Quantcast
Censurato il film sul massacro del Circeo, uno degli interpreti: «Questa pratica genera ignoranza» - Riviera24
"la scuola cattolica"

Censurato il film sul massacro del Circeo, uno degli interpreti: «Questa pratica genera ignoranza»

«Secondo quale criterio un adolescente minorenne non dovrebbe guardare questa pellicola? Donatella Colasanti aveva 17 anni e questo "film" lo ha letteralmente vissuto sulla sua pelle»

Il 7 ottobre scorso è uscito nelle sale cinematografiche di tutta Italia il film “La scuola cattolica“, tratto dall’omonimo libro di Albinati, Premio Strega nel 2016, ispirato al massacro del Circeo, presentato fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia.

La pellicola, che vede nel cast Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Benedetta Porcaroli, è stata giudicata secondo metodi censori che dovrebbero appartenere al passato ed è stato imposto il divieto di vedere il film agli under 18, suscitando una grande sorpresa nelle famiglie delle vittime dell’atroce violenza avvenuta nel 1975, Rosaria Lopez e Donatella Colasanti.

Questa la motivazione della decisione presa dalla Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche: “Il film presenta una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima e del carnefice. In particolare i protagonisti della vicenda pur partendo da situazioni sociali diverse, finiscono per apparire tutti incapaci di comprendere la situazione in cui si trovano coinvolti”. Per questa ragione, uno degli interpreti, l’acquilano Alessandro Cantalini, ha deciso di scrivere una propria riflessione su quanto accaduto:

«La Censura genera ignoranza. Io sono della convinzione che un qualsiasi essere umano abbia il diritto di assimilare quanto più possibile da un’opera d’arte (che sia un libro, un film, un dipinto, un brano musicale) per trarne un’idea propria. Secondo quale criterio un adolescente minorenne non dovrebbe guardare questo film?! Donatella Colasanti aveva 17 anni e questo “film” lo ha letteralmente vissuto sulla sua pelle.

Molte persone vedono nella pellicola “una narrazione filmica che ha come suo punto centrale la sostanziale equiparazione della vittima (Bene) e il suo carnefice” (Male), (nonostante Mordini stesso abbia sottolineato più volte di non voler esplicitare la violenza per evitare che Angelo Izzo potesse passare erroneamente come un Eroe, delineandone così un immagine sbagliata e distorta). Questa presunta immagine sarebbe scaturita da un dialogo tra un professore e i suoi alunni, che vede una riflessione paradossale su Dio, e sul Bene e il Male.

Io concludo rivolgendo ai censori lo stesso paradosso proposto nella suddetta scena: «Chi è la vittima? Gesù? O l’aguzzino, sopraffatto dalla sua stessa malvagità? Chi è il colpevole? Il Peccatore? O Gesù, che servendosi della malvagità insita nell’essere umano, diventa un martire, facendosi idolatrare?».

Quindi: Chi è il colpevole? E chi è la vittima? Il film Censurato? O il censore, che nasconde un messaggio importante e significativo che il film vuole trasmettere. Il Censore in fondo, censurando non si pone sullo stesso piano di ciò che censura?
Nonostante ciò posso dire di voler ringraziare questa censura per aver “promosso” il successo del film, stimolando, al contrario, nei giovani la curiosità e l’interesse nel volerlo vedere, nel voler sapere».

commenta