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La dichiarazione

Giornata mondiale della prematurità, Costa: «Fondamentali assistenza e nutrizione per ridurre complicanze»

«In Italia ogni anno 30mila neonati prematuri»

Andrea Costa

Genova. «In Italia ogni anno nascono circa 30mila bambini prematuri, ossia prima delle 37 settimane di età gestazionale. Rappresentano il 6,9% delle nascite, tasso che con la pandemia è aumentato all’11,2% nei parti da donne con infezione da Sars-Cov-2. La nutrizione con latte materno e l’allattamento al seno rivestono un ruolo speciale per i bambini nati prematuramente. Questi bambini hanno spesso bisogno di cure speciali e talora intensive per un certo periodo di tempo dalla nascita, da pochi giorni fino nei casi gravi ad alcuni mesi. Oltre alla necessaria assistenza medica ed infermieristica, che enormi passi ha fatto negli ultimi 30 anni, la nutrizione riveste un’importanza particolare per ridurre le complicanze connesse alla prematurità ed in generale per migliorare lo sviluppo neuro-cognitivo di questi bambini».

E’ quanto dichiara il sottosegretario di Stato alla Salute Andrea Costa, delegato dal Ministro Roberto Speranza alla trattazione e alla firma di atti relativi all’igiene e alla sicurezza degli alimenti per la nutrizione umana, in occasione della Giornata mondiale della prematurità.

«L’avvio dell’allattamento – spiega Costa -, che per i neonati più prematuri in molti casi inizia con la spremitura del latte materno, è grandemente facilitata dall’accesso illimitato dei genitori alle Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) e dal loro coinvolgimento, per quanto possibile, nella cura dei loro bambini. In occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, colgo dunque l’occasione per ricordare l’impegno del Tavolo tecnico operativo interdisciplinare per la promozione dell’allattamento al seno (TAS) in questa direzione, sostenendo una sempre più ampia adesione delle UTIN al documento di consenso del 2016 sottoscritto da TAS, SIN e Vivere Onlus ossia la Federazione delle Associazioni dei genitori di neonati con bisogni speciali. Gli standard assistenziali attuali devono prevedere per i neonati, ed a maggior ragione se pretermine, un’assistenza centrata sui loro bisogni e su quelli della loro famiglia. Il latte materno (ed in sua assenza il latte umano donato) è parte di questa cura personalizzata, essendo per giunta dotato di proprietà nutrizionali a valenza curativa e preventiva. Insomma, un alimento ancora una volta da valorizzare e privilegiare».

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