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Arma di Taggia celebra la Giornata Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro - Riviera24
71ª edizione

Arma di Taggia celebra la Giornata Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro

Santa messa nella chiesa S. Antonio e cerimonia civile a Villa Boselli

Taggia. Si celebra il 10 ottobre a Taggia la 71ª edizione della Giornata Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, che anche quest’anno ha inviato un messaggio, con il Patrocinio di Rai Per il Sociale e la Media Partnership della Tgr Rai, che ha inteso garantire il pieno sostegno delle testate giornalistiche, e il Patrocinio della Città di La Spezia, con manifestazioni in tutta Italia organizzate dalle sedi Anmil cui prendono parte le massime istituzioni in materia per confrontarsi sui dati relativi al fenomeno infortunistico e su cosa è necessario fare per una maggiore sicurezza sul lavoro. Il programma della sede Anmil territoriale si svolge nel seguente modo: alle 10 la S. Messa presso la chiesa di S. Antonio e la cerimonia civile nella sala di Villa Boselli alle 11. Partecipano oltre al presidente territoriale Anmil Agostino Nicodemo e a tutto il consiglio locale, il sindaco di Taggia Mario Conio, la responsabile Inail di Imperia Giovanna Cannonero, il vice prefetto aggiunto Maria Grazia Pepe, l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, lo psicoterapeuta Sandro Brezzo.

La manifestazione principale quest’anno si svolge al Teatro Civico di La Spezia con la partecipazione del Ministro del Lavoro, l’onorevole Andrea Orlando, del presidente Commissione di Inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia Gianclaudio Bressa, del presidente nazionale ANMIL Zoello Forni, del presidente dell’Inail Franco Bettoni, del direttore dell’Inl (Ispettorato Nazionale del Lavoro) Bruno Giordano. Aprono i lavori il sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, il prefetto di La Spezia Maria Luisa Inversini, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il presidente territoriale Anmil Roberto Messini, il presidente Anmil Liguria Rita De Falco e il presidente Autorità Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale Mario Sommariva.

«La crisi economica e la ripartenza delle attività produttive rappresentano un terreno insidioso per la sicurezza dei lavoratori – afferma il presidente di Anmil Imperia Agostino e lo dimostra la nuova impennata di incidenti a cui stiamo assistendo. Il bilancio infortunistico di questo 2021 è addirittura peggiore rispetto agli anni pre-pandemia. Come dieci anni fa, ancora oggi ogni giorno mediamente tre lavoratori rimangono vittime di infortuni mortali, per non parlare di coloro che muoiono dopo anni di lunghe sofferenze nel più assoluto silenzio dei media, i cui numeri sono ben 5 volte superiori. Oggi più che mai serve una forte cultura della sicurezza che guidi datori di lavoro, e lavoratori stessi, nella quotidianità delle proprie azioni. Dobbiamo vincere la tendenza ad aggirare le regole al fine di semplificare le procedure di lavoro o trarne maggiore profitto: comportamenti da condannare con efficaci azioni repressive, ma prima ancora da prevenire con la cultura e l’informazione».

Per rafforzare l’azione di sensibilizzazione verso le istituzioni, l’Anmil è stata ricevuta nei giorni antecedenti il 10 ottobre dalla Commissioni parlamentare Lavoro del Senato, presieduta dalla senatrice Susy Matrisciano, e la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, presieduta dal senatore Gianclaudio Bressa. Per promuovere la Giornata è stato realizzato uno spot, tratto dal cortometraggio “Restare” di Costanza Giordano, premiato dall’Anmil nell’ambito del Festival internazionale Tulipani di Seta Nera, a disposizione per contribuire a diffondere la cultura della prevenzione agli infortuni lasciando #NEVALEVALAPENA?. La cerimonia civile può essere seguita in diretta streaming sulla pagina ANMIL Facebook e sul canale ANMIL Youtube.

La Giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro affonda le sue radici nella storia dell’Anmil (fondata nel 1943) quando il Comitato Esecutivo dell’epoca, nella riunione a Firenze del 26 novembre 1950, deliberò che il 19 marzo di ogni anno sarebbe stata celebrata in tutta Italia la “Giornata del Mutilato del Lavoro”, e che in tale occasione sarebbero stati consegnati i Distintivi d’onore e i Brevetti ai Grandi Invalidi del Lavoro. La prima “Giornata Nazionale del Mutilato” si tenne, dunque, a Roma il 19 marzo 1951 e per l’occasione, il giorno precedente, l’allora presidente nazionale Anmil Bartolomeo Pastore tenne un discorso di presentazione dell’iniziativa alla radio, fatto di eccezionale rilevanza per l’epoca. Lo scopo era quello di ricordare all’opinione pubblica, alle istituzioni ed alle forze politiche la necessità di concentrare la propria attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di garantire la giusta tutela alle vittime del lavoro e alle loro famiglie. Dal 1998, con Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 aprile 1998 e poi del 7 marzo 2003, tale ricorrenza è stata istituzionalizzata, nella seconda domenica di ottobre di ogni anno, su richiesta dell’Anmil e alle manifestazioni organizzate dalle sedi associative in tutta Italia intervengono in gran numero, sindaci, assessori, autorità locali oltre a parlamentari ed esponenti del Governo, trattandosi di un tema che riguarda tutto il mondo del lavoro e i cittadini. Da oltre mezzo secolo lo spirito della Giornata è rimasto invariato, sebbene si sia arricchito di nuove ma legittime istanze e oggi costituisce un doveroso momento di riflessione sul sacrificio di quanti hanno perso la vita nello svolgimento della propria professione, nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore. Questa manifestazione vuole inoltre sottolineare che uno Stato civile non può permettere che si creino situazioni discriminanti tra i cittadini e, anzi, deve operare affinché qualsiasi barriera venga eliminata e l’handicap, che esiste soprattutto in relazione alle difficoltà che un disabile incontra, tenda a scomparire.

Le famiglie delle vittime di infortuni e malattie professionali che hanno come conseguenza la morte del lavoratore restano purtroppo prive di sostegni adeguati. «Oltre al dolore incalcolabile della perdita di un proprio caro, vedove e orfani devono affrontare enormi difficoltà, sia di ordine economico che sociale, delle quali lo Stato deve farsi carico. In loro favore si dovrebbe e potrebbe fare molto di più, sia dal punto di vista della tutela assicurativa sia per favorirne la piena integrazione lavorativa e sociale:

sul fronte della tutela assicurativa si pensi che la domanda per la rendita ai superstiti è a carico dell’interessato che ha 90 giorni utili per inoltrarla all’Istituto, decorsi i quali, si decade dal diritto; sarebbe dunque auspicabile un superamento di questo meccanismo tramite riconoscimento automatico del diritto alla prestazione; oltretutto si potrebbe aumentare a 60 la percentuale di rendita attualmente riconosciuta al coniuge nella misura del 50%, equiparandola così alla percentuale prevista per la reversibilità della pensione Inps. Ancora, in favore degli orfani, dovrebbero essere riconsiderati i limiti attualmente imposti per l’erogazione della rendita ai superstiti che l’Inail riconosce solo fino a 18 anni, a meno che non siano studenti universitari (in questo caso si arriva a 26 anni), negando a ragazzi ancora giovani un supporto economico di cui, inevitabilmente a quell’età, si ha ancora bisogno. Non da ultimo, si pensi alla mancanza di tutela assicurativa delle coppie conviventi, una realtà ormai diffusissima ma non considerata dalla normativa attuale, che rischia di lasciare famiglie prive di qualunque sostegno e che dovrebbe essere sanata da un intervento legislativo. Preme poi sottolineare che la normativa attuale esclude da ogni forma di risarcimento i genitori e i fratelli nel caso in cui il deceduto non abbia familiari a carico, il che – in pratica – vuol dire negare che questi stretti congiunti abbiano diritto al riconoscimento di un qualsiasi danno morale, mentre viene previsto solo un assegno funerario. Una storia è quella della signora Adele Chiello Tusa, madre del giovane Giuseppe, morto nel 2009 a seguito del crollo della torre piloti nel porto di Genova il cui processo è seguito dall’avvocato Alessandra Guarini e ancora attende giustizia. Per quanto riguarda poi la modalità di calcolo della rendita Inail, il Testo Unico infortuni prevede che, oltre alla percentuale di disabilità riportata dal lavoratore, sia contemperato anche il criterio della retribuzione del lavoratore al momento dell’infortunio. Ciò significa, per fare un esempio, che la perdita di un braccio da parte di un operaio sessantenne viene riconosciuta con un importo anche di gran lunga maggiore rispetto a quanto può essere riconosciuto ad un giovane ventenne con un contratto part-time o di apprendistato, nonostante abbia un’aspettativa di vita maggiore e il suo futuro lavorativo sia ancora tutto da scrivere. Anche su questo sarebbe dunque auspicabile un superamento dell’attuale sistema di calcolo prendendo come base di riferimento comunque la retribuzione massima prevista dal Ccnl del settore di appartenenza.

