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Cultura

Ecco “Il sogno babilonese”: l’ultima fatica dello scrittore ventimigliese Enzo Barnabà

Lo storico parla del suo ultimo libro incentrato sullo Château Grimaldi, la Belle Époque e la Riviera

Sanremo. «Il “sogno babilonese” dei milionari inglesi, e non solo, durante la Belle Époque era quello di creare in Riviera e in Costa Azzurra delle ville, dette château, circondate da giardini a strapiombo sul mare». Lo racconta Enzo Barnabà nel suo libro: “Il sogno babilonese. Lo Château Grimaldi, la Belle Époque, la Riviera”, che giovedì scorso ha presentato presso la Chiesa Valdese di Sanremo.

Enzo Barnabà

«Il libro si chiama “Il sogno babilonese” perché i ricchi inglesi, ma non solo, quando potevano, alla fine dell’Ottocento venivano in Riviera, acquistavano delle fasce dai contadini e vi piantavano dei giardini, spesso con delle ville molto belle. I giardini erano a strapiombo sul mare e quindi potevano far pensare ai giardini pensili di Babilonia. “Il sogno babilonese” è lasciare le nebbie del Nord Europa per venire nel sole del Mediterraneo, alla scoperta della bellezza e del clima che, secondo loro, allungavano la vita. Questo ha fatto sì che l’economia circolare dei nostri paesi diventasse cosmopolita, l’intrusione dei ricchi signori ha cambiato totalmente il volto della nostra zona» – spiega lo scrittore e storico Enzo Barnabà.

Il libro è anche dedicato alla celebre villa Grimaldi, che si trova al confine tra Italia e Francia: lo Château Grimaldi, una magnifica enclave internazionale di tre ettari in territorio italiano ma attaccata alla frontiera francese dove hanno abitato il ginecologo inglese James Bennet, che vi ospitò la regina Vittoria, Romaine Brooks, la pittrice amata da D’Annunzio, Sigmund Appenzeller, che curò l’imperatrice Sissi, e altri, fino al chirurgo Serge Voronoff, noto per i trapianti di scimmia sull’uomo. Impreziosiscono il libro decine di immagini rare o inedite. Il volume è arricchito dalla prefazione di Daniela Gandolfi, dalla introduzione di Yvan Gastaut e dalla postfazione di Marco Devecchi.

Enzo Barnabà, scrittore di saggi storici e romanzi, è nato a Valguarnera nel 1944, ha studiato lingua e letteratura francese a Napoli e a Montpellier, e storia a Venezia e Genova. Oggi vive a Ventimiglia. Ha insegnato lingua e letteratura francese in vari licei del Veneto e della Liguria. Per conto del Ministero degli Esteri, ha svolto la funzione di lettore di lingua e letteratura italiana presso le Università di Aix-en-Provence e di insegnante-addetto culturale ad Abidjan, Scutari e Niksic. È l’autore del primo libro pubblicato in Italia e in Francia sul massacro xenofobo avvenuto nel 1893 ad Aigues-Mortes, Aigues-Mortes, il massacro degli italiani (Infinito, 2015, ultima edizione). Ha scritto diversi saggi tra i quali “I Fasci siciliani a Valguarnera” (Teti, 1981), “Morte agli italiani!” (Infinito, 2008) e opere di narrativa, come “Sortilegi”, scritto con Serge Latouche (Bollati Boringhieri, 2008), “Il Ventre del Pitone” (EMI, 2010), “Il Partigiano di Piazza dei Martiri” (Infinito, 2013), “Il Sogno dell’eterna giovinezza. Vita e misteri di Serge Voronoff” (Infinito, 2014), “Aigues-mortes, il massacro degli italiani” (Infinito, 2015) e “Il passo della morte” (Infinito, 2019) con Viviana Trentin. “Il Sogno babilonese. Lo château Grimaldi, la Belle Époque, la Riviera” è la sua ultima fatica. Alcuni suoi libri sono stati pubblicati in Francia, tradotti dallo stesso autore.

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