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Il caso

Olivetta San Michele, residenti pronti a bloccare la SS20 per «difendere il nostro territorio»

A fare più male, inoltre, è il paragone con i vicini territori francesi

galleria airole trucco ss20

Olivetta San Michele. «Siamo pronti a bloccare la statale 20». E’ una lettera colma di disperazione, quella inviata alle istituzioni dal comitato spontaneo dei residenti dei Comuni della Val Roja, che a oltre un anno dal passaggio della Tempesta Alex ora chiede certezze per il proprio territorio: «Non possiamo più restare fermi. Siamo pronti anche a bloccare la strada statale 20, con un gesto dimostrativo. E lo facciamo per difendere il nostro diritto democratico finalizzato a farci sentire, a chiedere il Vostro intervento. Se lo Stato esiste, se la Regione c’è, è necessario che siano presenti, e non più con belle parole, ma con fatti e interventi concreti», si legge nella lettera aperta inviata al premier Mario Draghi, al ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini; al governatore della Liguria Giovanni Toti e all’assessore regionale alla protezione civile, Giacomo Giampedrone.

Gli appartenenti al comitato, residenti nei Comuni della val Roja, si sentono abbandonati dalle istituzioni e si chiedono anche che fine abbia fatto il milione di euro donato dal Principe Alberto di Monaco ai paesi dell’estremo ponente ligure colpiti dal maltempo, tra i quali figurano anche Olivetta San Michele, Airole e Ventimiglia. Una donazione trasmessa direttamente a Regione Liguria che si sarebbe poi dovuta far carico di suddividere la cifra donata dal principe monegasco tra le varie amministrazioni colpite dal passaggio dell’urgano.

Ma di finanziamenti, ad oggi, non se ne sono ancora visti. «Dopo parecchi mesi non sono stati ancora definiti i finanziamenti per la Val Roja – si legge – Anche avvalendoci del contributo straordinario di un milione di euro erogato da S.A.S. il Principe Albert II a Regione Liguria». E ancora: «Pur comprendendo la necessità di suddividere tale stanziamento ad una pluralità di Comuni della Val Roja e della Val Nervia, dobbiamo a malincuore sottolineare come lo stesso non sia stato ancora definitivamente assegnato con opere, interventi certi e tangibili, atti a consentire la piena ripresa e funzionalità delle vallate dell’entroterra intemelio, a beneficio delle comunità territoriali, dell’imprenditoria locale, della forza lavoro e dei flussi turistici».

A fare più male, inoltre, è il paragone con i vicini territori francesi, dove i lavori di ripristino e messa in sicurezza sono iniziati subito e proseguono celeri. «Alla luce della recentissima presa di posizione assunta dal Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron che (…) ha dichiarato e ribadito la vicinanza dello Stato alle famiglie colpite dall’alluvione, ha evidenziato i rilevanti investimenti per mettere in sicurezza la Val Roja, e ha preannunciato che solleciterà il Presidente Draghi per la ripresa dei lavori nel tunnel di Tenda».

«Rileviamo con amarezza la percezione del fatto di sentirci abbandonati dalle Istituzioni dello Stato Italiano e della Regione Liguria, alla luce del confronto fin troppo evidente con l’operatività, l’efficienza e i poteri speciali da subito adottati dalla Francia per il ripristino della viabilità stradale e ferroviaria nell’area di propria competenza – concludono gli abitanti -E ci domandiamo cos’altro possiamo fare per ottenere la Vostra attenzione, visto e considerato che le Amministrazioni Comunali hanno più volte chiesto l’intervento sollecitatorio del Prefetto di Imperia, alla luce delle problematiche sopra esposte».

Intanto giovedì 14 ottobre, a Ventimiglia, è atteso un tavolo che vedrà presenti, oltre al sindaco Gaetano Scullino, i colleghi sindaci della val Roja, sia italiani che francesi, per fare il punto sui lavori attuati, e ancora da realizzare, sulla SS20.

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