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L’ordine del giorno

Claudio Muzio (Fi): «Liguria in prima linea per salvare la pesca alla trota»

La Conferenza delle Regioni ha approvato, col contributo dell’assessore Piana, un ordine del giorno che recepisce anche le richieste formulate ad agosto in Consiglio Regionale dal capogruppo di Forza Italia

Piana e Muzio

Genova. La Conferenza delle Regioni ha approvato il 3 novembre un ordine del giorno finalizzato a garantire il mantenimento di un’adeguata politica di immissione nei corsi d’acqua di specie salmonidi, in particolare trote. L’obiettivo è scongiurare le criticità derivanti dall’applicazione del Decreto della Direzione Generale per il Patrimonio Naturalistico del 2 aprile 2020, in primis il rischio di azzeramento repentino delle politiche di gestione dei salmonidi presenti nelle acque italiane da oltre 400 anni come nel caso della trota fario, della trota lacustre e del salmerino alpino, da oltre 200 anni come i coregoni e da diversi decenni come la trota iridea.

Soddisfazione viene espressa dal consigliere regionale Claudio Muzio, capogruppo di Forza Italia e membro della Commissione Attività Produttive, Caccia e Pesca. Il 31 agosto scorso, in esito al blocco delle immissioni di queste specie sancito dal Ministero della Transizione Ecologica, Muzio si era fatto promotore di un’interrogazione con cui sollecitava la Giunta regionale ad «attivarsi col Governo per reintrodurre la possibilità di immettere nei corsi d’acqua della Liguria la trota fario non mediterranea e la trota iridea, anche promuovendo la riclassificazione della prima come specie autoctona». Il consigliere chiedeva inoltre all’assessore di «proporre nelle appropriate sedi istituzionali un accordo che fissi quanto prima un congruo periodo transitorio per consentire da subito le immissioni in ottemperanza alle Carte Ittiche e ai vigenti Piani Ittici regionali, accompagnando il sistema gestionale della pesca nelle acque interne ad un graduale adeguamento della normativa».

«Ringrazio l’assessore Alessandro Piana – dichiara Muzio – per l’impegno profuso in Conferenza delle Regioni su questo tema, anche con la presentazione di un emendamento recepito nel dispositivo dell’ordine del giorno, finalizzato ad inserirvi la richiesta al Governo di adottare uno specifico provvedimento che definisca ‘parautoctone’ le specie salmonidi di cui è stata bloccata l’immissione. L’approvazione di questo odg è un passaggio importante per evitare che i danni derivanti dall’attuale blocco diventino irreversibili, con conseguenze pesantissime per le attività sportive e ricreative connesse alla pesca alla trota, per gli esercenti e per i numerosi posti di lavoro collegati al settore».

Questo il testo del dispositivo dell’ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni: «Impegna il Governo e i Ministeri delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e della Transizione ecologica ad avviare tutte le iniziative necessarie per: garantire il mantenimento di un’adeguata politica di gestione delle popolazioni di salmonidi nell’intero territorio nazionale, con particolare riferimento all’arco alpino ed appenninico, anche mediante idonee attività di immissione di specie ittiche; l’adozione di procedure rapide e snelle per l’ottenimento delle autorizzazioni all’immissione di specie ittiche parautoctone e non autoctone già presenti da decenni e da secoli nelle acque italiane, se necessario anche mediante adozione di uno specifico provvedimento concernente l’immissione di specie ittiche e l’adozione di apposito decreto di individuazione delle specie parautoctone di cui in premessa al presente documento; definire e approvare una disciplina transitoria per consentire la prosecuzione della gestione delle stesse in condizioni di legittimità, limitando i danni a carico del settore della pesca sportiva e professionale, dell’indotto turistico, produttivo e commerciale, causati dal blocco delle immissioni di salmonidi; provvedere, in considerazione delle criticità già espresse dalle Regioni e dalle Province Autonome, a concordare con esse le necessarie proposte di modifica del citato Decreto Direttoriale, con particolare riferimento all’art. 3 ‘Criteri per l’immissione in natura di specie o popolazioni non autoctone’ e all’allegato 3, bilanciando in modo più equo le esigenze di conservazione con quelle economico-sociali e armonizzarlo con Carte ittiche e Piani ittici regionali».

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