sul fronte dell’integrazione lavorativa e sociale è stato evidenziato che l’attuale quota di riserva prevista dalla legge per il collocamento mirato delle categorie di cui all’art. 18 L. 68/99 non garantisce un’adeguata tutela ai superstiti delle vittime del lavoro (vedove e orfani), che raramente riescono ad accedere ad un’assunzione. Ciò considerato, l’Anmil chiede di separare la quota di riserva in favore di coniuge e orfani delle vittime del lavoro da quella delle altre categorie, in modo da assicurare loro maggiori opportunità di inserimento lavorativo. Si ritiene altresì inaccettabile che la rendita ai superstiti Inail debba essere conteggiata nel reddito rilevante ai fini Isee, ciò significa escludere famiglie già in difficoltà da prestazioni sociali e assistenziali fondamentali; per questo l’Anmil sta lavorando affinché con i prossimi provvedimenti legislativi sia finalmente eliminata questa ingiustizia- Purtroppo è facile immaginare come eventi mortali e/o invalidanti a causa del lavoro possano incidere sulla serenità e stabilità di un nucleo familiare, si ritiene pertanto necessario garantire il diritto ad un sostegno psicologico, erogato dall’INAIL ma troppo spesso negato, non solo per la vittima, ma anche per i congiunti conviventi che si trovano a subire le gravi conseguenze di un incidente sul lavoro e/o di una malattia professionale.

invalidi del lavoro, interventi che si ritengono necessari a tutela dei lavoratori che hanno subito un infortunio sul lavoro e/o hanno contratto una malattia professionale:

reinserimento nel mercato del lavoro sia rispetto al vecchio lavoro che alla possibilità, ancor più ardua, di inserirsi in un nuovo contesto. Su questo l’Anmil ritiene che l’obiettivo primario delle future politiche del lavoro debba essere quello di un superamento della visione del lavoratore disabile come obbligo imposto dalla legge per favorire invece una più efficace integrazione che, valorizzandone le competenze, possa indirizzarlo nel posto di lavoro più appropriato. Allo stesso tempo si auspica un superamento delle difficoltà di reinserimento lavorativo degli invalidi attraverso un sistema di orientamento e protezione dei lavoratori dopo l’infortunio o la malattia, favorendo l’attuazione delle nuove possibilità offerte dal regolamento Inail per la conservazione del posto di lavoro o l’inserimento in una nuova occupazione.

nuovo regolamento Inail necessità di un monitoraggio da parte di Anmil sull’adozione del regolamento Inail che dovrebbe essere approvato a breve al fine di renderlo più aderente alle singole esigenze degli assistiti attraverso un’adeguata individuazione delle prestazioni cui si ha diritto, fornendo altresì alle sedi territoriali dell’Istituto indicazioni univoche che garantiscano uniformità di applicazione a livello nazionale.

