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Tenco 2021, a Sanremo torna la grande musica d’autore: Ruggeri e Bersani show fotogallery

Dal dramma dei migranti alla prigionia di Chico Forti: non chiamatele "canzonette"

Sanremo. «Questo non è il Tenco di una volta, questo è il Tenco di sempre». Con la prima serata della 44esima rassegna del Premio Tenco, si chiudono le polemiche scoppiate all’annuncio del tema dell’anno: “Una canzone senza aggettivi”. Una scelta, quella del responsabile artistico della rassegna dedicata alla canzone d’autore, Sergio Secondiano Sacchi, «per prendere le distanze da quella che una volta veniva semplicemente definita “musica leggera”».

E che le canzoni d’artista non siano solo “canzonette” lo hanno dimostrato i protagonisti della prima serata: dal vincitore del Premio Tenco 2021 Enrico Ruggeri a Samuele Bersani, che con Cinema Samuele ha ricevuto la Targa Tenco per il disco assoluto. E ancora I Fratelli Mancuso, Targa Tenco per l’album in dialetto Manzamà; Peppe Voltarelli (accompagnato dal quartetto d’archi dell’orchestra Note libere di Sanremo), che con l’album Planetario, ha ricevuto la Targa Tenco per il miglior disco di interprete e Carlo Mercadante, premiato con un’altra targa Tenco per l’album a progetto da lui prodotto: “Ad esempio a noi piace Rino”. Grande assente Madame, giovanissima artista a cui il Club Tenco ha assegnato ben due Targhe, per l’opera prima e per la canzone Voce, portata al Festival di Sanremo 2020. Madame non ha potuto esibirsi al Teatro Ariston di Sanremo perché malata.

E così gli applausi del pubblico in sala, dove sedeva anche il sottosegretario di Stato alla Salute Andrea Costa, sono andati agli altri premiati, in particolare a Bersani e Ruggeri. Il primo «è uno che non ha mai scritto una canzone brutta – lo ha presentato la giornalista Marinella Venegoni – E in questo senso la sua canzone è senza aggettivi negativi». Samuele Bersani regala emozioni e si emoziona, quando ricorda il suo maestro Lucio Dalla, «L’ho visto in questo teatro, l’ultima volta», dice. Canta canzoni tratte dall’album per il quale è stato premiato, come Harakiri, che a dispetto del titolo parla di un uomo in crisi, sì, ma che trova uno spiraglio di luce e di speranza e vi si aggrappa. Ma non manca di portare nel tempio della musica anche i successi passati, come En e Xanax, storia d’amore ai tempi degli psicofarmaci.

E poi Enrico Ruggeri, che chiude una serata di musica e poesia, parole e colori, con il suo show nello show. «Ondivago tra le tipiche atmosfere del rock, così dense di stimoli suggestivi, e il mondo evocativo della chanson, ama scavare nel ramificato universo dei sentimenti e delle emozioni con il linguaggio discorsivo della quotidianità, lontano da ogni pretesa o artificio letterario», si legge nella motivazione del Premio Tenco: un riconoscimento alla carriera di un artista a tutto tondo, che «grazie anche all’uso di rime e assonanze sapientemente distribuite con apparente noncuranza, si dimostra sapiente creatore di originali costrutti espressivi».

Con la sua band che, sottolinea orgoglioso, «non suona su sequenze pre registrate», Ruggeri porta sul palco dell’Ariston la storia di Chico Forti con “L’America“, che l’artista ha dedicato all’ex produttore televisivo e velista italiano in carcere negli Usa, dove è stato condannato per un omicidio per il quale si è sempre definito innocente. La canzone, spiega l’artista, parla di «un uomo che vive la parte bella del sogno americano, un imprenditore di successo, e poi vive anche l’incubo americano: l’incubo di avere rapporti con un popolo che è costituzionalmente incapace di dire “ho sbagliato” e di chiedere scusa al punto da lasciare per più di 21 anni in carcere una persona che si chiama Chico Forti». Standing ovation per l’artista lombardo, che torna al rock delle origini con il brano che gli diede la fama, proprio sul palco dell’Ariston, quando nel 1980 partecipò al Festival con i Decibel e la loro “Contessa”.

Poi ci sono le melodie struggenti dei Fratelli Mancuso, che con il loro siciliano stretto in “La discesa” raccontano le vite spezzate dei migranti che non ce la fanno e che muoiono attraversando il canale di Sicilia. Storie di uomini «che non sono riusciti a passare», dicono, e in una musica in cui parole e melodia si fondono trasformandosi in un suono-litania descrivono i corpi che affondano in mare.

Una canzone senza aggettivi, pure questa. Perché no, le canzoni d’autore non sono solo “canzonette”.

premio tenco 2021
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