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“Squadra mista” italo-francese, 27 arresti in nove mesi. Incontro tra vertici a Mentone foto

«Una squadra che opera sulla base di un'accurata analisi del rischio e che consente di muovere pedine nella percezione della minaccia»

Mentone. Ventisette arresti, 7419 persone e 2730 veicoli controllati. E’ il bilancio dei primi nove mesi dall’avvio, il 10 dicembre scorso, della fase sperimentale del dispositivo operativo permanente che assicura la sorveglianza transfrontaliera e darà supporto agli altri servizi della polizia francese e italiana che già operano nell’ambito del contrasto all’immigrazione clandestina.
Il bilancio è stato tracciato nel pomeriggio di oggi, a Mentone, nel corso di un tavolo a cui ha partecipato il prefetto Massimo Bontempi, Direttore Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere, con l’omologo francese Fernand Gontier, giunto da Parigi. All’incontro ha partecipato anche il dirigente del settore polizia di frontiera di Ventimiglia, Martino Santacroce.

«Dopo nove mesi abbiamo fatto un tagliando all’unità mista per verificarne il funzionamento che ha dato risultati buoni – ha dichiarato il prefetto – La squadra mista è una struttura che opera costantemente, un’unità strutturata che lavorerà in maniera costante, con una sua sede, turni di servizio e che si muove su un territorio di frontiera per incrementare il livello di contrasto dei fenomeni criminali e dell’immigrazione. Una squadra che opera sulla base di un’accurata analisi del rischio e che ci consente di muovere pedine nella percezione della minaccia»

Il progetto, nato da un’idea condivisa dei ministri dell’Interno italiano e francese, prevede infatti l’impegno di unità di personale operante nell’ambito di questo dispositivo, composto da 12 operatori della polizia di frontiera italiana e 12 dalla P.A.F. (police aux frontières) francese, tutti formati congiuntamente per i profili attinenti lo svolgimento del servizio e la normativa dei due paesi.