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La nota

Sanremo, non possono lavorare a scuola perché senza laurea: l’intervento dei sindacati

«Invitiamo chi ha formulato il bando, a verificare il Contratto delle Cooperative Sociali»

Banchi di scuola

Sanremo. «Nella giornata odierna si è svolta un’assemblea convocata dalle organizzazioni sindacali con i lavoratori interessati al passaggio d’appalto riferito all’assistenza scolastica nelle Scuole del territorio Sanremese. Per un cavillo burocratico e secondo noi errato, otto persone già dipendenti della cooperativa Nuova Assistenza, non faranno il passaggio come gli altri ventitré, in quanto, secondo quanto previsto nel bando iniziale, la nuova cooperativa avrebbe dovuto assumere tutti educatori professionali, titolo non previsto per la professione svolta ad oggi dai lavoratori interessati», a scriverlo sono Tiziano Tomatis (Cgil Fp), Milena Speranza (Uil Fpl) e Massimiliano Scialanca (Cisl Fisascat).

«Di fatto – si legge nella nota stampa delle sigle sindacali – Parliamo semplicemente di operatori di categoria B, per la quale non sono previste lauree come oggi richiesto, ma neppure diplomi specifici. Invitiamo chi ha formulato il bando, a verificare il Contratto delle Cooperative Sociali, si accorgerà che assistenti ed educatori professionali sono figure ben distinte per competenze, svolgendo di fatto ruoli molto diversi; La differenza infatti si evidenzia nel livello di appartenenza».

Concludono i sindacalisti: «Per tanto, oggi, le organizzazioni sindacali hanno illustrato ai lavoratori, le motivazioni per le quali hanno ritenuto di non poter raggiungere un accordo con la Cooperativa Valdocco e hanno chiesto mandato per richiedere un incontro davanti all’illustrissimo signor Prefetto, i lavoratori da parte loro, hanno comunicato la possibile intenzione di non sottoscrivere il contratto con la nuova cooperativa sostenendo la causa delle colleghe che rimarrebbero escluse. Abbiamo attenzionato il Sindaco Biancheri sulla vicenda, e sappiamo che da oggi ci sta lavorando, nel frattempo ci auspichiamo che possa chiarire ad alcuni suoi Dirigenti che il bisogno di quei bambini non si soddisfa attraverso un pezzo di carta o ad una legge, ma con rapporti di cura e affettivi consolidati negli anni, ai quali non si può sopperire neppure con doppia laurea; Ribadiamo laurea che fino a ieri non era richiesta nello stesso appalto».

 

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