avanzo di bilancio Inail annuale, ogni anno, l’Inail ha un consistente avanzo di bilancio che, accumulandosi nel corso del tempo, ha determinato la disponibilità di fondi Inail nelle casse dello Stato per un importo pari a circa 35 miliardi di euro. La sollecitazione dell’Anmil, peraltro supportata anche dallo stesso Inail, è che almeno
l’avanzo annuale possa essere progressivamente ridotto investendo nel miglioramento e nell’aumento delle prestazioni a tutela degli assistiti: ad esempio prevedendo l’ampliamento della copertura assicurativa a favore dei quasi 2 milioni di lavoratori che ancora oggi ne sono privi, si pensi agli appartenenti alle forze armate, ai vigili del fuoco, ai giornalisti, ai medici di base solo per citarne alcuni» – dice Anmil Imperia.

L’Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro (ANMIL) è nata nel 1943 ed è attualmente riconosciuta come ente morale con personalità giuridica di diritto privato, cui è affidata la tutela e la rappresentanza delle vittime di infortuni sul lavoro, dei lavoratori che contraggono malattie professionali nonché delle vedove e degli orfani dei caduti per il lavoro (D.P.R. 31 marzo 1979). L’Associazione da ormai 78 anni si impegna in prima linea per una sempre maggiore sicurezza in ambito lavorativo, e ancora di più affinché siano riconosciuti il giusto e dignitoso trattamento economico, le opportune cure e assistenze a coloro che hanno sacrificato la propria salute, la propria integrità fisica e la propria vita per il lavoro, ma anche supporto e assistenza ai familiari dei caduti sul lavoro. Ad oggi l’Anmil conta circa 300.000 iscritti e rappresenta una categoria composta da quasi 700.000 titolari di rendita Inail, tra infortunati sul lavoro, vedove ed orfani di caduti sul lavoro. L’Anmil è diffusa in modo capillare sul territorio nazionale: oltre alla direzione generale a Roma, ci sono 21 sedi regionali, 105 sezioni provinciali, 200 sottosezioni e 500 tra delegazioni comunali e fiduciariati. Dal 1° maggio 1999 l’Anmil è entrata nel Consiglio di Indirizzo e Vigilanza (CIV) dell’Inail quale unico rappresentante degli invalidi del lavoro. Dal 2011 è stato poi previsto che un componente dell’Associazione sieda anche nei Comitati Consultivi Provinciali dell’Inail, mentre con il D.lgs. n. 151/2015 è stata prevista la partecipazione dell’Anmil all’interno della Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Un impegno vasto, dunque, che vede l’Anmil interlocutrice delle Istituzioni attenta e costruttiva, non solo per lo studio e la valutazione costante delle maggiori e più urgenti criticità per la categoria, ma anche nell’offrire proposte e soluzioni che la vedono impegnata in prima persona per una sempre migliore tutela di tutte le vittime del lavoro e delle loro famiglie. Tra le numerose iniziative che coinvolgono l’intero territorio nazionale va segnalata la Giornata Nazionale per le vittime degli Incidenti sul Lavoro – istituzionalizzata con Direttiva del Governo Prodi nel 1998 su richiesta dell’associazione – che fin dal 1951 viene celebrata in tutta Italia dalle sedi dell’Anmil, la seconda domenica di ottobre. L’associazione edita il periodico ‘Obiettivo Tutela’, che viene spedito agli iscritti, ai parlamentari, ai principali referenti istituzionali e a numerosi soggetti che si occupano della tematica, al quale si affiancano l’aggiornamento e gli approfondimenti quotidiani attraverso il sito www.anmil.it, la pagina Facebook e gli altri canali social.

I principali servizi offerti dall’Anmil:
• Numero verde unico per informazioni e assistenza 800.180943
• Consulenza legale generica e specialistica
• Consulenza medico-legale sui postumi dell’infortunio
• Istruzione di pratiche in materia infortunistica, previdenziale ed assistenziale
• Supporto per questioni connesse al collocamento al lavoro
• Rapporti con gli enti locali per l’erogazione di prestazioni legate all’invalidità
• Patronato che offre prestazioni in termini di assistenza previdenziale
• Assistenza fiscale.

I dati.

Il manifesto.

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