Tribunale

Arma di Taggia, aveva droga e un arsenale in casa: patteggia 5 anni di carcere

Il pregiudicato era in carcere dal momento dell'arresto

Mario Mandarano

Taggia. Lo avevano trovato con in casa un vero e proprio arsenale di armi, oltre a 2,3 chilogrammi di marijuana e sei pezzi (circa 50 grammi) di hashish: Mario Mandarano, calabrese d’origine ma da tempo residente a Taggia, ha patteggiato stamane cinque anni di carcere per l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, possesso di armi e ricettazione. A difenderlo è stato il noto avvocato penalista Marco Bosio, che ha patteggiato per il suo assistito davanti al gup del Tribunale di Imperia Massimiliano Botti e il pm Antonella Politi.

Mandarano si trova in carcere dal marzo del 2020, quando durante una perquisizione, la polizia trovò nella sua cantina un vero e proprio arsenale, composto da armi da guerra, sostanze esplosive, armi comuni da sparo con relative munizioni e armi “bianche”. In una scatola di polistirolo, riposta nel locale pertinente all’abitazione dell’uomo, gli agenti della Mobile avevano trovato due pistole mitragliatrici, di cui una “K1” con relativo caricatore rifornito, e una “Kerberos Trade” calibro 9 con due caricatori; due bombe a mano, di cui una di fabbricazione italiana e una M75 di fabbricazione Jugoslava. E ancora, cinque pistole: una “Arminiuscalibro 38 special tedesca completamente carica di munizioni, una “Beretta” cal. 7,65 para bellum trovata con il caricatore rifornito e il colpo in canna, una pistola automatica marca “MAB” modello C di produzione francese cal. 7,65 anch’essa con il caricatore rifornito e il colpo in canna, una revolver “Amedeo Rossi Sao Leopoldo” calibro 38 special carica di munizioni e una Beretta 950B calibro 6.35 completa di caricatore rifornito e colpo in canna. E ancora quattro fucili, di cui due a pompa, uno a canne mozze privo di marca e matricola, con due cartucce in canna al momento del ritrovamento e un fucile “Jager” completo di due caricatori e un silenziatore. Centinaia le cartucce di vario tipo trovate nella cantina. Gli esplosivi sequestrati, inoltre, erano due manufatti di fattura artigianale con miccia a lenta combustione contenenti materiale esplosivo tipo tritolo, in forma cilindrica, e due detonatori di alluminio a miccia.

Tra le cosiddette armi “bianche” trovate in possesso di Mandarano, figura anche uno spadino con incisa una svastica e un’aquila sul manico, con una lama di 23,5 centimetri.

 

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