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Due carabinieri medaglie d'oro al valor militare nella lotta al terrorismo: il racconto dello storico sanremese Gandolfo - Riviera24
Tuffo nel passato

Due carabinieri medaglie d’oro al valor militare nella lotta al terrorismo: il racconto dello storico sanremese Gandolfo

Si tratta dell'appuntato Enea Codotto e del carabiniere Luigi Maronese

cappello carabinieri lutto

Sanremo. Lo storico sanremese Andrea Gandolfo ha scritto un articolo sull’appuntato Enea Codotto e il carabiniere Luigi Maronese, Medaglie d’Oro al Valor Militare alla Memoria, che sarà pubblicato sul prossimo numero del “Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri”.

«Tra le tante vittime del terrorismo negli anni di piombo figurano anche diversi militari dell’Arma, che non hanno esitato a immolare la propria vita per difendere le istituzioni democratiche. Alcuni di loro sono stati anche insigniti con una medaglia d’oro al valor militare, come l’appuntato Enea Codotto e il carabiniere Luigi Maronese, caduti in uno scontro a fuoco con alcuni terroristi, a Padova, il 5 febbraio 1981, e decorati entrambi con la massima onorificenza al valor militare alla memoria. Enea Codotto era nato a Latisana, in provincia di Udine, il 22 aprile 1955. Arruolatosi nell’Arma nel 1975 come carabiniere effettivo, era stato promosso appuntato nel 1981 per “benemerenze d’istituto”, in quanto, libero dal servizio d’ordinanza, nel luglio del 1980, a Bibione di San Michele al Tagliamento, era riuscito a disarmare e arrestare un malvivente che aveva appena perpetrato, insieme a tre complici, una rapina in una banca, fuggendo con un ostaggio. I complici erano stati tutti successivamente identificati come appartenenti alla “banda Vallanzasca”, evasi dal carcere di San Vittore. Dopo aver prestato servizio presso la Stazione di Teolo, dal 1976 era in forze, come Appuntato, presso il Nucleo radiomobile della Compagnia di Abano Terme. Luigi Maronese era nato invece a Treviso l’8 ottobre 1957 all’interno di una modesta famiglia di contadini. Entrato nelle file dell’Arma nel 1977 come Carabiniere ausiliario, dopo aver compiuto il servizio militare di leva, era stato arruolato come Carabiniere effettivo nel 1978 e inviato presso la Compagnia di Portogruaro. Nel 1979, completato un apposito corso, sarebbe stato assegnato alla Legione di Padova, presso il locale Nucleo radiomobile, in qualità di conduttore di autoradio.

La sera del 5 febbraio 1981 al centralino del Comando Carabinieri di Padova era giunta la telefonata di un cittadino, il quale segnalava che alla periferia sud-est della città, lungo l’argine che costeggia il canale Scaricatore nel quartiere Bassanello, un gruppo sospetto di sei individui stava trafficando sulla sponda, e uno di loro, in tenuta da sub, si stava immergendo in acqua. Sul posto venne subito inviata una pattuglia del Nucleo operativo e radiomobile con a bordo l’Appuntato Enea Codotto e il Carabiniere Luigi Maronese. Giunti a destinazione, Codotto e Maronese sorpresero quelli che si sarebbero poi rivelati alcuni militanti del gruppo terroristico neofascista dei Nuclei armati rivoluzionari, intenti a recuperare un borsone di armi precedentemente nascoste nel letto del canale. I terroristi rispondevano ai nomi di Giuseppe Valerio Fioravanti, detto “Giusva”, di suo fratello Cristiano, di Francesca Mambro, di Gilberto Cavallini, di Giorgio Vale e di Gabriele De Francisci. Erano appena arrivati che i due militari si trovarono davanti un tizio che, con una maschera da sub in mano, puntava verso la riva del canale, dove lo stava aspettando un altro individuo. I due carabinieri scesero allora dall’auto, con i mitra imbracciati. Dalla destra del terrapieno qualcuno aprì il fuoco, centrando l’Appuntato Codotto in varie parti del corpo. Prima di cadere, Codotto fece partire una sventagliata di mitra, che ferì gravemente uno dei terroristi. Sparò anche Maronese. Fioravanti venne ferito ad entrambe le gambe. Entrarono in azione anche gli altri due terroristi “neri”. Maronese venne raggiunto da tre proiettili, ma non si arrese, aggrappandosi a una portiera dell’auto. Venne finito dai malviventi con un colpo sparato da distanza ravvicinata. Valerio Fioravanti, gravemente ferito nello scontro a fuoco, verrà arrestato poco dopo dalle forze dell’ordine. Il comportamento dei due militari consentì l’identificazione e l’arresto di numerosi componenti del gruppo eversivo e di fiancheggiatori appartenenti alla delinquenza comune, nonché il recupero di molte armi, munizioni, esplosivi e documenti. Il terrorista ferito risultò essere uno dei latitanti di spicco della formazione terroristica. Da tempo era ricercato come autore di gravi reati, tra cui gli omicidi del magistrato Mario Amato e degli agenti Maurizio Amesano e Francesco Evangelista.

