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Made in italy

Coldiretti Liguria: «Aumenta del +13% il cibo italiano esportato»

«Quella agroalimentare è una realtà allargata dai campi agli scaffali supportata con impegno e resilienza dagli imprenditori agricoli ed ittici dei nostri territori»

riviera24 - Cibo

Genova. «L’alimentare Made in Italy fa registrare il record storico nelle esportazioni con un balzo del 13% nel 2021 e punta verso la storica cifra di 50 miliardi di euro mai registrata nella storia dell’Italia». E’ quanto emerge dalle proiezioni di Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al commercio estero nei primi sette mesi del 2021 diffuse in occasione del G20 a Firenze. Tra i principali clienti del Made in Italy a tavola ci sono gli Stati Uniti che si collocano al secondo posto con un incremento del 3% a luglio. Positivo l’andamento anche in Germania che si classifica al primo posto tra i Paesi importatori di Italian food con un incremento del 6%, di poco inferiore alla Francia (+8%) che si colloca al terzo posto mentre al quarto è la Gran Bretagna dove si registrano i primi segnali positivi di ripresa dopo la Brexit, con una crescita del 4%.

«Un risultato ottenuto nonostante le difficoltà degli scambi commerciali e il lockdown della ristorazione che ha pesantemente colpito la cucina italiana, ma anche favorito il ritorno in tutti i continenti alla preparazione casalinga dei pasti con il boom delle ricette Made in Italy – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il delegato confederale Bruno Rivarossa -. Quella agroalimentare è una realtà allargata dai campi agli scaffali supportata con impegno e resilienza dagli imprenditori agricoli ed ittici dei nostri territori. Certo a preoccupare, sono le importazioni di pesce e carne straniera di cui non si conosce l’origine e, spesso, vengono spacciati per prodotti italiani. La riapertura e il nuovo impulso al turismo, che, in una regione come la nostra, rappresenta una risorsa fondamentale, stanno dando segnali positivi. L’Italia può ripartire dai punti di forza con l’agroalimentare che ha dimostrato resilienza di fronte la crisi e può svolgere un ruolo di traino per l’intera economia. Serve, però, agire sui ritardi strutturali del Paese e sbloccare tutte le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti. Il Recovery Plan – concludono – rappresenta dunque una occasione unica da non perdere per superare i ritardi accumulati e aumentare la competitività delle imprese sui mercati interno ed estero».

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