing Team), fondata da Luigi Chinetti, importatore delle auto maranelliane Oltreoceano;

la seconda edizione importante è quella del 1965, dove Richie Ginther vince la gara sulla Honda RA272, la prima per la Casa nipponica, che fu però soltanto un fuoco di paglia, dato che la Honda non vincerà più, se non come motorista, ma a partire dagli anni ’80, con Williams e McLaren;

la terza ed ultima edizione importante è quella del 1970, in cui Jack Ickx ottiene seconda vittoria della Ferrari, la prima del Cavallino su questo tracciato, interrompendo un dominio lustrale di altri Team, specialmente quelli inglesi.

Dopo questo tuffo nel passato, torniamo all’attuale GP del Messico, 18esima prova di questo Campionato 2021,vede Max Verstappen in vantaggio di 10 punti sul suo diretto inseguitore, Lewis Hamilton. Una lotta tra loro due, a colpi di ruotate, azioni al limite (Imola, Silverstone e Monza) e dichiarazioni giornalistiche che aggiungono pepe all’insieme, rendendo il tutto veramente avvincente, facendo vivere un Mondiale ai tifosi che non si vedeva da anni.

Resoconto della gara 2021:
Max Verstappen: gran partenza dalla terza posizione in griglia ottenuta in Qualifica, superando i due piloti Mercedes, ovvero Lewis Hamilton e Valtteri Bottas, alla fine del rettilineo principale, prendendosi un gran rischio, issandosi in testa e non schiodandosi più da lì, facendo rimanere avvilito il re nero, Campione del Mondo in carica e suo diretto inseguitore.

Lewis Hamilton: gran gara anche la sua, con un secondo posto come risultato, non volendo rischiare più di tanto in partenza, visti i precedenti con il pilota olandese della Red Bull. Tenta di recuperare in gara, cercando di tenere il passo di SuperMax, ma non c’è nulla da fare per superarlo.

Sergio Perez: gara di casa per lui, sostenuto dal tifo locale, che lo incoraggia a superare Hamilton, innescando una battaglia negli ultimi 12 giri e mettendo addirittura in forse, a un certo punto, la vittoria di Verstappen, suo compagno di Team. Ma nonostante ciò, ottiene un terzo posto, che può sembrare poca cosa, ma da qui, dove mancano quattro gare alla fine, non è poca cosa e permette di ridurre a un solo punto la distanza dalla Stella nel Campionato Costruttori.

Pierre Gasly: un eccezionale, meraviglioso e meritato quarto posto, dopo molte gare deludenti e fuori dai punti.

Charles Leclerc: l’alfiere della Rossa arriva quinto, aspettandosi forse di più dalla monoposto, in virtù degli ultimi aggiornamenti apportati e come anche il Team Principal Mattia Binotto aveva annunciato, ma che comunque gli permette di rifarsi della brutta qualificazione in griglia, con un misero ottavo posto.

Carlos Sainz: quinto per la maggior parte della gara, lascia passare il pilota monegasco, causa ordini di scuderia, ma il suo risultato dimostra solidità, costanza e crescita, segno che il sedile del Cavallino se lo è proprio meritato.

Sebastian Vettel: arrivato settimo al traguardo, anche lui dimostra una gran costanza, una delle sue armi vincenti da sempre, portando bei punti in cascina per l’Aston Martin.

Kimi Raikkonen: Iceman arriva ottavo, facendosi valere e dimostrando che, nelle ultime gare della sua carriera, ha ancora qualcosa da dimostrare.

Fernando Alonso: recupera tre posizioni e si porta a casa il risultato, battagliando anche con Russell e uscendone vincitore.

Lando Norris: peccato per la penalità inerente ai componenti della Power Unit, facendolo partire in fondo allo schieramento, ma riesce comunque a portare un punto al Team arancio-blu, ma è un risultato che pesa, perché la Ferrari, l’ha superata nella Classifica Costruttori, dimostrandosi quest’ultima più solida e costante, nonostante non abbia ottenuto ancora una vittoria in questa stagione, al contrario della Scuderia di Woking.

Antonio Giovinazzi: si ritrova sesto, dopo il casino della partenza, ma poi, complici le prestazioni deludenti dell’Alfa Romeo, torna in basso, arrivando 11esimo.

Daniel Ricciardo: bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto per lui, con un settimo posto in griglia e
una forzatura in partenza, danneggiando sia sé stesso, rompendo l’ala anteriore per un contatto
con Valtteri Bottas, danneggiando anche la gara di quest’ultimo.

Esteban Ocon: tutto il weekend in sordina per il francese e non fa né caldo né freddo il suo risultato finale.

Lance Stroll: anche lui vittima delle penalità, arriva quindicesimo, potendo fare di più, al contrario di Vettel, suo compagno di squadra.

Valtteri Bottas: vittima incolpevole: Pole Position inaspettata e insperata, vanificata da un contatto innescato da Ricciardo in partenza. Veramente peccato, poteva essere un weekend migliore.

Nikita Mazepin: gara in sordina per lui, come sempre, ma che arriva davanti al suo compagno di squadra, per una volta.

Mick Schumacher: ritirato subito, appena partita la gara, peccato.

Yuki Tsunoda: gran pasticcio da parte sua il sabato, vanificando il giro finale di Leclerc, che poteva migliorarsi e lo stesso vale con Perez e un risultato finale deludente.

Arrivati alla fine di questo 18esimo Gran Premio del 2021, mancano quattro gare alla fine e sia Verstappen che Hamilton, vogliono portarsi a casa il Mondiale: il primo perché sta cercando amministrare il vantaggio di 19 punti sul secondo, il quale invece vuole superare Michael Schumacher, dato che entrambi sono a sette. L’unico che può impedirlo è proprio il pilota olandese della Red Bull, ma visti i precedenti significativi durante la stagione corrente, cosa potrà ancora accadere? Si toccheranno di nuovo come a Monza, che ha segnato il ritiro di entrambi e arriveranno alle mani (o peggio) o riusciranno a mantenere la calma e giocare d’astuzia e forza per la parte restante del Mondiale? E la Ferrari riuscirà a mantenere la terza posizione in Classifica Costruttori o verrà battuta dalla McLaren?.

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