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Storico traguardo

Fpi: «Pugilato per atleti con disabilità»

Istituita la Commissione di Studio Pugilato e Disabilità, finalizzata all’accesso degli atleti disabili per la pratica del pugilato amatoriale

Riviera24- pugilato

Genova. Nel 2018 è iniziato un periodo di studio e analisi che si è concluso nel 2020 con la stipula di un protocollo d’intesa tra la FPI ed il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) che ha regolamentato la pratica della nobile arte per i diversamente abili che oggi possono tesserarsi alla Fpi.

La Fpi per garantire la massima attenzione alla materia, ha istituito la Commissione di Studio Pugilato e Disabilità, finalizzata all’accesso degli atleti disabili per la pratica del pugilato amatoriale, composta da esperti e professionisti nonché dai componenti della Commissione Medica Federale e della Commissione Studi e Ricerche. L’aumento del numero di praticanti tesserati ha determinato la volontà di delineare un percorso di pieno coinvolgimento del mondo degli sportivi diversamente abili prevedendo una corretta informazione a tutti gli appassionati e una puntuale formazione dei dirigenti e tecnici delle società e associazioni affiliate alla Fpi, anche raccogliendo le diverse e positive esperienze maturate nel territorio. In passato, peraltro, la Fpi ha già mostrato apertura verso il mondo dello sport per diversamente abili, consentendo il tesseramento di atleti agonisti con sordo-mutismo e di altri atleti e arbitri con specifiche disabilità fisiche.

«In qualità di massimo rappresentante della Fpi» – queste le parole del presidente Flavio D’Ambrosi sono molto soddisfatto di aver raggiunto questo storico traguardo per il pugilato italiano, soprattutto per la sua valenza educativa e sociale. Dal 1 gennaio 2022 le persone diversamente abili avranno la possibilità di poter praticare la nostra disciplina sia nella pre-pugilistica che nella Gym Boxe, attività agonistica con contatto controllato. E’ stato un traguardo, questo della regolamentazione della boxe per disabili, molto difficile da raggiungere, ma, grazie al lavoro delle nostre commissioni mediche, del Consiglio Federale e delle nostre realtà territoriali, ce l’abbiamo fatta. Il mio auspicio è che questo sia una pietra miliare sulla via verso il pugilato come disciplina paralimpica, con l’avallo ovviamente del Cip e degli enti internazionali».

La Fpi ha aderito anche al progetto sulla disabilità proposto dal Social Partner Scholas Occurrentes (Fondazione di Papa Francesco) in collaborazione con il Cip ed Inail, incentrato sull’acquisizione da parte del ragazzi disabili del gesto tecnico del pugilato con rielaborazione in chiave etica-valoriale per il raggiungimento non solo della coordinazione motoria ma del benessere psico-fisico unito a sicurezza, autostima e motivazione, non senza il divertimento, fondamentale ed efficace per una corretta comprensione degli obiettivi prefissati.

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