Quantcast
La sanremese Assotrasporti: «Restano dubbi sull’obbligo di green pass nell’autotrasporto» - Riviera24
La riflessione

La sanremese Assotrasporti: «Restano dubbi sull’obbligo di green pass nell’autotrasporto»

«E' giusto e doveroso pretenderne l’esibizione da parte di tutti i lavoratori che operano sul territorio nazionale, italiani o stranieri che siano»

riviera24 - Assotrasporti

Sanremo. La sanremese Assotrasporti, associazione di categoria dell’autotrasporto, unitamente a Eumove, associazione paneuropea per la mobilità, segnala le criticità causate dall’obbligo di green pass che presto dovranno affrontare gli autotrasportatori.

«La priorità è garantire a tutti i lavoratori di svolgere la propria attività in sicurezza. L’obbligo di green pass è stato scelto dal Governo come ulteriore misura per affrontare l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di Covid-19: se il Governo intende procedere in questa direzione, è giusto e doveroso pretenderne l’esibizione da parte di tutti i lavoratori che operano sul territorio nazionale, italiani o stranieri che siano» – dichiara Secondo Sandiano, presidente Assotrasporti e vice presidente vicario di Eumove.

«La tutela della salute deve essere garantita, ma il Governo deve anche proteggere le aziende italiane dagli effetti collaterali che la normativa può causare: se l’obbligo non venisse esteso anche ai lavoratori stranieri che operano in Italia, la competitività dei nostri imprenditori verrebbe lesa, favorendo il fenomeno del dumping sociale che da anni si sta tendando di combattere sia a livello nazionale, sia a livello europeo» – aggiunge Fabrizio Civallero, segretario nazionale Assotrasporti.

«Le criticità derivanti dall’imminente entrata in vigore dell’obbligo di green pass possono essere mitigate da una regolamentazione più equa: oltre al rischio di perdita di competitività per i nostri autotrasportatori, si segnalano problematiche nel controllo della regolarità dei certificati da parte delle aziende e nella programmazione del lavoro per l’impossibilità di conoscere in anticipo la scadenza dei certificati dei propri dipendenti. Le verifiche anticipate non oltre le 48 ore non permettono di organizzare trasporti che necessitano più giorni di impegno per l’autista. Un’azienda deve sapere con anticipo se il proprio dipendente deve effettuare il tampone ogni due giorni, in modo da programmare il lavoro di conseguenza» – afferma.

«In tutti i settori lavorativi ci sono persone che manifestano la propria contrarietà all’obbligo in vigore da venerdì 15 ottobre 2021. Gli autotrasportatori non fanno eccezione. Siamo però contrari alla narrazione del ‘camionista no-vax’ diffusa in seguito alla protesta social di alcuni esponenti che poche settimane fa hanno minacciato il blocco autostradale, gettando discredito sull’intero comparto» – aggiunge Sandiano.

«Al momento non sono disponibili dati sulle vaccinazioni suddivisi per tipologia di lavoro. È quindi difficile prevedere se e quanti camion rimarranno fermi sui piazzali a partire dal 15 ottobre 2021. Tuttavia, precisiamo che la carenza di autisti non è causata dal Covid-19, ma è la conseguenza di anni di noncuranza delle autorità nei confronti del settore che hanno reso il lavoro sempre meno attrattivo e di più difficile accesso. L’obbligo di Green Pass potrebbe solo acuire un problema che necessita una riforma strutturale del comparto» – conclude Civallero.

Da anni l’autotrasporto si trova ad affrontare numerose emergenze, prima su tutte la precarietà delle infrastrutture stradali, per la quale Assotrasporti ed Eumove si battono da tempo. Le associazioni invitano tutti i cittadini, politici, associazioni, enti e imprese a partecipare attivamente alla campagna “Salva Vite” per la messa in sicurezza del sistema viario e ferroviario italiano, iscrivendosi al gruppo Facebook “Stato emergenza strade e ferrovie per prevenire crolli e morti” per dare suggerimenti e inviare segnalazioni.

commenta