Come riconoscimento del loro eroismo, il 29 gennaio 1982, con decreto del Presidente della Repubblica, è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare alla memoria all’appuntato Enea Codotto e al carabiniere Luigi Maronese. Nella motivazione della prima onorificenza si può leggere: “Capo equipaggio di autoradio di nucleo operativo e radiomobile, già distintosi in precedente rischiosa operazione di servizio per la quale era stato promosso per benemerenze d’istituto, interveniva di notte, in località isolata, ove sorprendeva alcune persone sospette, risultate successivamente appartenere a pericoloso gruppo eversivo, mentre recuperavano armi e munizioni precedentemente occultate in un canale. Sostenuto dall’azione del militare autista – che reagiva con l’arma in dotazione, benché ferito da terrorista in agguato – ingaggiava con quest’ultimo violento conflitto a fuoco, incalzandolo e ferendolo gravemente. A sua volta proditoriamente aggredito dagli altri terroristi che gli esplodevano contro numerosi colpi di arma da fuoco, cadeva privo di vita. L’eroico comportamento consentiva la cattura del terrorista ferito, l’identificazione e l’arresto di numerosi componenti del gruppo eversivo e di fiancheggiatori appartenenti alla delinquenza comune, nonché il recupero di un notevole quantitativo di armi, munizioni, esplosivi e documenti rinvenuti anche in diversi covi dagli stessi utilizzati. Mirabile esempio di eccelse virtù militari, fulgido ardimento ed assoluta dedizione al dovere. Padova, 5 febbraio 1981”.

La motivazione della seconda è invece così concepita: “Conduttore di autoradio di nucleo operativo e radiomobile, interveniva, di notte, in località isolata, unitamente a graduato capo equipaggio, per identificare alcune persone, risultate successivamente appartenere a pericoloso gruppo eversivo, mentre recuperavano armi e munizioni precedentemente occultate in un canale. Proditoriamente aggredito da terrorista in agguato, mentre si accingeva ad allertare la centrale operativa, benché gravemente ferito da colpi di arma da fuoco, reagiva con l’arma in dotazione favorendo l’intervento del capo equipaggio che, dopo violento scontro a fuoco, feriva gravemente il malfattore, prima di cadere, a sua volta, colpito da altri terroristi. L’eroico comportamento consentiva la cattura del terrorista ferito, l’identificazione e l’arresto di numerosi componenti del gruppo eversivo e di fiancheggiatori appartenenti alla delinquenza comune, nonché il recupero di un notevole quantitativo di armi, munizioni, esplosivi e documenti rinvenuti anche in diversi covi dagli stessi utilizzati. Luminoso esempio di attaccamento al dovere spinto fino all’estremo sacrificio. Padova, 5 febbraio 1981”.

Il 29 marzo 2010 all’Appuntato Enea Codotto è stata concessa l’onorificenza di “vittima del terrorismo” “per gli alti valori morali espressi nell’attività prestata presso l’Amministrazione di appartenenza e per i quali, a Padova, il 5 febbraio 1981, venne ucciso in un conflitto a fuoco dai terroristi dei Nuclei armati rivoluzionari, dopo averli sorpresi nel tentativo di recuperare armi precedentemente occultate”. Ai nomi di Enea Codotto e Luigi Maronese è intitolata la sede del Comando della Legione Carabinieri Veneto, mentre al solo Codotto sono intitolate le sedi della Compagnia Carabinieri di Latisana e delle Stazioni di Bibione di San Michele al Tagliamento e di Teolo. A Luigi Maronese è intitolata invece la sede della Compagnia Carabinieri di Vittorio Veneto. A Codotto sono dedicati inoltre un lungargine, insieme a Luigi Maronese, a Padova, una piazza a Latisana e una via a Stra. A Codotto e Maronese è intitolata anche la sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Mestrino, in provincia di Padova. Il 5 febbraio 2004, in occasione del 23° anniversario del conflitto a fuoco, all’Appuntato Enea Codotto e al Carabiniere Luigi Maronese è stata solennemente intestata la caserma sede del Comando Provinciale Carabinieri di Padova» – scrive lo storico sanremese Andrea Gandolfo.

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