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Raduno annuale a Loreto in ricordo dei partigiani e civili caduti - Riviera24
Anpi a loreto

Raduno annuale a Loreto in ricordo dei partigiani e civili caduti

L’orazione ufficiale è stata tenuta da Amelia Narciso, presidente provinciale A.N.P.I.

Dopo un anno di assenza a causa delle restrizioni covid, nella mattinata di domenica 19 ottobre si è svolto a Loreto, frazione di Triora, il raduno in ricordo dei partigiani e civili caduti nella valle Argentina nel periodo 1943-45 ed in memoria di Vittorio Guglielmo, eroico comandante della seconda divisione Felice Cascione.

Dopo una santa messa a suffragio celebrata da don Nuccio Garibaldi nell’antico santuario, è stata deposta e benedetta una corona d’alloro davanti al monumento dedicato al comandante Vitò. Davanti ai rappresentanti dei Comuni della vallata (Taggia, Montalto-Carpasio, Badalucco e Triora), di quello di Sanremo, con il proprio gonfalone, e del consigliere regionale Enrico Ioculano, ha preso la parola l’avvocato Massimo Corradi, presidente della sezione A.N.P.I. di Arma-Taggia-Valle Argentina, organizzatrice dell’evento, porgendo il più cordiale benvenuto ai numerosi presenti di ogni età.

L’orazione ufficiale è stata tenuta da Amelia Narciso, presidente provinciale A.N.P.I. L’energica signora ha ricostruito le vicende della lotta partigiana, ricordando le efferatezze dei nazifascisti, culminate in veri e propri eccidi, come quelli di Molini e di Andagna. Ha messo in evidenza le figure più rappresentative di quel periodo di lotta, con significativi esempi, auspicando che mai più debbano verificarsi certi episodi.

La manifestazione, semplice e commovente, è stata accompagnata dalle note delle chitarre del prof. Colombo Panizzi e della sua giovanissima allieva Ancilla Bianchi.

Mentre si degustavano pezzi di sardenaira e focaccia, offerti come da tradizione dal bra Globo di Taggia, ci si è dati appuntamento per il prossimo anno, con la speranza che il covid sia del tutto debellato e si possa propagandare, come merita, l’annuale importante raduno, per far sì che la memoria di quel periodo storico non scompaia definitivamente.

 

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