Carcere

Sanremo, detenuto manda agente all’ospedale con una testata

Dura la reazione del SAPPe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria)

riviera24 - Delegazione del Sappe e Lega in visita al carcere di Sanremo

Sanremo. Ancora un episodio di aggressione nei confronti di una agente di polizia penitenziaria. «Dopo i fatti di Genova Marassi questa volta è il turno di Sanremo – spiega il SAPPe della Liguria – dove un agente è stato colpito da una testata sferrata da un detenuto straniero B.M. il quale pretendeva di accedere in un settore del carcere dove non poteva transitare. Al richiamo del personale il detenuto ha reagito prima spintonandolo e poi colpendolo con una testata. L’agente – continua Michele Lorenzo del SAPPe – è stato soccorso da altro personale e condotto in ospedale per le cure del caso. Siamo consapevoli del duro lavoro del poliziotto penitenziario e siamo solidali con i colleghi che subiscono queste inaudite forme di violenza. Non si può consentire che gli errori di una politica penitenziaria disattesa e necessaria di rinverdimento, si trasformi in violenza contro la Polizia Penitenziaria».

«Il detenuto in questione – prosegue il SAPPe – è un soggetto riottoso, quindi dal comportamento violento prevedibile ma sempre libero di circolare per l’istituto. Lo stesso detenuto dopo essere stato richiamato cercava di procurarsi delle ferite dando delle testate contro una parete. Evidente segnale di squilibrio psichico, il che è da ricondurre più ad un suo ricovero piuttosto che al«la permanenze in carcere L’agenda degli eventi critici di Sanremo nei primi mesi dell’anno lo vede coinvolto in 18 colluttazioni, 68 gesti di autolesionismo, 28 danneggiamenti alla struttura, 3 incendi dolosi, L’attività di controllo della Polizia Penitenziaria ha portato al rinvenimento di 9 telefoni occultati nelle celle, un coltello rudimentale oltre al sequestro di sostanze stupefacenti, l’aver sventato 3 tentativi di suicidio e purtroppo un suicidio. Nei confronti della Polizia Penitenziaria si sono verificati 45 atti di reazione, 5 minacce e ben 5 aggressioni (ricordiamo un sequestro di persona nei confronti di un Poliziotto penitenziario), ben 82 sono stati invece i ricoveri urgenti di detenuti al pronto soccorso e ben 33 azioni di protesta. Ma c’è qualcosa che non è ben chiaro – spiega Lorenzo – a fronte di questa ricca agenda di eventi critici vi sono stati solo 23 procedimenti disciplinari nei confronti di altrettanti detenuti. Non comprendiamo qual è il giusto senso della misura Non è sicuramente errato riproporre la dotazione della pistola teaser quale mezzo deterrente per arginare questa inaudita scia di violenza nelle carceri liguri, sperando che le istituzioni e la politica intervengono per arginare l’effetto pungiball nei confronti della Polizia Penitenziaria».»

Pieno sostegno alla protesta della Polizia Penitenziaria della Liguria arriva da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: «Ci attiveremo presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinchè le giuste proteste dei colleghi di Sanremo e della Liguria trovino attenzione e conseguenti provvedimento. Il dato oggettivo è che anche questa denuncia ci conferma che la tensione che caratterizza le carceri, al di là di ogni buona intenzione, è costante. Le carcer sono più sicure assumendo gli Agenti di Polizia Penitenziaria che mancano, finanziando gli interventi per potenziare i livelli di sicurezza delle carceri. Altro che la vigilanza dinamica, che vorrebbe meno ore i detenuti in cella senza però fare alcunchè. La situazione nelle carceri resta allarmante. Non ci si ostini a vedere le carceri con l’occhio deformato dalle preconcette impostazioni ideologiche, che vogliono rappresentare una situazione di normalità che non c’è affatto –  conclude Capece – Si adottino con urgenza provvedimenti necessari per salvaguardare la sicurezza del carcere di Sanremo e per gli altri istituti di pena regionali. Gli Agenti di Polizia Penitenziaria devono andare al lavoro con la garanzia di non essere insultati, offesi o – peggio da una parte di popolazione detenuta che non ha alcun ritegno ad alterare in ogni modo la sicurezza e l’ordine interno. Non dimentichiamo che contiamo ogni giorno gravi eventi critici, episodi che vengono incomprensibilmente sottovalutati dall’Amministrazione Penitenziaria».

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