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Il recupero di Villa Sultana non decolla, ora si punta a salvare il salvabile

L'ex primo casinò d'Italia cade a pezzi. La proprietà presenterà un progetto per mettere in sicurezza le coperture

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Ospedaletti. Il progetto di recupero e trasformazione di Villa Sultana in un residence di lusso non vuole saperne di decollare e così ora si punta a salvare il salvabile. E’ dei giorni scorsi l’impegno assunto dalla proprietà, la Sapeco Srl, nei confronti dell’amministrazione comunale, di presentare in tempi celeri un progetto per la realizzazione di una copertura provvisoria volta ad evitare che le piogge continuino la lenta opera di decadimento a cui sono soggette da troppo tempo le cupole e il tetto dell’edificio storico di corso Regina Margherita.

Questa la risposta concreta all’ordinanza e alla diffida che il sindaco della città delle rose, Daniele Cimiotti, aveva emesso nel marzo scorso nei confronti della Sapeco (ora partecipata dal fondo Aquileia Capital Service). In quel caso, l’ordinanza di pronta messa in sicurezza della struttura era stata inoltrata per conoscenza anche alla Soprintendenza alle Belle Arti.

Stando alle parole del primo cittadino, una prima bozza di progetto dovrebbe pervenire in Comune entro la fine del mese. L’obiettivo è andare a posizionare delle protezioni sul tetto per evitare che continui a piovere all’interno dell’edificio, in vista dell’imminente arrivo dei temporali autunnali. Il confronto tra municipio e proprietà di Villa Sultana continua. La scadenza dello strumento urbanistico attuativo approvato dalla prima giunta Crespi è fissata per la metà del 2023.

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